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martedì 13 agosto 2013

Superlux: storia del marchio e catalogo completo



Superlux è il nome commerciale di Goang-Fann Co. Ltd, azienda taiwanese basata a Hsichih Taipei che nel 1997 ha acquistato Tenlux, ditta che da dieci anni produceva microfoni e componentistica audio per conto terzi (Sony, Kenwood, Sharp, Electrovoice e Behringer tra i clienti più blasonati) e che, appena quattro anni prima dell'acquisizione, aveva deciso di cominciare a produrre dispositivi per la registrazione con il proprio marchio. Nel 1998 Superlux ha dunque avviato un piano decennale di crescita che si è articolato dapprima nella creazione di un'unità dedicata allo sviluppo di cavi audio, e successivamente nella costruzione di uno stabilimento indipendente per produrre cavalletti ed accessori (2001), nella creazione di una sezione dedicata alla ricerca e sviluppo di cuffie (2008) e nella composizione di un'unità alla quale affidare il compito di sviluppare altoparlanti (2009). La storia di Tenlux era cominciata in realtà 60 anni prima, quando il padre di Pan Zheng Yuan, cofondatore dell'azienda, costruì per la sua stazione radio il primo microfono a condensazione in tutta la Cina dopo aver completato gli studi in Germania, trasmettendo poi le sue conoscenze al figlio, che si sarebbe laureato con un BSEE (Bachelor of Science in Electrical Engineeringpresso la Chau-Ton University. Pan vanta oggi quarantacinque anni di esperienza nella progettazione professionale di dispositivi elettro-acustici: entrato in Superlux nel 1996, la sua passione e la sua competenza, nonchè le conoscenze acquisite dal padre, costituiscono un elemento fondamentale per l'attività di Ricerca & Sviluppo condotta in seno all'azienda. Oggi Superlux è un produttore moderno - certificato RoHS, ISO9001 e ISO14001 - con uffici a Hong Kong, che occupa uno stabilimento di oltre 35.000 metri quadrati nel cuore di Shanghai (Cina) mentre sono stati avviati i lavori per costruirne uno ancora più grande nei pressi del porto di Lan-Yuan. Superlux è una compagnia presente sul mercato internazionale che produce dispositivi audio e microfoni per qualsiasi tipo di applicazione: l'azienda si prefigge di fornire prodotti ben costruiti ed affidabili, che siano allo stesso tempo accessibili senza sacrificare il livello di prestazioni richiesto nel mercato professionale. Questi prodotti sono progettati per operare nelle condizioni più varie, assicurando una performance sonora eccellente in installazioni fisse, studi di registrazione, stazioni radio, esibizioni dal vivo, produzione di eventi ed applicazioni in ambito educativo, aziendale, di intrattenimento, governativo, militare e - naturalmente - consumer. 

I punti di forza di Superlux sono:
  • volumi produttivi elevati
  • gestione diretta di un centro di logistica globale
  • sistema di controllo interno di tipo ERP (Enterprise Resource Planning)
  • integrazione manageriale di Ricerca & Sviluppo, Produzione, Marketing e Vendite in modo da fornire al Cliente (al quale il presidente David Liu si rivolge come "il tuo amico") una soluzione globale
L'acquisto di un prodotto Superlux (sia esso un paio di cuffie, un microfono o un amplificatore per cuffie) comporta un investimento in qualità ed una performance che appagherà l'utente con anni di riproduzione sonora chiara, affidabile e solida. La qualità del suono è il vero valore di questi oggetti: d'altra parte, un prezzo ragionevole è vitale non solo per rispettare i limiti di budget, ma anche per rimanere competitivi sul mercato. Il rispetto degli standard industriali è una linea guida fondamentale che contraddistingue il marchio dalla fase della progettazione alla realizzazione del prodotto finito, perchè Superlux ama la musica ed il suono, senza dimenticare le esigenze professionali dei suoi clienti. Le tante recensioni disponibili online convergono sul fatto che, oltre a suonare decisamente bene, i prodotti Superlux hanno il vantaggio di costare poco, offrire un design piacevole ed una qualità costruttiva buona, offrendo una possibilità di scelta tra una ampia gamma di prodotti che mira a soddisfare le esigenze di tutti. Superlux non intende perseguire un'innovazione costosa e fine a se stessa, quanto piuttosto fornire un più consistente valore al cliente, che è quanto probabilmente basta per garantire al marchio un futuro di successo.
















