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martedì 1 maggio 2018

A Londra con Flixbus: la mia esperienza

Andare a Londra. Con 49,50 euro. Senza prendere l'aereo. Questo post sarebbe probabilmente già completo così, perchè al di là dei dettagli che vi offrirò se vorrete leggermi, il fatto di aver sperimentato con somma soddisfazione questa alternativa di viaggio è esso stesso la notizia meritevole di attenzione. Ero già stato a Londra cinque volte, sempre in aereo, partendo da quella vacanza studio con EF nell'estate del 1990 che mi fece subito innamorare di questa capitale. E nonostante i tempi siano inevitabilmente cambiati, come avviene dovunque, sono stato felice di notare - ad alcuni anni di assenza dalle strade della City - come fermento ed opportunità (di lavoro, di vita, di conoscenza e di crescita) non siano così tanto cambiate. Flixbus, mi piace ripeterlo, costituisce un'alternativa all'aereo che si può prendere in considerazione per i motivi più disparati: che sia per la paura delle altezze, per la necessità di portare con sè un bagaglio più voluminoso (imbarcando senza problemi anche liquidi oltre i 100ml), per la voglia di affrontare un viaggio più lento e contemplativo o per una mera questione di risparmio, è bello sapere di poter contare su un piano B diverso ed efficiente.

DA BOLOGNA A PARIGI

Il mio viaggio comincia da Bologna nella giornata di Lunedì: una volta raggiunto in treno il capoluogo emiliano percorro la breve distanza che mi separa dai binari all'autostazione, per la quale sono in programma lavori di restyling per otto milioni di euro al fine di renderla un po' più bella ed ospitale. Questo viaggio si articolerà in cinque tappe tra loro separate, come richiesto per l'utilizzo del programma Interflix, che vi offre l'opportunità di effettuare cinque viaggi diversi tra loro (anche lo stesso viaggio nelle due direzioni di andata e ritorno non è consentito, per cui per tornare a casa dovrete scegliere un itinerario completamente differente) entro tre mesi al costo di €99.00 Parto pertanto da casa con cinque diversi titoli di viaggio, cinque fascette da apporre al mio trolley in corrispondenza di ogni segmento e l'indispensabile passaporto (Europa o non Europa, ricordate che vi verrà chiesto ovunque andiate, per cui fatelo utilizzando le nuove procedure online e non dimenticatelo per nessuna ragione al mondo).

Il nostro Flixbus in sosta all'area di servizio Gran Bosco Ovest.

Il bus di questa prima tratta è un bel SETRA/Mercedes ad un piano, che arriva in autostazione circa venti minuti prima dell'orario ufficiale di partenza: ad occuparsi del servizio sarà una ditta di Cuneo con un giovane autista francese/albanese che parla continuamente al telefono (via auricolare bluetooth, quindi nessun problema), verifica con speditezza la lista dei presenti e chiede che siano lasciate libere le prime file. L'atmosfera è tranquilla, il bus non è pieno (riuscirò a fare tutte i cinque i viaggi occupando due posti e raddoppiando gli spazi a disposizione) e le dotazioni sono tutte presenti, anche se lo streaming di contenuti video da Youtube sembra bloccato o rallentato dal WiFi di bordo. La guida è tranquilla, non viene riprodotto alcun messaggio pre-registrato di benvenuto e dirigendoci verso l'ingresso dell'autostrada passiamo da una sorta di quartiere "rosso" (non nel senso delle simpatie politiche dei bolognesi) nel quale le prostitute si dirigono tranquillamente ai loro camper in topless e perizoma... Le prese elettriche a disposizione dei passeggeri sono situate molto in basso, una posizione un po' scomoda per la quale vi consiglio di portare da casa un cavo USB lungo che vi permetta di tenere ed utilizzare i vostri dispositivi sui tavolini, per la verità sempre poco contenitivi ed avvezzi a far cadere i vostri oggetti ad ogni sobbalzo. Ulteriori elementi che rendono confortevole il viaggio sono le belle poltrone nere-rosse-grigie, gli oblò posti sul tetto, le vetrate ampie e pulite. Mi sembra di scorgere una lunga crepa sul parabrezza, talmente estesa che ad un certo punto mi convinco si tratti di un riflesso o di una mia impressione: il dubbio comunque rimane. Lo spazio per le gambe è buono ma inferiore ad altri provati nel corso dei viaggi precedenti, circostanza che avrebbe generato qualche problema se non avessi potuto disporre per l'intero viaggio di entrambi i posti e relative diagonali. 

