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martedì 1 maggio 2018

A Londra con Flixbus: la mia esperienza

Andare a Londra. Con 49,50 euro. Senza prendere l'aereo. Questo post sarebbe probabilmente già completo così, perchè al di là dei dettagli che vi offrirò se vorrete leggermi, il fatto di aver sperimentato con somma soddisfazione questa alternativa di viaggio è esso stesso la notizia meritevole di attenzione. Ero già stato a Londra cinque volte, sempre in aereo, partendo da quella vacanza studio con EF nell'estate del 1990 che mi fece subito innamorare di questa capitale. E nonostante i tempi siano inevitabilmente cambiati, come avviene dovunque, sono stato felice di notare - ad alcuni anni di assenza dalle strade della City - come fermento ed opportunità (di lavoro, di vita, di conoscenza e di crescita) non siano così tanto cambiate. Flixbus, mi piace ripeterlo, costituisce un'alternativa all'aereo che si può prendere in considerazione per i motivi più disparati: che sia per la paura delle altezze, per la necessità di portare con sè un bagaglio più voluminoso (imbarcando senza problemi anche liquidi oltre i 100ml), per la voglia di affrontare un viaggio più lento e contemplativo o per una mera questione di risparmio, è bello sapere di poter contare su un piano B diverso ed efficiente.

DA BOLOGNA A PARIGI

Il mio viaggio comincia da Bologna nella giornata di Lunedì: una volta raggiunto in treno il capoluogo emiliano percorro la breve distanza che mi separa dai binari all'autostazione, per la quale sono in programma lavori di restyling per otto milioni di euro al fine di renderla un po' più bella ed ospitale. Questo viaggio si articolerà in cinque tappe tra loro separate, come richiesto per l'utilizzo del programma Interflix, che vi offre l'opportunità di effettuare cinque viaggi diversi tra loro (anche lo stesso viaggio nelle due direzioni di andata e ritorno non è consentito, per cui per tornare a casa dovrete scegliere un itinerario completamente differente) entro tre mesi al costo di €99.00 Parto pertanto da casa con cinque diversi titoli di viaggio, cinque fascette da apporre al mio trolley in corrispondenza di ogni segmento e l'indispensabile passaporto (Europa o non Europa, ricordate che vi verrà chiesto ovunque andiate, per cui fatelo utilizzando le nuove procedure online e non dimenticatelo per nessuna ragione al mondo).

Il nostro Flixbus in sosta all'area di servizio Gran Bosco Ovest.

Il bus di questa prima tratta è un bel SETRA/Mercedes ad un piano, che arriva in autostazione circa venti minuti prima dell'orario ufficiale di partenza: ad occuparsi del servizio sarà una ditta di Cuneo con un giovane autista francese/albanese che parla continuamente al telefono (via auricolare bluetooth, quindi nessun problema), verifica con speditezza la lista dei presenti e chiede che siano lasciate libere le prime file. L'atmosfera è tranquilla, il bus non è pieno (riuscirò a fare tutte i cinque i viaggi occupando due posti e raddoppiando gli spazi a disposizione) e le dotazioni sono tutte presenti, anche se lo streaming di contenuti video da Youtube sembra bloccato o rallentato dal WiFi di bordo. La guida è tranquilla, non viene riprodotto alcun messaggio pre-registrato di benvenuto e dirigendoci verso l'ingresso dell'autostrada passiamo da una sorta di quartiere "rosso" (non nel senso delle simpatie politiche dei bolognesi) nel quale le prostitute si dirigono tranquillamente ai loro camper in topless e perizoma... Le prese elettriche a disposizione dei passeggeri sono situate molto in basso, una posizione un po' scomoda per la quale vi consiglio di portare da casa un cavo USB lungo che vi permetta di tenere ed utilizzare i vostri dispositivi sui tavolini, per la verità sempre poco contenitivi ed avvezzi a far cadere i vostri oggetti ad ogni sobbalzo. Ulteriori elementi che rendono confortevole il viaggio sono le belle poltrone nere-rosse-grigie, gli oblò posti sul tetto, le vetrate ampie e pulite. Mi sembra di scorgere una lunga crepa sul parabrezza, talmente estesa che ad un certo punto mi convinco si tratti di un riflesso o di una mia impressione: il dubbio comunque rimane. Lo spazio per le gambe è buono ma inferiore ad altri provati nel corso dei viaggi precedenti, circostanza che avrebbe generato qualche problema se non avessi potuto disporre per l'intero viaggio di entrambi i posti e relative diagonali. 

Tra i passeggeri segnalo due ragazze sedute dietro di me entusiaste del bus (altre volte mi è capitato di sentire persone che chiamavano a casa per dire "Mamma, sono su Flixbus!!!") e due francesine adorabili, che passeranno gran parte del viaggio dormendo l'una appoggiata all'altra. Il viaggio prosegue dolcemente e noto che in autostrada gli autisti Flixbus, incrociandosi nelle due direzioni, si salutano ❤ Si tratta di una considerazione non banale, in quanto sappiamo che lavorano per ditte diverse, benchè ugualmente "consorziate" alla società tedesca: questo mi fa supporre che al di là delle diverse realtà aziendali che operano per Flixbus in Europa, sia fatto uno sforzo per tendere ad uno standard di servizio anche attraverso la costruzione di uno spirito aziendale unico, basato sulla condivisione dei valori e sulla riconoscibilità dei colori verdi e arancioni per i quali si lavora. A Torino, dove arriviamo con eccezionale puntualità, salgono due nuovi autisti, ed il bus si riempie notevolmente, a testimonianza di un traffico come prevedibile consistente tra Francia e Piemonte. Nel frattempo approfitto di una eccezionale promo a tempo che mi viene comunicata via email da Flixbus per acquistare un biglietto diretto Bologna - Bucarest a 5.99 euro, come fare a dire di no?!? 

DA PARIGI A LONDRA

La stazione di Parigi - Bercy consiste in una serie di banchine che sembrano situate sotto un ponte: l'illuminazione è buona ma per raggiungere la strada ed i servizi (bar, forno, taxi, stazione della metro) bisogna attraversare un bel parco attrezzato che nelle ore notturne potrebbe consigliare un passo più spedito. I tabelloni con le indicazioni di arrivi e partenze funzionano solamente in orari "di ufficio", per cui in caso di partenze in orari diversi bisogna arrangiarsi o, per usare un'espressione a me cara ed un filo più elegante, adottare un approccio pro-attivo (leggi: fare continuamente su e giù a piedi fino a quando non si trova il proprio autobus).

Più che un autista, un roadie! Comunque bravissimo.

Il nostro autista da Parigi sarà un ragazzo francese in barba & tuta da ginnastica nera, ben più alternative dello stereotipo con cravatta verde e camicia bianca ma ugualmente efficace nel farci fare un ottimo viaggio e guidarci - con un inglese di base, successivamente supportato dal messaggio di benvenuto pre-registrato - nelle fasi del controllo dei passaporti alla frontiera e nel suggestivo ingresso all'interno dell'Eurotunnel. Questo Flixbus ha interni non vecchi ma di gusto classico, con abbondanza di colore marrone e parquet. Wi-Fi e prese elettriche sono ok, ed è bellissimo attraversare Parigi di primo mattino, affiancando la Senna mentre i raggi di sole ti scaldano attraverso le vetrate. Frank, questo il nome del nostro roadie, ci informa che per qualche motivo a lui sconosciuto il WiFi nel Regno Unito non funzionerà e la gente sorride, apprezzando l'onestà ed il tono simpaticamente sconsolato della comunicazione. Dopo aver effettuato un paio di soste in autogrill, nel corso delle quali anche Frank ne approfitterà per acquistare degli Snickers e qualche lattina, attraversiamo le due frontiere (scendendo dal bus ed entrando nei locali francese ed inglese deputati al controllo dei passaporti) e "parcheggiamo" il bus all'interno del treno che ci permetterà di raggiungere l'Inghilterra in 35 minuti. 

Si tratta di un'esperienza unica (un bus che entra in un treno che entra in un tunnel) ed a mio avviso non eccessivamente claustrofobica, dal momento che il mezzo rimane con le porte aperte all'interno del vagone, e durante la traversata è possibile scendere per raggiungere i bagni posti alle due estremità del convoglio. Sentire il bus ondeggiare sui binari, nonostante si abbia l'impressione di essere fermi, può trasmettere una sensazione simile al mal di mare, benchè i movimenti siano estremamente contenuti e risulti piuttosto facile distrarsi con due chiacchiere, un buon libro, un po' di musica o una camminata. Tutto considerato si tratta di un'esperienza da fare almeno una volta nella vita, e che personalmente vorrò ripetere al più presto.