lunedì 17 dicembre 2012

Recensione cuffie KOSS PORTA PRO


“Tanto pratiche a casa come in viaggio, le cuffie Hi-Fi PortaPro di Koss offrono un suono molto fedele con una risposta a frequenza allargata per cogliere ogni sfumatura del tuo film preferito o del tuo musical preferito. Dotate di cuscinetti in gommapiuma per un comfort d'ascolto ottimale, le PORTAPRO sono delle cuffie di tipo aperto, ideali per apprezzare dei brani musicali senza essere disturbati dall'ambiente circostante. Molto comode grazie al loro archetto regolabile, le Koss PortaPro sono le compagne fedeli di tutti i tuoi momenti musicali. Garanzia a vita di Koss.” 
Definite addirittura “miracolose” su diversi forum, le Porta Pro sono forse il modello più conosciuto tra quelli prodotti dall’americana Koss: vendute da oltre vent’anni (sono state lanciate nel 1984) ed oggetto di minime revisioni, le Porta Pro sono facilmente reperibili online ed offline ad un prezzo inferiore ai 30€. Considerato il prezzo accessibile, le cuffie Koss vantano caratteristiche tecniche interessanti:

Risposta in frequenza 15-25.000Hz
Impedenza 60 Ohm
Sensibilità 101dB
Forma semi-aperta
Magnete in neodimio, ferro e boron

Contraddistinte da un look essenziale ma riconoscibilissimo, leggere da indossare e facilmente adattabili (grazie alla doppia impostazione firm/light di ciascun trasduttore) alla testa di tutti, le Porta Pro sono cuffie indicate per attività all’aria aperto che non disdegnano, come vedremo, un ascolto più attento tra le mura domestiche. Per la nostra prova utilizziamo un notebook Compaq 6720s, equipaggiato con il chip AD1981HD di Analog Devices e Windows Media Player 11 (inizialmente senza equalizzazione attivata): l’amplificazione del segnale in uscita è invece affidata ad un amplificatore per cuffie marcato Miridiy, che utilizza un doppio canale digitale/analogico, grazie alla presenza di una valvola di tipo 6N11/ECC88, recentemente sostituita. 

Avendo letto della cura con la quale è stato prodotto l’ultimo album di Zucchero (La Sesiòn Cubana, Universal, 2012) decidiamo di mettere alla prova le cuffie con questo torrido mix di blues in salsa latina, e la prova offerta dalle mitiche Porta Pro convince sin dalle prime note. Fiati e percussioni, complice una buona separazione tra i canali, creano una scena credibile, che non eccelle tanto per definizione quanto per una generale sensazione di equilibrio: a cominciare dalla riproduzione dei bassi, corposa e precisa, tutti i suoni sono riconoscibili ed identificabili nello spazio, progressivamente esaltati mano a mano che essi si fanno più acuti. In mancanza di equalizzazione le Porta Pro non sono squillanti nè esageratamente brillanti, tentando all’opposto di offrire una riproduzione matura e dotata di inaspettato peso. Se non fosse per la piacevole leggerezza di queste cuffie, che le rende comode anche dopo un utilizzo prolungato, la sensazione all’ascolto sarebbe quella di indossare un apparecchio di dimensioni e pretese ben maggiori: se alle Koss manca forse il respiro, dall’altro la capacità comunicativa di queste cuffie le rende in grado di coinvolgere ed appassionare con i generi musicali meno complessi, perchè i risultati superano in molti casi le aspettative. 