Tra i passeggeri segnalo due ragazze sedute dietro di me entusiaste del bus (altre volte mi è capitato di sentire persone che chiamavano a casa per dire "Mamma, sono su Flixbus!!!") e due francesine adorabili, che passeranno gran parte del viaggio dormendo l'una appoggiata all'altra. Il viaggio prosegue dolcemente e noto che in autostrada gli autisti Flixbus, incrociandosi nelle due direzioni, si salutano ❤ Si tratta di una considerazione non banale, in quanto sappiamo che lavorano per ditte diverse, benchè ugualmente "consorziate" alla società tedesca: questo mi fa supporre che al di là delle diverse realtà aziendali che operano per Flixbus in Europa, sia fatto uno sforzo per tendere ad uno standard di servizio anche attraverso la costruzione di uno spirito aziendale unico, basato sulla condivisione dei valori e sulla riconoscibilità dei colori verdi e arancioni per i quali si lavora. A Torino, dove arriviamo con eccezionale puntualità, salgono due nuovi autisti, ed il bus si riempie notevolmente, a testimonianza di un traffico come prevedibile consistente tra Francia e Piemonte. Nel frattempo approfitto di una eccezionale promo a tempo che mi viene comunicata via email da Flixbus per acquistare un biglietto diretto Bologna - Bucarest a 5.99 euro, come fare a dire di no?!? 

DA PARIGI A LONDRA

La stazione di Parigi - Bercy consiste in una serie di banchine che sembrano situate sotto un ponte: l'illuminazione è buona ma per raggiungere la strada ed i servizi (bar, forno, taxi, stazione della metro) bisogna attraversare un bel parco attrezzato che nelle ore notturne potrebbe consigliare un passo più spedito. I tabelloni con le indicazioni di arrivi e partenze funzionano solamente in orari "di ufficio", per cui in caso di partenze in orari diversi bisogna arrangiarsi o, per usare un'espressione a me cara ed un filo più elegante, adottare un approccio pro-attivo (leggi: fare continuamente su e giù a piedi fino a quando non si trova il proprio autobus).

Più che un autista, un roadie! Comunque bravissimo.

Il nostro autista da Parigi sarà un ragazzo francese in barba & tuta da ginnastica nera, ben più alternative dello stereotipo con cravatta verde e camicia bianca ma ugualmente efficace nel farci fare un ottimo viaggio e guidarci - con un inglese di base, successivamente supportato dal messaggio di benvenuto pre-registrato - nelle fasi del controllo dei passaporti alla frontiera e nel suggestivo ingresso all'interno dell'Eurotunnel. Questo Flixbus ha interni non vecchi ma di gusto classico, con abbondanza di colore marrone e parquet. Wi-Fi e prese elettriche sono ok, ed è bellissimo attraversare Parigi di primo mattino, affiancando la Senna mentre i raggi di sole ti scaldano attraverso le vetrate. Frank, questo il nome del nostro roadie, ci informa che per qualche motivo a lui sconosciuto il WiFi nel Regno Unito non funzionerà e la gente sorride, apprezzando l'onestà ed il tono simpaticamente sconsolato della comunicazione. Dopo aver effettuato un paio di soste in autogrill, nel corso delle quali anche Frank ne approfitterà per acquistare degli Snickers e qualche lattina, attraversiamo le due frontiere (scendendo dal bus ed entrando nei locali francese ed inglese deputati al controllo dei passaporti) e "parcheggiamo" il bus all'interno del treno che ci permetterà di raggiungere l'Inghilterra in 35 minuti. 