Una volta sbarcati sul suolo britannico, ed adottato il sistema di guida a sinistra, il viaggio verso Londra è un autentico spettacolo che vi porterà in tutta tranquillità dalle verdi campagne inglesi al traffico caotico - ma affascinante - del centro di Londra, nel quale Frank si muoverà con grande bravura e nonchalance. L'arrivo a Victoria Coach Station è puntuale al minuto ma corre l'obbligo di darvi un'informazione che potrà esservi utile nel programmare viaggi che prevedano il passaggio tra fusi orari diversi: ricordate che al momento, a differenze delle compagnie aeree, sul vostro biglietto di viaggio l'orario di arrivo sarà espresso con riferimento al luogo di partenza e non a quello di arrivo, per il quale dovrete quindi effettuare un calcolo. Nel mio caso questo ha determinato l'arrivo a Londra con un'ora di anticipo rispetto a quanto previsto, e conseguente riorganizzazione degli appuntamenti: peggio sarebbe stato se mi fossi trovato con un'ora di ritardo, per cui meglio prevenire ogni possibile disguido. 

Infine, piccolo consiglio per arrivare a destinazione con una bella facciotta riposata (io sono quello di sinistra): se non potrete darvi una rinfrescata in autogrill (noi ci siamo fermati in una graziosa struttura francese con dei bagni più puliti di quello di casa mia, per dire) assicuratevi almeno di portare nel bagaglio a mano delle salviette umidificate per idratare il volto ed un collirio defatigante - io uso Iridil Gocce Oculari - nel caso la notte in autobus dovesse rivelarsi meno riposante del previsto. Mi ringrazierete!

DA LONDRA A COLONIA

Trascorsi quattro meravigliosi giorni a Londra (incredibilmente soleggiati, se escludiamo qualche immancabile pioggerellina ed un minuto di grandine), Sabato mattina ho raggiunto Victoria Coach Station per prendere il bus che mi avrebbe portato a Colonia. Proprio quando mi avvicinavo al mio gate (sui numerosi monitor della stazione compaiono tantissime tratte contemporaneamente, per cui si riesce subito a trovare i riferimenti della propria corsa) ho ricevuto un SMS da parte di Flixbus che mi avvisava che il viaggio sarebbe partito con un'ora di ritardo. Una volta tornato a casa, mi sento di condividere con voi questa rassicurazione: se dovete affrontare un viaggio lungo, i ritardi non incideranno sull'orario di arrivo e sulla possibilità di prendere successive coincidenze. Questo perchè, se da un lato il trasporto su gomma può essere soggetto ad ogni genere di imprevisti (tecnici o legati al traffico, per fare un paio di esempi), dall'altro sarà proprio l'estensione del viaggio a dare la possibilità all'autista di marciare a ritmi leggermente più sostenuti per recuperare lo svantaggio. Così ad esempio è stato nel nostro caso, per cui la ritardata partenza non ha sortito alcun effetto negativo, se non quello di prolungare l'attesa dei passeggeri (comunque all'interno di una stazione sicura e servita). 

Il nostro mitico autista, spero di viaggiare nuovamente con lui!

Tornando al viaggio, ho finalmente avuto la possibilità, credo per la prima volta nella vita, di salire su un mezzo a due piani, scegliendo naturalmente quello più alto, nonostante paradossalmente sia quello sconsigliato per le persone più alte! Anyway, il bus era molto spazioso, tutti i servizi regolarmente presenti ma qualche sedile stranamente rotto o macchiato. L'autista, che credo belga, ha rappresentato il vero valore aggiunto di questo viaggio: simpaticissimo negli annunci, veloce e responsabile nel check-in (ci ha fatto prima sistemare i bagagli e salire a bordo, controllando i biglietti una volta che eravamo comodamente seduti), ci ha anche offerto snack in vendita aggiungendo che parlare con lui ci sarebbe costato solo 50 centesimi ("I'm cheap!"). Parlava tedesco, olandese ed un po' di inglese, e particolarmente memorabili sono state due battute:
  • Quando ad ogni fermata dava il benvenuto ai nuovi passeggeri saliti a bordo, anticipava loro l'orario di arrivo specificando "...when the traffic is good: when the traffic is bad, I don't know"
  • Quando ci ha spiegato il procedimento per il passaggio attraverso l'Eurotunnel: "If you see fish out of the window, well, that's a big problem!"
Inoltre, in attesa che il treno partisse, ha offerto a tutti i passeggeri dei (suoi) biscotti tipo Gran Cereale, in modo gentile, sorridente e non insistente. Davvero bravo!

Prima della partenza siamo stati informati che la toilette di bordo avrebbe funzionato solo per la pipì, per cui per ogni alto genere di necessità siamo stati invitati ad usare il WC a Victoria Station. Ricevuto un doppio invito ad allacciare le cinture di sicurezza (accorgimento che adotto sempre, del tutto incurante di eventuali occhiate italiane) siamo partiti da Londra con la pioggia, luci interne soffuse ed un ottimo riscaldamento, elementi che hanno creato un'atmosfera estremamente piacevole e rilassante, che ha favorito un pisolino tanto inatteso quanto ristoratore. Il controllo dei passaporti è avvenuto in modo differente rispetto al viaggio di andata, dal momento che è stato effettuato sul solo lato inglese e, dopo una verifica del bus con metal detector, ci ha consentito di visitare il terminal Victor Hugo, una specie di aeroporto con tanto di duty free e servizi/boutique di ogni tipo. Nonostante il nostro mitico autista ci abbia accompagnato solo fino in Belgio ("And then I will go home, eh eh", ha aggiunto prima di salutarci) tutto il viaggio è stato in assoluto uno dei migliori che abbia effettuato fino ad oggi su Flixbus: le ore sono passate veloci e ho perfino utilizzato Sky Go - collegandomi con il mio operatore, in roaming - per vedermi la partita in diretta comodamente disteso su entrambi i sedili. Wow!

DA COLONIA A MILANO


La Grande Bellezza di questo viaggio trova un ultimo compimento con la bella vista architettonica dell'aeroporto di Colonia-Bonn, nel quale l'autostazione è convenientemente integrata. Il bus, ancora una volta a due piani, é moderno ed abbastanza spazioso, ma quello che renderà oggettivamente impegnativa la tratta é il fatto che per arrivare a Milano verranno fatte ben tredici fermate intermedie, ognuna accompagnata da annunci degli autisti (solo in tedesco), accensione delle luci, persone che scenderanno ed altre che saliranno cercando posto e cambiando quello status quo che a noi quarantenni piace invece molto. Io non mi posso lamentare, perché ho avuto la possibilità di fare l'intero viaggio occupando due posti nella parte superiore del bus, ma al tempo stesso ho dovuto rinunciare ad ogni aspirazione di riposo quando, proprio quando a metà notte cominciavo a capire come poter schiacciare un pisolino (utilizzando sia lo zainetto Slazenger comprato a Londra che il cuscino gonfiabile come doppio supporto), in una qualche stazione germana è salita una famigliola cinese con bambino in cui tutti e tre hanno preso posto proprio dietro di me e si sono comportati come fosse pieno giorno: tono della voce da mercato del Giovedì, calci sul mio sedile e preparazione di noodle istantanei (con relativi odori e successivo singhiozzo) verso le 04:30 del mattino, proprio quando i miei occhi cominciavano a bruciare per il poco/nullo riposo, fanno parte a pieno titolo di quella Flixbus Experience che a suo modo ci illumina viaggio dopo viaggio sulla strada dell'integrazione e della tolleranza. E al tempo stesso ci ricorda che le tratte notturne sono convenienti ma mai, mai possono garantirci con assoluta sicurezza le condizioni per arrivare riposati.