Si tratta di un'esperienza unica (un bus che entra in un treno che entra in un tunnel) ed a mio avviso non eccessivamente claustrofobica, dal momento che il mezzo rimane con le porte aperte all'interno del vagone, e durante la traversata è possibile scendere per raggiungere i bagni posti alle due estremità del convoglio. Sentire il bus ondeggiare sui binari, nonostante si abbia l'impressione di essere fermi, può trasmettere una sensazione simile al mal di mare, benchè i movimenti siano estremamente contenuti e risulti piuttosto facile distrarsi con due chiacchiere, un buon libro, un po' di musica o una camminata. Tutto considerato si tratta di un'esperienza da fare almeno una volta nella vita, e che personalmente vorrò ripetere al più presto.


Una volta sbarcati sul suolo britannico, ed adottato il sistema di guida a sinistra, il viaggio verso Londra è un autentico spettacolo che vi porterà in tutta tranquillità dalle verdi campagne inglesi al traffico caotico - ma affascinante - del centro di Londra, nel quale Frank si muoverà con grande bravura e nonchalance. L'arrivo a Victoria Coach Station è puntuale al minuto ma corre l'obbligo di darvi un'informazione che potrà esservi utile nel programmare viaggi che prevedano il passaggio tra fusi orari diversi: ricordate che al momento, a differenze delle compagnie aeree, sul vostro biglietto di viaggio l'orario di arrivo sarà espresso con riferimento al luogo di partenza e non a quello di arrivo, per il quale dovrete quindi effettuare un calcolo. Nel mio caso questo ha determinato l'arrivo a Londra con un'ora di anticipo rispetto a quanto previsto, e conseguente riorganizzazione degli appuntamenti: peggio sarebbe stato se mi fossi trovato con un'ora di ritardo, per cui meglio prevenire ogni possibile disguido. 

Infine, piccolo consiglio per arrivare a destinazione con una bella facciotta riposata (io sono quello di sinistra): se non potrete darvi una rinfrescata in autogrill (noi ci siamo fermati in una graziosa struttura francese con dei bagni più puliti di quello di casa mia, per dire) assicuratevi almeno di portare nel bagaglio a mano delle salviette umidificate per idratare il volto ed un collirio defatigante - io uso Iridil Gocce Oculari - nel caso la notte in autobus dovesse rivelarsi meno riposante del previsto. Mi ringrazierete!

DA LONDRA A COLONIA

Trascorsi quattro meravigliosi giorni a Londra (incredibilmente soleggiati, se escludiamo qualche immancabile pioggerellina ed un minuto di grandine), Sabato mattina ho raggiunto Victoria Coach Station per prendere il bus che mi avrebbe portato a Colonia. Proprio quando mi avvicinavo al mio gate (sui numerosi monitor della stazione compaiono tantissime tratte contemporaneamente, per cui si riesce subito a trovare i riferimenti della propria corsa) ho ricevuto un SMS da parte di Flixbus che mi avvisava che il viaggio sarebbe partito con un'ora di ritardo. Una volta tornato a casa, mi sento di condividere con voi questa rassicurazione: se dovete affrontare un viaggio lungo, i ritardi non incideranno sull'orario di arrivo e sulla possibilità di prendere successive coincidenze. Questo perchè, se da un lato il trasporto su gomma può essere soggetto ad ogni genere di imprevisti (tecnici o legati al traffico, per fare un paio di esempi), dall'altro sarà proprio l'estensione del viaggio a dare la possibilità all'autista di marciare a ritmi leggermente più sostenuti per recuperare lo svantaggio. Così ad esempio è stato nel nostro caso, per cui la ritardata partenza non ha sortito alcun effetto negativo, se non quello di prolungare l'attesa dei passeggeri (comunque all'interno di una stazione sicura e servita). 

Il nostro mitico autista, spero di viaggiare nuovamente con lui!

Tornando al viaggio, ho finalmente avuto la possibilità, credo per la prima volta nella vita, di salire su un mezzo a due piani, scegliendo naturalmente quello più alto, nonostante paradossalmente sia quello sconsigliato per le persone più alte! Anyway, il bus era molto spazioso, tutti i servizi regolarmente presenti ma qualche sedile stranamente rotto o macchiato. L'autista, che credo belga, ha rappresentato il vero valore aggiunto di questo viaggio: simpaticissimo negli annunci, veloce e responsabile nel check-in (ci ha fatto prima sistemare i bagagli e salire a bordo, controllando i biglietti una volta che eravamo comodamente seduti), ci ha anche offerto snack in vendita aggiungendo che parlare con lui ci sarebbe costato solo 50 centesimi ("I'm cheap!"). Parlava tedesco, olandese ed un po' di inglese, e particolarmente memorabili sono state due battute:
  • Quando ad ogni fermata dava il benvenuto ai nuovi passeggeri saliti a bordo, anticipava loro l'orario di arrivo specificando "...when the traffic is good: when the traffic is bad, I don't know"
  • Quando ci ha spiegato il procedimento per il passaggio attraverso l'Eurotunnel: "If you see fish out of the window, well, that's a big problem!"
Inoltre, in attesa che il treno partisse, ha offerto a tutti i passeggeri dei (suoi) biscotti tipo Gran Cereale, in modo gentile, sorridente e non insistente. Davvero bravo!

Prima della partenza siamo stati informati che la toilette di bordo avrebbe funzionato solo per la pipì, per cui per ogni alto genere di necessità siamo stati invitati ad usare il WC a Victoria Station. Ricevuto un doppio invito ad allacciare le cinture di sicurezza (accorgimento che adotto sempre, del tutto incurante di eventuali occhiate italiane) siamo partiti da Londra con la pioggia, luci interne soffuse ed un ottimo riscaldamento, elementi che hanno creato un'atmosfera estremamente piacevole e rilassante, che ha favorito un pisolino tanto inatteso quanto ristoratore. Il controllo dei passaporti è avvenuto in modo differente rispetto al viaggio di andata, dal momento che è stato effettuato sul solo lato inglese e, dopo una verifica del bus con metal detector, ci ha consentito di visitare il terminal Victor Hugo, una specie di aeroporto con tanto di duty free e servizi/boutique di ogni tipo. Nonostante il nostro mitico autista ci abbia accompagnato solo fino in Belgio ("And then I will go home, eh eh", ha aggiunto prima di salutarci) tutto il viaggio è stato in assoluto uno dei migliori che abbia effettuato fino ad oggi su Flixbus: le ore sono passate veloci e ho perfino utilizzato Sky Go - collegandomi con il mio operatore, in roaming - per vedermi la partita in diretta comodamente disteso su entrambi i sedili. Wow!

DA COLONIA A MILANO


La Grande Bellezza di questo viaggio trova un ultimo compimento con la bella vista architettonica dell'aeroporto di Colonia-Bonn, nel quale l'autostazione è convenientemente integrata. Il bus, ancora una volta a due piani, é moderno ed abbastanza spazioso, ma quello che renderà oggettivamente impegnativa la tratta é il fatto che per arrivare a Milano verranno fatte ben tredici fermate intermedie, ognuna accompagnata da annunci degli autisti (solo in tedesco), accensione delle luci, persone che scenderanno ed altre che saliranno cercando posto e cambiando quello status quo che a noi quarantenni piace invece molto. Io non mi posso lamentare, perché ho avuto la possibilità di fare l'intero viaggio occupando due posti nella parte superiore del bus, ma al tempo stesso ho dovuto rinunciare ad ogni aspirazione di riposo quando, proprio quando a metà notte cominciavo a capire come poter schiacciare un pisolino (utilizzando sia lo zainetto Slazenger comprato a Londra che il cuscino gonfiabile come doppio supporto), in una qualche stazione germana è salita una famigliola cinese con bambino in cui tutti e tre hanno preso posto proprio dietro di me e si sono comportati come fosse pieno giorno: tono della voce da mercato del Giovedì, calci sul mio sedile e preparazione di noodle istantanei (con relativi odori e successivo singhiozzo) verso le 04:30 del mattino, proprio quando i miei occhi cominciavano a bruciare per il poco/nullo riposo, fanno parte a pieno titolo di quella Flixbus Experience che a suo modo ci illumina viaggio dopo viaggio sulla strada dell'integrazione e della tolleranza. E al tempo stesso ci ricorda che le tratte notturne sono convenienti ma mai, mai possono garantirci con assoluta sicurezza le condizioni per arrivare riposati.