Per il resto il viaggio si è svolto davvero senza intoppi: qualche pausa in autogrill (con tempi e modalità di ciascuna sosta comunicati solo in tedesco, ma in qualche modo si capisce), panorami svizzeri lussureggianti, città belle ed ordinate (Zurigo su tutte), un ragazzo seduto nei due sedili a fianco che giocava con la sua Nintendo Switch (mentre io che sono povero mi devo accontentare di un DSi XL, per giunta con cartuccia pirata) e l'annoiato bimbo cinese alle mie spalle che accennava canzoncine cinesi di sottofondo, il cui stile si attestava a metà strada tra l'opera lirica e la pura lagna. In un atto di estrema crudeltà ho provato ad ostentare la mia console sperando che il bimbo la vedesse e mi invidiasse, chiedendo magari di provarla (nel qual caso gli avrei risposto con un secco no, e la mia rabbia sarebbe stata sopita). Ad un certo punto ho avuto come l'impressione che infilasse la testa tra i sedili per seguire un livello di New Super Mario Bros, ma evidentemente non si interessava di videogiochi e dopo qualche istante è tornato a canticchiare, calciare ed a fare cantilenanti domande alla mamma, che probabilmente lo stava odiando più di me.

DA MILANO A BOLOGNA


La stazione di Milano Lampugnano, benchè coperta e dotata di un'edicola / vendita di souvenir, vince il titolo di luogo più sporco e trasandato dell'intera trasferta londinese. Cartacce e rifiuti ovunque, persone che dormono nei posti più improbabili, frequentazioni ricche di folklore e sensazione di anarchia, quasi si trattasse di un mondo periferico abbandonato a se stesso... Nota positiva, Flixbus mi informa con un SMS che non dovremo attenderci il solito bus verde, bensì uno evidentemente sostituivo di colore grigio della ditta STAV. Come potete vedere in foto, il mezzo corrisponde perfettamente alla descrizione, l'autista della ditta di Vigevano svolge ordinatamente le operazioni di check-in e sono tra i primi ad entrare. Il bus è pulito ed elegante ma non presenta né tavolini reclinabili né bagno, e nemmeno prese elettriche. Nonostante gli abbinamenti ricercati della tappezzeria, con tanto di finta radica, gli spazi sono quelli tipici dei trasferimenti urbani e l'autoradio a medio volume non fa che confermare questa sensazione. Il mio tragitto fino a Bologna durerà in ogni caso meno di tre ore, per cui non mi preoccupo più di tanto e mi compiaccio per l'organizzazione perfetta del viaggio, che grazie a Flixbus non ha riservato alcun tipo di sorpresa. 

Ultima chicca, una signora di Ferrara - da me bollata come sparacazzate - racconta ad una ragazzina che lei proviene da Strasburgo, che è "la capitale d'Europa" ed è "più grande di Milano". Guardo Wikipedia e sarei tentato di intervenire nella discussione per dare un paio di numeri, salvo poi decidere di gustarmi questi ultimi momenti di viaggio e tirare fuori l'ombrello, perchè Bologna ci accoglie con una pioggia battente che per un momento mi fa pensare di trovarmi ancora in Inghilterra. Pronti per il prossimo viaggio?

domenica 1 aprile 2018

A Bratislava e Brno con Flixbus: la mia esperienza

Flixbus in partenza da Brno - Hotel Grand

Sull'onda dell'entusiasmo per il mio primo viaggio con Flixbus (perchè i Sagittari come me vivono di questi, talvolta effimeri, entusiasmi), ho deciso di mettere alla prova questa nuova opzione di viaggio con un percorso più lungo ed articolato, che da Bologna mi portasse a visitare Bratislava (capitale della Repubblica Slovacca) e Brno (seconda città della Repubblica Ceca dopo Praga). Ecco allora una tabella che può darci una prima indicazione di tempi, costi e distanze delle singole tratte:
  • Bologna > Mestre, 146 km circa in 01h45m, €05.00
  • Mestre > Bratislava, 643 km circa in 09h25m, €27.00
  • Bratislava > Brno, 129 km circa in 01h45m, €07.90
  • Brno > Bratislava, 129 km circa in 01h45m, €06.00
  • Bratislava > Mestre, 643 km circa in 09h25m, €42.90
  • Mestre > Bologna, 146km circa in 01h45m, €13.90
Cominciamo col dire che Flixbus rappresenta per alcuni una semplice alternativa, per altri una nuova possibilità a prezzi ragionevoli, per altri ancora l'unico modo per raggiungere in autonomia una certa destinazione. Non si tratta, in sostanza, di una soluzione ideale per tutti: se ad esempio non avete alcun problema a prendere l'aereo, dovete viaggiare tra città comodamente servite da aeroporti (o stazioni ferroviarie) e potete approfittare delle offerte formulate dalle compagnie low-cost, ecco che l'opzione Flixbus diventa per voi ben poco interessante e praticabile, almeno dal punto di vista di un ragionamento tecnico

Il trasporto su gomma, se svecchiato attraverso una convincente campagna di branding/marketing ed inserito all'interno di un network europeo come fatto dalla società tedesca, ha invece un senso se dovete partire o arrivare da città meno servite dagli aeroporti; se potete permettervi il lusso di viaggiare in modo ecologico ma senza eccessiva fretta; se accettate di prendere l'aereo, quando strettamente necessario, ma valutate con gioia & sollievo la possibilità di spostarvi con mezzi diversi, che non prevedano di portare le vostre chiappe a dodicimila metri di quota (e dopo aver superato trasferimenti in aeroporto, controlli di sicurezza, norme per il trasporto di liquidi ed oggetti, turbolenze o altro). Nel mio caso, si è trattato di una felice combinazione di fattori: più tempo a disposizione, curiosità di provare un sistema di trasporto che fino ad oggi non avevo mai valutato per le lunghe tratte e completo relax dettato dalla scelta di un mezzo alternativo all'aereo.

Da Bologna a Bratislava, via Mestre

In questa recensione cercherò di fornire un resoconto sintetico e dettagliato della mia esperienza, sfatando alcuni miti che si leggono sui vari forum e confermando d'altro canto altre circostanze che riguardano, almeno allo stato attuale, Flixbus

La prima raccomandazione che mi sento di farvi è quella di mantenere un atteggiamento vigile e "pro-attivo" nei momenti che precedono l'orario di partenza. Capita infatti di leggere in Rete che alcuni utenti non sono riusciti ad individuare il proprio autobus, vedendoselo scorrere davanti agli occhi senza averlo correttamente identificato nè essersi imbarcati. Penso che si tratti di una circostanza credibile, ma che in qualche modo è possibile prevenire ed evitare. In autostazione le diciture presenti sui monitor di arrivi e partenze non sono sempre aggiornate o veritiere: succede ad esempio che un bus sia in leggero ritardo (motivo per il quale Flixbus non ritiene di inviarvi un alert via app o SMS) e che la partenza scompaia letteralmente dai tabelloni luminosi una volta scaduto l'orario ufficiale, circostanza che vi costringerà, per utilizzare un termine aeronautico, ad un avvicinamento a vista al vostro bus. Se doveste trovarvi in questa situazione, non infrequente dal momento che il traffico su gomma può essere per sua natura più soggetto a contrattempi e pertanto meno puntuale di quello su rotaia o aereo, il mio consiglio è quello di non spaventarsi ma cercare informazioni tra le altre persone in attesa e verificare ad occhio sia le piattaforme di partenza che l'ingresso dell'autostazione, in modo che non vi sfugga l'arrivo di nessun bus. Un aiuto aggiuntivo vi arriverà dal colore dei Flixbus, un verde identificabile con grande facilità, ma ricordate che talvolta alcuni mezzi potrebbero non presentare lo stesso disegno, per cui dovrete riconoscerli da scritte e cartelli con il logo Flixbus generalmente posti nelle fiancate o all'interno del parabrezza. 

Fatta questa premessa, devo dire che al momento della partenza da Bologna il nostro autobus era in leggero ritardo per cui, come scritto, non ho fatto altro che confrontarmi con le altre persone in partenza, rimanere unito al gruppo e tenere d'occhio tutti gli autobus in arrivo. In questo modo abbiamo intercettato senza difficoltà l'arrivo del nostro mezzo (linea 482), proceduto in modo non eccessivamente disordinato al check-in (con l'autista che aiuta a caricare i bagagli e verifica il QR Code della nostra prenotazione) e preso posto a bordo.

Da Bologna a Mestre
Nel corso dei sei viaggi effettuati tutti i principali servizi offerti da Flixbus sono stati presenti e fruibili: posti comodi (pur se con alcune differenze, lo spazio per le gambe a disposizione sul bus da Mestre a Bologna non ha avuto rivali), WiFi funzionante, toilette, cinture di sicurezza ed almeno una presa elettrica per ogni coppia di sedili sono sempre stati a disposizione dei passeggeri. Un consiglio che mi sento di offrirvi riguardo alle prese elettriche è quello di munirvi di uno sdoppiatore (presa elettrica con due o tre uscite) o di una presa USB che supporti il collegamento di più di un apparecchio: in questo modo, anche nel caso di disponibilità di una sola presa, entrambi i passeggeri potranno ricaricare tablet e smartphone senza doversi necessariamente alternare (senza contare il fatto che grazie alla vostra capacità organizzativa farete un figurone ed attaccherete facilmente discorso con il vicino o la vicina). 

Il percorso da Bologna a Mestre si è svolto in modo tranquillo ed ordinato: atmosfera rilassante e rilassata, guida tranquilla ed arrivo in stazione poco oltre l'orario ufficiale. La parte più noiosa dell'intero viaggio di andata è stata probabilmente l'attesa di circa due ore presso la stazione di Mestre: bar e negozi chiusi, serrande abbassate e letteralmente nulla da fare non hanno reso questa pausa eccezionalmente piacevole, la cui unica nota positiva è stata - a voler vedere il bicchiere mezzo pieno - una certa sensazione di sicurezza data dalla visibile presenza delle forze dell'ordine, nonchè dalla luminosità e dalla pulizia degli ambienti. 

Avvicinandosi l'orario di arrivo del bus per Bratislava (linea N545) ci siamo recati alla fermata, identificata da un piccolo cartello sul marciapiede in prossimità della stazione. Il bus, operato dalla ditta slovacca Blaguss, è arrivato con puntualità e tutte le operazioni di caricamento dei bagagli e check-in sono state assistite dagli autisti, forse un poco freddi e distaccati, in modo veloce e professionale. Io ho trovato posto di fianco ad un timido ragazzo austriaco e non ho quindi potuto approfittare del finestrino come comoda parete d'appoggio per la notte: per non disturbarlo non ho inoltre voluto condurrei i miei primi esperimenti con il cuscino gonfiabile comprato su Amazon, nè tirato fuori dallo zaino cibo/bevande per il timore di sporcare e/o creare problemi, come spesso maldestramente mi capita. La guida è stata anche in questo caso perfetta: se come me siete persone generalmente prudenti, apprezzerete il fatto che nella maggior parte dei casi la conduzione del bus è tranquilla e rilassata. La possibilità di guardare lo scorrere continuo del paesaggio da una posizione comoda e rialzata è per me impagabile, e favorisce il rilassamento più di ogni altro mezzo di trasporto, ed al di là delle statistiche sugli incidenti. Il viaggio si è dunque svolto senza inconvenienti: le luci sono state accese solo in corrispondenza delle fermate intermedie (Udine, Villach, Klagenfurt, Graz e Vienna Erdberg, tutte precedute da annunci chiari e comprensibili) e chi ha voluto è riuscito sicuramente ad approfittare di qualche momento di riposo. 

Corre l'obbligo di ricordare come la trasferta notturna sia un tipo di trasferimento nel quale ognuno cerca di arrangiarsi come può, pur di addormentarsi per qualche istante: capiterà pertanto di trovarsi insieme a persone che russano o vanno in apnea emettendo strani suoni, ad alcune che si tolgono le scarpe, ad altre ancora che - come nel mio caso - occupano i due posti di fianco al vostro e si stendono al punto da toccare con i loro piedi il vostro bracciolo. Penso che, circoscritte in questi limiti, si tratti di situazioni che bisogna mettere in conto e con le quali è possibile convivere: è tuttavia necessario evidenziarle, perchè non tutti potrebbero trovarsi a proprio agio o, più importante, essere disposti ad adattarsi ad evenienze che possono essere sempre diverse (e talvolta migliori, come nel caso del civilissimo viaggio di ritorno da Bratislava a Mestre). Per quanto riguarda la possibilità di scendere per sgranchirsi le gambe ed acquistare qualche prodotto, nel nostro caso gli autisti hanno effettuato un'unica pausa in un piccolo ma grazioso autogrill di Villach, in Austria, attorno alle cinque del mattino.

Il nostro Flixbus a Villach in tutto il suo scintillante splendore

Le fermate presso le stazioni austriache hanno valso da sole una parte del prezzo del biglietto. L'avvicinamento alle singole città è davvero suggestivo, almeno per le persone come me che davanti al nuovo rimangono generalmente a bocca aperta, e la bellezza dei luoghi unita all'evidente sensazione di ordine e pulizia fanno venire voglia di prenotare altri viaggi per andare alla scoperta (anche) di questi posti. Giunti all'autostazione di Vienna Erdberg (per la verità un poco squallida, dal momento che alcune fermate dei bus avvengono sotto ad un buio cavalcavia...), il nostro Flixbus si è praticamente svuotato e sono stati meno di una decina, compresi i due conducenti, gli intrepidi che hanno proseguito il viaggio fino alla capitale slovacca. Ho particolarmente apprezzato che prima di ripartire gli autisti abbiano proceduto ad un completo lavaggio esterno del mezzo (che noi passeggeri abbiamo potuto goderci da dentro, un'esperienza che ho sempre desiderato vivere sin da piccolo!), un accorgimento intelligente che fa in modo che il verde-Flixbus possa risaltare ancora di più e trasmettere una rassicurante sensazione di igiene, cura e modernità.




L'arrivo a Bratislava è stato puntuale - nonostante una sosta tecnica per il rifornimento - e suggestivo, per le decine di pale eoliche che ci danno il benvenuto attraversando la campagna slovacca e per il progressivo ingresso nel contesto urbano, salutato da una lenta trasformazione del paesaggio che non manca mai di affascinarmi. Menzione particolare per l'autostazione di Bratislava, che avrei scoperto nel dettaglio nei giorni successivi: si tratta di una struttura nuova e bellissima, che può tranquillamente paragonarsi a quella di certi piccoli e moderni aeroporti per la cura dei dettagli, l'accoglienza e l'abbondanza dei posti a sedere, la varietà dei servizi offerti e la chiarezza con la quale sono presentate le informazioni ai viaggiatori. Chapeau!

Da Bratislava a Brno

Trascorso il primo giorno a Bratislava, è stata la volta della gita a Brno, con la quale ho voluto avere un assaggio delle atmosfere della Repubblica Ceca. Una volta fatta una bella colazione in autostazione (con brioche calda ai frutti di bosco e cappuccino, per un totale di €01.49), è stato il momento di prepararsi - sempre con approccio vigile & pro-attivo, ricordate? - all'arrivo della nostra linea 260 con destinazione finale Berlino. 

Qui le cose si sono fatte un poco più complicate, dal momento che questa risultava una corsa-fantasma, non essendo segnalata in alcun modo nei pur esaurienti tabelloni dell'autostazione. Avvicinandosi l'orario di arrivo del bus, mi sono dunque rivolto al banco informazioni per capire se il punto di arrivo/partenza fosse effettivamente quello, o non avessi per caso interpretato male le indicazioni riportate sulla prenotazione in mio possesso. Fortunatamente l'addetta alla quale mi sono rivolto ha consultato un imponente volume cartaceo e, scorrendo con il dito le tabelle degli orari, è stata in grado di confermarmi che il mio Flixbus sarebbe arrivato alla piattaforma 17. Rincuorato e per nulla preoccupato (trattandosi a tutti gli effetti di una gita, e non di un viaggio importante), ho quindi trovato nel suddetto stallo un ragazzo al quale ho chiesto conferma che il punto di raccolta sarebbe stato effettivamente quello. Nonostante non parlasse una sola parola di inglese, il giovine mi ha mostrato la sua prenotazione cartacea sulla quale qualcuno - non sono stato in grado di farmi dire chi, di preciso - aveva evidenziato il numero 17: dopo pochi minuti, in effetti, il nostro autobus si è materializzato in tutto il suo verdissimo nitore.