Per il resto il viaggio si è svolto davvero senza intoppi: qualche pausa in autogrill (con tempi e modalità di ciascuna sosta comunicati solo in tedesco, ma in qualche modo si capisce), panorami svizzeri lussureggianti, città belle ed ordinate (Zurigo su tutte), un ragazzo seduto nei due sedili a fianco che giocava con la sua Nintendo Switch (mentre io che sono povero mi devo accontentare di un DSi XL, per giunta con cartuccia pirata) e l'annoiato bimbo cinese alle mie spalle che accennava canzoncine cinesi di sottofondo, il cui stile si attestava a metà strada tra l'opera lirica e la pura lagna. In un atto di estrema crudeltà ho provato ad ostentare la mia console sperando che il bimbo la vedesse e mi invidiasse, chiedendo magari di provarla (nel qual caso gli avrei risposto con un secco no, e la mia rabbia sarebbe stata sopita). Ad un certo punto ho avuto come l'impressione che infilasse la testa tra i sedili per seguire un livello di New Super Mario Bros, ma evidentemente non si interessava di videogiochi e dopo qualche istante è tornato a canticchiare, calciare ed a fare cantilenanti domande alla mamma, che probabilmente lo stava odiando più di me.

DA MILANO A BOLOGNA


La stazione di Milano Lampugnano, benchè coperta e dotata di un'edicola / vendita di souvenir, vince il titolo di luogo più sporco e trasandato dell'intera trasferta londinese. Cartacce e rifiuti ovunque, persone che dormono nei posti più improbabili, frequentazioni ricche di folklore e sensazione di anarchia, quasi si trattasse di un mondo periferico abbandonato a se stesso... Nota positiva, Flixbus mi informa con un SMS che non dovremo attenderci il solito bus verde, bensì uno evidentemente sostituivo di colore grigio della ditta STAV. Come potete vedere in foto, il mezzo corrisponde perfettamente alla descrizione, l'autista della ditta di Vigevano svolge ordinatamente le operazioni di check-in e sono tra i primi ad entrare. Il bus è pulito ed elegante ma non presenta né tavolini reclinabili né bagno, e nemmeno prese elettriche. Nonostante gli abbinamenti ricercati della tappezzeria, con tanto di finta radica, gli spazi sono quelli tipici dei trasferimenti urbani e l'autoradio a medio volume non fa che confermare questa sensazione. Il mio tragitto fino a Bologna durerà in ogni caso meno di tre ore, per cui non mi preoccupo più di tanto e mi compiaccio per l'organizzazione perfetta del viaggio, che grazie a Flixbus non ha riservato alcun tipo di sorpresa. 

Ultima chicca, una signora di Ferrara - da me bollata come sparacazzate - racconta ad una ragazzina che lei proviene da Strasburgo, che è "la capitale d'Europa" ed è "più grande di Milano". Guardo Wikipedia e sarei tentato di intervenire nella discussione per dare un paio di numeri, salvo poi decidere di gustarmi questi ultimi momenti di viaggio e tirare fuori l'ombrello, perchè Bologna ci accoglie con una pioggia battente che per un momento mi fa pensare di trovarmi ancora in Inghilterra. Pronti per il prossimo viaggio?

giovedì 15 marzo 2018

Il mio primo viaggio con Flixbus


Ieri mattina ho fatto il mio primo viaggio con Flixbus, la compagnia tedesca di autobus gran turismo che assicura "oltre 250.000 collegamenti giornalieri tra circa 1.400 destinazioni in 27 diversi paesi Europei". Il modello di business di questa start-up della mobilità è interessante, dal momento che la società non possiede gli autobus nè impiega direttamente gli autisti, che fanno invece capo a società di trasporti locali - nel mio caso Rigato di Padova - le quali accettano di aderire agli standard di servizio stabiliti da Flixbus e si affidano al suo sistema di marketing, pricing, pianificazione delle rotte, gestione delle prenotazioni online e disbrigo delle pratiche burocratiche per i trasferimenti internazionali. 