Gli interni eleganti del Flixbus per Brno

L'impressione offerta dal bus per Brno, gestito se non ricordo male da una società tedesca, è stata da subito ottima: sarà stato per la splendida mattinata di sole, per il mezzo non affollato, per la tranquillità e riservatezza dei passeggeri, sta di fatto che in pochi minuti mi sono sentito "come a casa" e prontissimo ad effettuare il viaggio, quasi dispiaciuto per la sua durata così breve. Ho trovato gli interni, visibili in foto, particolarmente accoglienti e confortevoli, sia per la qualità dei tessuti che per gli abbinamenti dei colori: la moquette, il parquet, i velluti... tutto trasmetteva una sensazione di razionale, nuovo e pulito, alla quale si aggiungeva tutta la serie di servizi Flixbus attiva e funzionante. Il viaggio è stato eccellente, dalle sue premesse fino all'arrivo a Brno, che per la verità è avvenuto in un'autostazione un poco squallida, benchè coperta ed a pochi metri dal centro cittadino (situata proprio di fronte al Grand Hotel di Brno).

Da Brno a Bratislava

Il ben poco ameno rientro da Brno a Bratislava
Giova ripeterlo: Flixbus, o il sistema del trasporto su gomma in generale, richiede una piccola dose di adattamento e qualche precauzione (come la scelta di coincidenze dilatate, quando possibile) per essere utilizzato con soddisfazione. Il rientro serale da Brno a Bratislava ha infatti costituito l'esperienza più negativa delle sei effettuate nel corso di questo breve city break, inanellando una serie di sfortunati eventi che hanno fatto andare un po' tutto storto. Li riassumo in modo schematico perchè possano costituire, al di là del mio racconto, anche un promemoria utile ai nuovi viaggiatori, che potranno prepararsi per tempo e senza patemi a questo tipo di occorrenze:
  • L'autobus è arrivato in ritardo e la segnalazione di Flixbus non è stata affidabile. Al pari degli altri passeggeri in partenza, alle 18:25 ho ricevuto un SMS con questo testo: Il suo bus 260 con destinazione Budapest Nepliget è in ritardo di 20 minuti. Per ulteriori informazioni: flixbus.it/info L'orario di partenza originale era fissato per le 19:10, quindi si può dire che il messaggio sia stato inviato con un anticipo sufficiente. Bisogna però aggiungere che il ritardo si è dimostrato ben più ampio, con i passeggeri che sono stati lasciati al freddo ed al gelo per oltre un'ora senza ulteriori indicazioni nè aggiornamenti (dal momento che a Brno solo la fichissima compagnia RegioJet dispone di monitor per arrivi e partenze).
  • Attenzione quindi, come sopra ricordato, alla programmazione delle coincidenze: il nostro bus è infatti arrivato a Bratislava con consistente ritardo, circostanza che per me ha determinato un ritorno in ostello lungo strade buie (che all'orario programmato sarebbero state invece ben più illuminate ed affollate) ma che per altri avrebbe potuto determinare la perdita di una successiva partenza.
  • Il meglio però doveva ancora arrivare! All'arrivo dell'autobus, gli autisti si sono dimostrati da subito piuttosto confusi e disordinati nelle operazioni di check-in. Non si tratta, bisogna ammetterlo, di una scienza esatta: tutti cercano di entrare prima degli altri per assicurarsi i posti migliori, qualcuno deve lasciare il bagaglio in stiva e qualcun altro no, qualcuno deve lasciare il trolley in uno scomparto e qualcun altro in un altro (a seconda della destinazione del singolo, cosicchè si sappia subito che scomparto aprire al momento della discesa), qualcuno infine non trova il passaporto (che dovrete SEMPRE avere con voi, ovunque andiate con Flixbus) e ci vuole pertanto un minimo di polso da parte degli autisti per gestire un processo che presenta diverse variabili e può dare oggettivo adito a confusione. Nel nostro caso gli autisti si sono fatti travolgere dalla folla, evidentemente desiderosa di salire a bordo per mettersi finalmente al caldo, e non saprei nemmeno dirvi se abbiano proceduto al controllo accurato di tutti i biglietti.
  • Il meglio però doveva ancora arrivare, parte seconda! Mi è capitato di leggere in Rete di autisti che in autostrada procedevano a zig-zag, senza mantenere le distanze di sicurezza con gli altri veicoli ed effettuando bruschi cambi di corsia per sorpassare e rientrare... e non vi nascondo che, fino al mio viaggio, ho pensato che si trattasse di bufale mirate a screditare la società. Ebbene, ahinoi, devo invece confermarvi che si tratta di eventualità che possono davvero verificarsi! Appena entrati in autostrada il bus ha cominciato a sbandare da una parte all'altra, pur a corsia libera, per motivi che mi sfuggono. I sorpassi apparivano tutti azzardati, e preceduti da un accostamento al mezzo precedente che avrebbe potuto misurarsi nell'ordine dei centimetri, non dei metri. Il rientro nella corsia centrale, infine, era sempre piuttosto brusco ed accompagnato dal lampeggiare dei fari con il quale tutti gli altri mezzi in carreggiata salutavano le nostre temerarie manovre. L'autobus era pieno, ed io ho potuto gustarmi agevolmente lo spettacolo - una volta allacciate saldamente le cinture di sicurezza - dal sedile centrale dell'ultimissima fila (quella nella quale si sedevano i bulli quando si andava in gita alle medie, per capirci), quindi con affaccio non-ostruito sul parabrezza. Certamente siamo arrivati a Bratislava sani & salvi, e mi auguro che gli altri passeggeri diretti a Budapest abbiano potuto godere della stessa benevola sorte: tuttavia non posso non domandarmi come sarebbe stato compiere un viaggio più lungo in queste condizioni.
  • Ciliegina sulla torta: nonostante il ritardo accumulato, gli autisti hanno ben pensato di effettuare una sosta prolungata per una "pausa zigaretten", durante le quale ci hanno lasciato sull'autobus con entrambe le portiere aperte, giusto per assicurarsi che il calduccio del quale avevamo finalmente potuto godere a bordo rimanesse l'unico bel ricordo di questo surreale trasferimento. Ok.
Da Bratislava a Bologna, via Mestre

Al pari del rilassante viaggio da Bratislava a Brno, questo è stato probabilmente il viaggio che mi ha lasciato la migliore impressione, ed il desiderio di ripetere presto l'esperienza. Sempre gestito dalla slovacca Blaguss, il rientro in Italia è avvenuto con un bus nuovo ed accessoriato come da standard Flixbus: a differenza del viaggio di andata, inoltre, gli autisti si sono rivelati non solo molto professionali alla guida ma anche simpatici e ben disposti nei confronti dei passeggeri (slovacchi) che hanno voluto scambiare qualche parola con loro nel corso delle oltre nove ore di viaggio.
 
Da Bratislava a Mestre
Avendo preso posto tra i primi e lato-finestrino-finestrone, in questa occasione ho potuto sperimentare qualche soluzione per rendere la tradotta notturna più confortevole: ho quindi potuto allestire liberamente il mio tavolino personale con cellulare (sotto carica e collegato al WiFi), Game Boy con Super Mario World, auricolari JBL e maxistecca di cioccolato slovacco, potendo anche sperimentare l'utilizzo del cuscino gonfiabile comprato su Amazon per circa una decina di euro. Certamente così configurato mi sono sentito più a mio agio, senza essere di intralcio al mio vicino di posto (un educato ragazzo dai tratti pakistani salito e sceso in Austria) e con una vista sui panorami notturni che in alcune occasioni ha conciliato in minima parte il sonno. 

Non è possibile in ogni caso identificare un'esperienza nella quale tutti possano rispecchiarsi. Ci sono ad esempio persone che riescono a ronfare paciosamente per nove ore di fila e, immagino, arrivano a destinazione forse un poco spettinate ma adeguatamente riposate, proprio come se avessero trascorso una notte in albergo (punto forte dei viaggi notturni, perchè si arriva a destinazione al mattino risparmiando un soggiorno in hotel). Nel mio caso il viaggio è stato perfettamente tollerabile ed a tratti davvero molto piacevole (ho potuto ad esempio conoscere un signore toscano entusiasta di Flixbus ed impiegato presso la centrale nucleare di Mochovce), ma non si può dire che sia arrivato a Mestre alle cinque del mattino adeguatamente riposato. La valutazione, a mio parere, deve quindi concentrarsi sul tipo di impegno che ci attenderà una volta giunti a destinazione: un turista potrà tranquillamente convivere con un po' di sonnolenza, in attesa della prima vera notte in albergo/ostello per riposarsi come si deve. Al contrario, chi deve presentarsi ad un appuntamento di lavoro o compiere un'operazione per la quale siano richieste concentrazione e freschezza mentale, dovrà probabilmente organizzarsi per arrivare con un giorno di anticipo oppure preferire altre forme di trasporto.

Lo straordinario spazio a disposizione sul Flixbus da Mestre a Bologna

Desidero infine dedicare una menzione particolare alla comodità ed agli spazi offerti a bordo della linea 533, da Mestre a Roma (via Bologna). Sul sito di Flixbus ed in rete si trovano alcune foto che raffigurano proprio i sedili eccezionalmente ampi disponibili sul mezzo utilizzato in questa occasione. Basti pensare che persino io, alto un metro ed ottantanove, disponevo di un abbondante spazio tra le ginocchia ed il sedile davanti, circostanza che ha reso il viaggio davvero comodo: per la prima volta, inoltre, ho trovato due prese elettriche disponibili per i due passeggeri, senza quindi la necessità di utilizzare sdoppiatori nel caso entrambi avessero desiderato caricare contemporaneamente i propri device. Infine, ho potuto ascoltare per la prima volta il messaggio istituzionale di benvenuto - in italiano ed inglese - che è stato puntualmente trasmesso dall'autista in occasione di ciascuna ripartenza, per accogliere i nuovi passeggeri. Si tratta non solo di un messaggio chiaro e contenente informazioni utili sui servizi disponibili a bordo, che non tutti potrebbero conoscere o avere già sperimentato, ma anche di un modo per tendere ad una Flixbus experience che sia il più possibile uniforme nei suoi vari aspetti (dotazioni e spazi del bus, procedure per il check-in, stile di guida, organizzazione e successione dei vari checkpoint che caratterizzano un viaggio), comunicandola in modo netto ai passeggeri ed esplicitando una sorta di promessa di servizio nei loro confronti.

Considerazioni finali

Al termine di questa prima esperienza internazionale con Flixbus, che mi ha permesso di compiere oltre 1800 km su sei diversi mezzi, il mio giudizio su questa ulteriore possibilità di viaggio non può che essere positivo perchè - con la possibile esclusione del percorso da Brno a Bratislava - tutte le ragionevoli attese hanno trovato un riscontro puntuale nella realtà dei fatti. Come scritto più sopra, le maglie della Rete progettata dalla start-up (per la verità ormai gigante monopolista, in alcuni mercati) non sono ancora sufficientemente strette da garantire un'esperienza sempre uniforme, ma è possibile informarsi e cercare di prevenire, nei limiti, eventuali difformità di servizio e contrattempi. Per quanto mi riguarda, l'opportunità di girare l'Europa divertendomi, scoprendo posti nuovi durante lo spostamento e senza l'ansia di dover prendere l'aereo costituisce una vera e propria rivoluzione: in un momento in cui, per vicissitudini lavorative, posso permettervi di trascorrere qualche ora in più in viaggio, affrontare lunghe trasferte senza ansie e senza patemi cambia radicalmente la mia prospettiva su ciò che è possibile fare nel tempo libero, senza che un contrattempo possa diventare fonte di grande preoccupazione. 


Si tratta di considerazioni che tengono conto delle mie preferenze (nessun problema a stare seduto per diverse ore su un bel bus, almeno finchè mi offrono una presa elettrica, collegamento WiFi e bagno per le emergenze) e delle ansie con le quali in un modo o nell'altro convivo (aereo, altezze ed annessi & connessi propri dell'esperienza aeroportuale). Per altri le considerazioni saranno necessariamente diverse: qualcuno scoprirà nella rete europea di Flixbus dei collegamenti che prima non esistevano; qualcun altro troverà alternative economicamente convenienti; ci sarà chi sarà attratto dalla possibilità ecologica di compensare, pagando un sovrapprezzo irrisorio, le emissioni di CO2 prodotte con il proprio viaggio; qualcun altro, infine, apprezzerà semplicemente la novità, l'idea alla base del servizio, il buon funzionamento della app per l'acquisto dei biglietti o l'occasione di conoscere persone nuove nel corso di lunghi viaggi attraverso le bellezze d'Italia e d'Europa. Dal canto mio, sono ragionevolmente certo che altre esperienze mi attenderanno a bordo degli autobus verdi, e se vorrete seguirmi non mancherò di darne conto su queste pagine!

sabato 31 marzo 2018

La mia idea per l'Aeroporto di Forlì | FRL, l'Aeroporto per il resto di noi


Mi capita sporadicamente di volare (ad oggi 22 voli in 44 anni, per l'esattezza), ma come più di un italiano su due (dati Alitalia) non lo faccio del tutto volentieri, perché, seppur affascinato dalle tecnologie e dalle viste mozzafiato connesse alle altitudini, questa esperienza mi genera una crescente quantità di ansia. 

Ricordando come il famoso autore e consulente di marketing Simon Sinek raccomandi di partire dal perché al momento di creare un prodotto o un servizio, ragionando anzitutto sulle motivazioni che dovrebbero spingere il cliente ad acquistarlo/utilizzarlo (Start with Why, 2009), penso che il progetto dell'aeroporto di Forlì potrebbe trovare un suo Oceano Blu, ovvero un mercato nuovo e senza competitor, diventando il primo aeroporto al mondo con percorsi di sostegno informativi e sensoriali - dal momento del parcheggio dell'auto all'ingresso al gate - studiati congiuntamente da psicologi, tecnici aeronautici ed esperti di comunicazione per affrontare l'intera esperienza del volo con maggiore consapevolezza e serenità

La creazione di qualcosa di autenticamente nuovo ed originale come un aeroporto che sostiene chi ha paura di volare garantirebbe immediate e positive ricadute:
  • assicurerebbe al progetto un'imponente copertura mediatica, anche a livello internazionale, a costo zero. Si tratterebbe inoltre di una buona comunicazione, perchè mirata a far conoscere in modo trasparente un servizio realmente nuovo e centrato sulle esigenze concrete di un numero statisticamente rilevante di persone
  • creerebbe occupazione, mediante il coinvolgimento di personale specificatamente formato
  • porterebbe all'identificazione ed alla definizione progettuale di un modello unico al mondo, di un know-how esportabile e commercializzabile
  • renderebbe ogni volo differente, anche a parità di destinazione con altri aeroporti, perchè compiere la stessa tratta scegliendo di partire dal Ridolfi di Forlì assicurerebbe una esperienza più piacevole, autentica e rilassante
  • realizzerebbe esperienze indimenticabili, dal forte impatto umano, che i viaggiatori vorranno consigliare, condividere sui social media e ripetere 
  • susciterebbe l'attenzione delle compagnie aeree, senza dubbio desiderose di raggiungere un più ampio bacino di utenza, con la possibilità di coinvolgerle negli investimenti ed approntare una continuità virtuosa tra l'esperienza a terra e quella in volo
  • farebbe di una infrastruttura a misura d'uomo un fattore di forza e straordinaria differenziazione, accogliendo i frequent flyer con servizi efficienti ed incoraggiando a volare chi fino ad oggi ha avuto difficoltà a farlo perchè privo di un adeguato supporto on site nella fase precedente l'imbarco

Un ulteriore vantaggio di questo progetto sarebbe quello di attribuire all'aeroporto internazionale Ridolfi di Forlì una identità non solo immediatamente riconoscibile, ma anche coerente con i valori romagnoli dell'ospitalità, dell'empatia, dell'ottimismo, di uno spirito di servizio nei confronti del cliente che dalle nostre parti si realizza con una attenzione vera alle sue esigenze. Un aeroporto della Romagna con l'anima, quindi, accogliente premuroso e vicino al cliente in ogni momento della sua esperienza a terra. Una simile identificazione con i valori romagnoli potrebbe poi trovare un ulteriore sviluppo facendo della struttura una vetrina dedicata esclusivamente ai prodotti di Romagna ed alla promozione gioiosa delle eccellenze del territorio, comunicate con modalità coerenti (nei toni, nei colori, nelle modalità, nei suoni, nelle esperienze offerte al visitatore) con la visione progettuale.


Da comunicatore entusiasta ed orgoglioso della mia terra, vorrei che l'aeroporto di Forlì potesse finalmente trovare una chiara connotazione e, con essa, una sua collocazione ben precisa in quanto a posizionamento del prodotto offerto. Ritengo che questo progetto, qui necessariamente tratteggiato nei suoi aspetti essenziali, potrebbe rivelarsi inclusivo (per le diverse professionalità coinvolte nella sua realizzazione), innovativo (anche nel panorama internazionale) e motivante (perchè ciascuna professionalità saprebbe di tendere ad una finalità chiara e condivisa).