Non vedevo l'ora di provare questo servizio per una doppia serie di motivi. Da un lato vi sono la piacevolezza e l'usabilità di sito istituzionale e relativa app per cellulari (io ho provato la versione Android sul mio fidato Asus Zenfone 2): tutto è davvero semplice da comprendere, pianificare ed acquistare in modo sicuro, e l'ordine generale nonchè il tono festoso con cui sono presentate le informazioni che servono a viaggiare fanno venir voglia di provare questo sistema organizzato e brandizzato di trasporto su gomma. In secondo luogo, dal momento che amo l'aviazione ma l'idea di staccare le tenere chiappette da terra non mi ha mai del tutto entusiasmato, volevo avere "un primo assaggio" di Flixbus per valutare la possibilità di compiere in futuro trasferte più impegnative sul territorio europeo senza ricorrere ad un volo Ryanair o Wizzair.

immagine di repertorio

Il terminal dal quale sono partito alla volta di Firenze è l'autostazione di Bologna, raggiungibile a piedi dalla stazione FFSS nel giro di un paio di minuti. L'ambiente dell'autostazione è se possibile ancora più squallido di quello della controparte ferroviaria: ad una generale sensazione di disordine/degrado (attività chiuse, scarsa & fredda illuminazione degli ambienti, bar semideserti, strani bazar e frequentazioni non propriamente business) si aggiunge anche un certo senso di vuoto, dal momento che - escludendo le sgarrupate biglietterie di alcune autolinee - non ci sono infopoint o altri tipi di riferimenti moderni. Insomma, la sensazione è un po' quella di essere abbandonati in un futuro post-apocalittico alla Mad Max e doversi giocoforza arrangiare.

Menzione particolare e negativa e particolarmente negativa la meritano i tabelloni ignoranti di arrivi e partenze: sono stato avvisato via SMS e via app che il mio bus, in arrivo da Budapest Nepliget dopo un viaggetto di dodici ore e mezza, sarebbe arrivato con circa venti minuti di ritardo, ma il tabellone con gli orari di partenza e l'indicazione dei relativi "stalli" non solo non riportava questa informazione ma, presupponendo che il bus sarebbe arrivato e partito in orario, ha cancellato la mia corsa pochi minuti dopo l'orario di partenza "ufficiale" (non rispettato), lasciando i passeggeri senza quei punti di riferimento (segnalazione di partenza in corso mediante scritta lampeggiante, numero dello stallo dal qual imbarcarsi) che nemmeno la pur ottima app può fornire. Alla mia domanda di informazioni, un ragazzo nelle vicinanze ha scrollato le spalle consigliandomi di tenere d'occhio tutti gli autobus in arrivo e le piattaforme alle quali si sarebbero diretti, sottolineando che i mezzi di Flixbus sarebbero stati comunque facilmente riconoscibili a causa del loro colore verde sgargiante... Tralasciando questo dettaglio, per nulla secondario specialmente per chi è meno abituato a viaggiare, devo però far notare che Flixbus assiste il cliente inviandogli una esaustiva mail di promemoria nelle ore immediatamente antecedenti il viaggio, ed un secondo messaggio nei minuti successivi per richiedere un feedback sull'esperienza appena effettuata.

immagine di repertorio

Dicevamo che dal punto infrastrutturale e "di contorno" l'impressione ricevuta a Bologna non è stata delle più brillanti. Allo stesso tempo bisogna però ammettere che, una volta arrivato e riconosciuto il mio bus (identificato da un tabellone luminoso ben visibile, anche a distanza, con il nome della località di destinazione della corsa), le cose sono andate progressivamente migliorando. I mezzi utilizzati da Flixbus sono realmente tra i più belli e moderni tra quelli visti in autostazione: si ha da subito una sensazione di pulizia, cura e buona manutenzione, ed anche gli autisti si presentano ben vestiti e con una caratteristica cravatta di colore verde. Attraverso una app installata sul loro telefono verificano velocemente il QR Code presente sul nostro biglietto (anche elettronico), aiutano i passeggeri a caricare le valigie nel vano sottostante (le politiche in termini di numero di pezzi e dimensioni sono molto più generose ed elastiche rispetto all'alternativa aeronautica, così come la possibilità davvero apprezzabile di cambiare la prenotazione fino a pochi minuti prima della corsa acquistata) ed invitano infine a salire sul bus e prendere uno qualsiasi dei posti liberi.