Senza trascurare gli importanti aspetti burocratici, logistici ed economici alla base di un qualsiasi business plan, ritengo che creare un Aeroporto per il Resto di noi (comunicato all'estero come Forlì Airport - The Airport for the rest of Us) potrebbe costituire un'esperienza esaltante e definire uno standard operativo che renderebbe la Romagna ancora più orgogliosa, unica, desiderabile.

venerdì 26 gennaio 2018

10 Consigli (originali) per gestire la paura di volare

Volare è oggi alla portata di tutti e di tutte le tasche: con le compagnie aeree che propongono voli internazionali a partire da €9.99 per tratta e sistemazioni in ostello che vi permetteranno di dormire decorosamente in tutta Europa con poco più di dieci euro a notte, le possibilità di conoscere, scoprire ed emozionarsi sono quasi illimitate. Peccato quindi che, per molti di noi, non siano le finanze a trattenerci, bensì la paura di affrontare il vuoto e le altezze a bordo di un - generalmente moderno - aeromobile.

Sul web si possono trovare diversi supporti per chi ha paura di volare: si tratta nella maggior parte dei casi di ottime argomentazioni scientifiche e statistiche, incontrovertibili perchè basate su freddi numeri e conoscenze acclarate. Tuttavia, da fifone che in qualche modo ha imparato a convivere con le proprie paure, ho pensato di offrirvi in questo post dieci piccoli ed insoliti "trucchi" che mi hanno facilitato le cose al momento di salire a bordo. Cominciamo!

01 Chiamare la paura... con un altro nome

Simon Sinek è un autore anglo-americano, speaker motivazionale e consulente di marketing capace di spunti di riflessione mai banali: per questo motivo, i suoi libri vendono milioni di copie ed i video dei suoi interventi ("speech", se preferite) sono tra i più visti su Youtube e Ted.com Nel discorso che vi posto qui di seguito, intitolato Come Allenare la Mente a Lavorare sotto Pressione, Sinek spiega come gli atleti imparino a percepire ansia e nervosismo come eccitazione. Così facendo, si concentrano su aspetti positivi come la possibilità di praticare una disciplina facendo del loro meglio e migliorandosi come persone.


L'esaltazione di concetti positivi come opportunità, crescita, divertimento e superamento delle proprie paure può farci percepire in modo diverso una situazione, regalandoci anche l'illusione di poter esercitare un certo controllo su di essa: non sarete voi a guidare l'aereo, naturalmente, ma potrete vivere attivamente l'esperienza (senza subirla passivamente) mettendo in pratica il condizionamento psicologico suggerito da Sinek. Vi è una tabella, che posto qui di seguito, che potrete stampare e tenere sempre con voi per abituarvi a gestire in modo positivo ed attivo le diverse situazioni che possono rivelarsi fonte di stress.

Ecco una traduzione libera dei passaggi contenuti nella tabella, dai quali ciascuno di voi potrà trarre gli spunti utili a gestire l'esperienza del volo:
  • continuate a fare del vostro meglio e mirate al meglio che potete diventare, smettetela di fare confronti negativi con gli altri; 
  • insistete su quello che potete controllare e gestite quello che non potete, ma non focalizzatevi unicamente su ciò che sfugge al vostro controllo; 
  • preparatevi al meglio, evitando di pensare che potrete in qualche modo improvvisare; 
  • rimanete calmi, controllati e concentrati, non reagite in modo confuso rischiando di peggiorare ulteriormente la situazione; 
  • quando affrontate una nuova sfida prendetevi il tempo che vi serve per pensare e prendere delle buone decisioni, non siate affrettati; 
  • seguite i principi nei quali credete senza essere ossessionati dal risultato finale; 
  • rimanete presenti e non datevi mai per vinti, senza far calare l'impegno.

02 State tra la gente il giorno precedente il volo

Uno degli effetti più subdoli della paura è la percezione errata ed irreale che essa determina sulla realtà che ci circonda: nel mio caso, ad esempio, nei giorni che precedono il volo tendo sempre a dimenticare che in aeroporto, così come in aereo, sarò circondato da persone in gran parte festose, famiglie, mamme e/o nonne con bimbi, coppie e professionisti che diventeranno nostri ideali compagni di viaggio dal momento nel quale metteremo piede in aereo e con i quali avremo con buona probabilità la possibilità di scambiare due chiacchiere. Queste persone, è bene ricordarlo, non sono supereroi, nè sportivi estremi nè piloti di caccia: al contrario, è possibile che alcuni di loro soffrano l'aereo proprio come voi, ed allora sarà ancora più facile condividere le sensazioni e farsi coraggio, magari con una bella risata a pochi secondi dal decollo, quando i flap tornano in posizione neutra ed il segnale delle cinture allacciate viene spento dal comandante. Stare tra la gente e distrarsi, già nei giorni antecedenti la partenza, può servire a ricordarci che non affronteremo il volo da soli (sempre che qualcuno di voi non sia così ricco da dover far fronte ad un volo... privato!) e che avremo sempre occasione, se lo vorremo, di cercare un sorriso o anche solo un'occhiata in grado di confortarci e distrarci al momento del bisogno.

03 Scegliere - paradossalmente - un posto vicino al finestrino

A meno che non pensiate di dover ricorrere frequentemente al bagno (io sono riuscito a volare da Milano a New York negli anni novanta senza mai alzarmi dal sedile, complice appunto la paura!), il mio consiglio è quello di scegliere - al momento della prenotazione dei posti - un sedile lato finestrino. Potrebbe sembrare una scelta bizzarra, ma a mio avviso l'approccio "negazionista" secondo il quale "se non guardo non volo" non è produttivo. In poche parole, è controproducente cercare di far finta di niente non guardando fuori, nella speranza di non rendersi conto di ciò che sta succedendo al momento del decollo, oppure dell'atterraggio. Proprio perchè, come detto al punto precedente, non saremo soli sull'aereo, sarà difficile estraniarsi al punto da non ricevere nessun tipo di input dall'esterno: rumori, luci e piccole turbolenze ci ricorderanno in ogni caso che non siamo a terra, ma che stiamo dolcemente fluttuando sopra o sotto le nuvole... Per questo motivo, ho notato negli anni che avere sempre la percezione di dove ci si trova, e di cosa succede sopra e sotto di noi, contribuisce a quella "consapevolezza situazionale" (è un termine tecnico usato proprio dai piloti) in grado di farci elaborare meglio il momento. Molto spesso i panorami e le luci che è possibile ammirare dai finestrini dell'aereo sono talmente mozzafiato che contribuiscono essi stessi ad una prima forma di rilassamento: vi sono inoltre degli aspetti positivi sia nel volare sotto le nuvole (perchè si scorge il panorama sottostante) oppure sopra di esse, quando si ha l'impressione che l'aereo viaggi sospeso su batuffoli bianchi talmente fitti da non farci più percepire il senso dell'altezza.

04 Guardare i trip report su Youtube

Dovete sapere che su Youtube è possibile visualizzare ogni giorno nuovi video di appassionati di aviazione che viaggiano per il solo gusto di volare e provare i servizi delle diverse compagnie in giro per il mondo. Proprio così: a questi youtuber non interessano tanto le destinazioni, quanto il passare del tempo sugli aerei per provare i nuovi modelli, testare il comfort dei sedili, raccontare i servizi offerti a bordo e fare suggestive riprese dal momento dell'ingresso in aeroporto fino a quello dell'atterraggio, documentando minuziosamente tutto ciò che ci sta in mezzo. Guardare questi video ha nel tempo un effetto profondamente de-sensibilizzante: la disponibilità quotidiana di nuovi filmati ci fa capire quanto siano trafficati gli aeroporti, quante persone viaggiano in sicurezza ogni giorno, e quanto questi blogger non si pongano per un solo istante alcun tipo di problema legato alla loro incolumità o a potenziali pericoli (che in aereo statisticamente sono irrilevanti, ma questo ve lo hanno già raccontato in tanti). Nel mio piccolo, e da viaggiatore fondamentalmente fifone ma affascinato dal volo, ho realizzato anche io alcuni brevi report di viaggio, dai quali sembra trasparire la mia soddisfazione per essere finalmente riuscito a volare! Ve li includo qui di seguito, così potrete capire di cosa si tratta e darmi eventualmente un parere:

Volo Bologna - Copenhagen con Ryanair


Volo Roma Ciampino - Copenhagen con Ryanair


Volo Copenhagen - Bologna con Ryanair



05 Pensare che piloti ed assistenti di volo faranno comunque il loro lavoro, di semplice routine, sia che voi saliate sull'aereo oppure no

Il volo sul quale dovremo imbarcarci, e che sembra terrorizzarci, non è un volo "sperimentale", una cosa mai tentata prima, un evento per documentare il quale saranno presenti radio e TV... Al contrario, sarà un evento di routine e parte di una normale giornata di lavoro per piloti ed assistenti di volo che alla sera torneranno tranquillamente dalle proprie famiglie e nei loro appartamenti. Su Youtube ci sono diverse hostess che documentano regolarmente i propri spostamenti, approfittando dei loro viaggi per scoprire nuovi posti ed incontrare nuove persone: una di queste si chiama Maria ed il suo canale è disponibile cliccando su https://www.youtube.com/channel/UCkMhuFF3E-3ZAvzMvFJY49g Quello che mi colpisce di questa bella ragazza, che credo russa, è la totale naturalezza con la quale saluta i suoi follower prima di un volo intercontinentale (Maria lavora per Emirates) salvo poi ritrovarli, nel giro di pochi attimi, dalla camera di albergo nella quale riposa dall'altra parte del mondo. Vedere i video di Maria, così come quelli di altre sue colleghe, aiuta a farci capire quanto le ore passate a bordo dell'aereo siano normalissime ore di lavoro, che queste ragazze considerano alla pari del lavoro che molti di noi svolge presso i propri uffici. Per loro l'aereo non rappresenta nulla di pericoloso, e nemmeno eccitante, ma semplicemente il luogo nel quale svolgono una bella e stimolante professione. Proviamo allora anche noi ad immedesimarci in Maria, o in una qualsiasi assistente di volo o steward, provando ad immaginare quanto questa esperienza sia per loro parte di una quotidianità del tutto normale, quando non addirittura ripetitiva!

06 Ordinare qualcosa di insolito da mangiare o da bere sull'aereo

Ok, il cibo che si consuma in aereo non ha tradizionalmente una buona reputazione in termini di gusto e qualità, anche se ad onor del vero le cose sono migliorate notevolmente rispetto agli improbabili pasti che venivano offerti fino ad alcuni anni fa. Ma non è questo il punto! Nonostante l'offerta di cibi e bevande sia quasi sempre a pagamento nel caso delle compagnie low-cost, vi assicuro che ordinare qualcosa dal menu di bordo (che troverete in corrispondenza di ciascun sedile) potrà offrirvi lo spunto per qualche commento divertente con il vostro vicino di posto, per un momento di distrazione, per lo spostamento della vostra attenzione - e magari della vostra ansia - su un sapore famigliare, su un colore rilassante, su un profumo intenso. Valutare le proposte ed i relativi prezzi, comunicare l'ordine all'assistente di volo, attendere la consegna del cibo, gustare il tutto e riconsegnare l'eventuale spazzatura alla hostess potranno distrarvi ad occhio e croce per una trentina di minuti, che sono una parte consistente di un normale volo di corto/medio raggio. Il mio consiglio è quindi quello di tenere sempre uno spazio in pancia per ordinare qualcosa a bordo: i prezzi non sono certo convenienti, ma assaggiare qualcosa di nuovo ed insolito potrà certamente aiutarvi a farvi percepire in modo attenuato la tensione.

07 Informarsi sulle procedure di volo e sulla sicurezza

Ok ok, avevo promesso dieci consigli insoliti, e pertanto non infarciti di considerazioni statistiche o nozioni tecnologiche per convincervi (e convincermi) che volare è sicuro e - persino - piacevole. Eppure ci sono alcuni piloti che su Youtube propongono una divulgazione accessibile (benchè in lingua inglese), divertente e capace di concentrarsi su aspetti meno noti della professione. Per questo motivo non è importante fare solamente attenzione a ciò che spiegano, ma anche apprezzare il modo divertito e rilassato in cui lo fanno. Queste persone, insomma, sono capaci di trasmettere passione per il loro lavoro, autorevolezza e persino divertimento, dal momento che ci sono aspetti del volo che non mancheranno di suscitare il vostro interesse e strappare un sorriso. Ecco di seguito tre video dei piloti che seguo:




08 Pensare a VIP, politici e sportivi che volano regolarmente

Politici che vanno e vengono da Bruxelles, squadre di calcio che affrontano il Cagliari oppure le coppe europee, attori americani ospiti da Fabio Fazio, concorrenti dell'Isola dei Famosi, Papa e conduttori TV che fanno la spola tra Milano e Roma... pensate a quante personalità volano ogni giorno, e per le quali il volo rappresenta poco più di una perdita di tempo tra un impegno di lavoro e l'altro. Ecco, per un attimo immaginate anche voi di essere una Very Important Person e di prendere l'aereo per andare a fare qualcosa di veramente importante, alla quale dedicare tutte le vostre attenzioni. Allacciate le cinture e non pensate ai rumori, ai pericoli (inesistenti), alla paura di stare male (non succederà, scegliete il lato finestrino e fate presente ad una hostess che siete un pochino ansiosi, se proprio volete)... Mettetevi invece subito al lavoro, senza dedicare alcuna attenzione al volo, su quello che vi aspetta una volta arrivati a destinazione: potrebbero non essere pensieri necessariamente positivi o legati ad un clima vacanziero, ma l'importante è che sappiano tenervi idealmente "a terra", ovvero connessi con le vostre cose, i vostri impegni, le vostre letture, la vostra quotidianità e le vostre reti (di amici, di relazioni, di interessi). Dicono che per alcuni la difficoltà nello staccarsi da terra sia dovuta non solo alle vertigini - che, diciamocelo, a pochi secondi dal decollo già non si avvertono più - quanto piuttosto ad un senso di distacco, di allontanamento e di solitudine. Sentirvi come parte di qualcosa di importante, sia essa una vacanza od un progetto di lavoro, potrà certamente aiutarvi a non-percepire il volo focalizzando altrove la vostra attenzione (e non dimenticate di ordinare qualcosa da mangiare!).

09 Dopatevi!

Con moderazione, per carità, ma perchè privarsi del supporto di qualche blando e naturale sedativo, se questo può servire a mettere in pratica con maggiore serenità alcuni dei consigli che vi ho offerto? "Blando" e "naturale" sono per me i concetti fondamentali di questo punto, dal momento che il vostro approccio positivo al volo deve rimanere comunque l'elemento fondamentale sul quale lavorare, un poco per volta per trarne poi la soddisfazione maggiore. Quindi non vi consiglio medicinali dagli effetti particolarmente pesanti, anche perchè dal punto di vista psicologico il ricorso a queste sostanze potrebbe sia sminuire tutti i vostri sforzi sia creare una forma di dipendenza, per cui in futuro sarà impossibile affontare un volo senza il supporto della chimica. Ciascuno valuterà naturalmente i prodotti che ritiene più adatti, anche sulla base delle proprie esperienze così come tenendo conto di eventuali allergie  ed interazioni con altri farmaci contestualmente assunti. Il mio consiglio, fatte salve queste importanti premesse, è quello di acquistare una confezione di normale Valeriana (75mg può essere un dosaggio efficace), da assumere due o tre volte al giorno a partire da tre giorni prima del viaggio, sia all'andata che al ritorno. In questo modo darete importanza, come insegna Simon Sinek, non solo alla compressa ma anche al vostro impegno per assumerla con metodo ed in funzione del risultato atteso. Scoprirete in questo modo che anche la vostra preparazione avrà un riscontro benefico e responsabilizzante al momento di salire sull'aereo.

10 Scrivete un commento a questo articolo, condividendo con me e con i lettori le vostre paure e raccontandoci i vostri successi!

Questo post rimarrà attivo e costantemente monitorato, per cui - se lo vorrete - potrete condividere tutte le vostre paure e seguire i consigli che chiunque potrà darvi per affrontare il volo con la massima serenità possibile. Io farò del mio meglio per essere presente ogni giorno ed assicurare a tutti una risposta in tempi brevi, perchè sono sicuro che supportandoci a vicenda (perchè anche io ne ho bisogno, eh) torneremo liberi di volare e di scoprire sempre nuovi e meravigliosi posti!