La sensazione positiva trova un'ulteriore conferma una volta saliti a bordo. Il mio bus, nonostante provenisse da una località relativamente lontana, si presentava in condizioni impeccabili, con un'aria fresca e respirabile (climatizzata) ed un'abbondante scelta di posti doppi a disposizione del viaggiatore singolo. I sedili si sono rivelati davvero comodi e dal design moderno, mediamente ma non esageratamente spaziosi (io sono alto 189 centimetri), dotati di tavolini con porta bevande, e con la possibilità di essere facilmente reclinati per favorire un pisolino - utile soprattutto nelle tratte notturne - senza mettere a disagio chi siede dietro. Il segnale Wi-Fi disponibile gratuitamente sul mezzo era nel mio caso eccellente e la navigazione "social" (perchè non sono consentiti download pesanti) si è svolta per l'intera durata del viaggio senza alcun problema. Segnalo inoltre la presenza del bagno e di una musica di sottofondo (autoradio) a livelli tali da non arrecare disturbo. Unica mancanza di rilievo, rispetto a quanto pubblicizzato sul sito tra le dotazioni che dovrebbero essere standard, le prese elettriche per la ricarica del cellulare, che io non ho trovato.

immagine di repertorio

Una volta partiti il viaggio si è svolto in maniera del tutto tranquilla ed "uneventful", come direbbero oltremanica. In cabina l'atmosfera è stata sempre silenziosa e rilassata, la guida mi è sembrata prudente anche in autostrada, e l'autista non ha mancato di indicare chiaramente agli ospiti l'avvicinarsi del capolinea una volta entrati a Firenze-città. Ultima nota per quanto riguarda il prezzo pagato: €9.90 (in 95 minuti) contro gli €27.00 (in 35 minuti) spesi per la stessa tratta sul Frecciarossa in occasione del viaggio di ritorno dal capoluogo toscano a Bologna. Per quanto riguarda le possibilità di scelta sulla linea da me provata, Flixbus propone attualmente ben sedici corse giornaliere, con partenze distribuite nell'arco della giornata dalle 00:50 alle 23:59

In base alla mia esperienza, penso di poter dire che Flixbus rappresenta una soluzione perfetta per chi può permettersi il lusso e concedersi il piacere di spostarsi in tempi più dilatati, godendosi il viaggio in ogni suo istante, immergendosi in un panorama che vedi scorrere e cambiare attraverso le grandi vetrate ed i luminosi oblò sul tetto. Flixbus è un'alternativa piacevolmente slow rispetto ai mezzi più rapidi e costosi, ma è anche un concetto contemplativo, alternativo ed ecologico di trasporto, di vacanza e di tecno-socialità. Dal punto di vista aziendale, inoltre, quella di Flixbus è una storia bella ed interessante, per il modo in cui marketing, rete e tecnologie hanno saputo dare nuovo colore e slancio - in un'ottica che parrebbe essere realmente sinergica e di reciproco completamento - ad un settore dei trasporti ben poco sexy ed attraente, soprattutto per l'utenza giovane ed occidentale.

immagine di repertorio

Vi ricordo infine la straordinaria possibilità di acquistare con Paypal una sorta di voucher ("Interflix") che consente di scegliere cinque tratte europee - tutte obbligatoriamente differenti tra loro - sulle quali viaggiare nell'arco di tre mesi al costo totale di €99.00 Volete qualche esempio di come è possibile combinare i cinque viaggi per raggiungere mete "inaspettate" - almeno in autobus - usufruendo di coincidenze comode e ad un costo vantaggioso? Ecco due itinerari da Bologna:
  • Bologna > Zurigo
  • Zurigo > Colonia
  • Colonia > Copenhagen
  • Copenhagen > Francoforte
  • Francoforte > Bologna
oppure
  • Bologna > Parigi
  • Parigi > Londra
  • Londra > Colonia
  • Colonia > Milano
  • Milano > Bologna
Io ho già acquistato due viaggi per Bratislava (con capatina di un giorno a Brno) e Lubiana, ma la tentazione di provare a raggiungere le amate Copenhagen e Londra con poco più di 49 Euro è davvero forte... Se volete condividere pareri ed esperienze riguardo a Flixbus lasciate un commento, sarò felice di rispondervi!