Le frequenze nelle quali le PP sembrano più a loro agio sono a mio avviso le medio-basse e le medio-alte, utili a definire la presenza di certe sonorità (squisitamente latine, in questo caso), senza strafare. In assenza di correttivi rimane invece velata la resa della voce, riprodotta in modo più musicale che analitico, quasi sacrificata sull’altare della generica coerenza alle quale le Koss non rinunciano. Il disco di Zucchero, in particolare, viene  esaltato nella sua componente corale, come un insieme ordinato di parti in movimento, caldo e colorato, senza che nè alla voce del cantante emiliano nè alle coriste che lo accompagnano venga accordata un’attenzione particolare. La mancanza di dettaglio si avverte nei momenti nei quali le Porta Pro non riescono a svelare la natura di uno strumento nudo, come nell’atmosferica Never Is A Moment o nella dolcissima Indaco Dagli Occhi Del Cielo: in entrambi i casi la tensione è palpabile, così come il delicato raccordo delle diverse parti, tuttavia sembra che tra l’ascoltatore e la fonte ci sia uno spazio che le Koss non riescono ad annullare, e che pregiudica l’illusione di ascoltare - quasi sfiorandola - una vibrante performance dal vivo. Le corde nella conclusiva Sabor A Ti non tagliano l’aria come potrebbero, il tappeto di tastiere si perde tra arpeggi e percussioni, ed è ancora una volta la voce a costituire un punto di raccordo, per quanto resa con un dettaglio solo sufficiente. Riprodotta con le Superlux HD668B, mie attuali cuffie di riferimento, Baila è più attraente e maliziosa: mentre con le Porta Pro l’impressione è quella di un ordinato e pastoso tutt’uno, inerziale e che risulta difficile scomporre negli elementi che lo compongono, con le HD668B ritroviamo piani diversi e meglio separati, un basso armonioso che ne sostiene il movimento ondivago ed una voce presente e credibile, per quanto sempre in difficile coesistenza con organo, fiati e percussioni. Nettamente migliore, da un punto di vista della pura resa vocale, appare la performance delle AKG-K551, cuffie chiuse note ed apprezzate per la spazialità del proprio suono: le cuffie austriache riescono a pescare il dettaglio meglio della concorrenza low-cost, proponendo però un approccio analitico e fin troppo freddo, carente soprattutto nei bassi, che poco si sposa con le sensuali atmosfere sudamericane de La Sesiòn Cubana

Il comprensibile limite del prodotto Koss è dunque quello di non scavare nella debolezza umana, di non riuscire a cogliere la sofferenza d’amore in tutti i suoi delicati aspetti, la solitudine e la profondità del nero: le Porta Pro non regalano un’esaltazione artificiosa nè spaventano, non si sporcano le mani per ricercare un dettaglio che non possono conoscere, piuttosto tengono la mano per quella che si potrebbe descrivere come una gradevole, corroborante passeggiata musicale. Il segreto di queste cuffie risiede probabilmente nel giusto compromesso al quale il produttore americano si è piegato in fase progettuale, in un’ottica di contenimento dei costi ed appetibilità commerciale. Le Porta Pro non cercano infatti di fare bene troppe cose, avventurandosi pericolosamente al di là dei propri limiti fisici, preferendo invece concentrarsi su una riproduzione corretta e musicale, in un certo senso di autorevole furbizia (o furba autorevolezza), stupefacente per un ascolto disimpegnato e decorosissima - anche in virtù del prezzo di vendita contenuto - se analizzata con più calma. Le insidie di una cassa (Love Is All Around) oppure di un basso irraggiungibile nella sua profondità (Così Celeste, Ave Maria No Morro) sono prudentemente evitate, gestendo le frequenze più complicate con personalità da affidabile impiegato, e senza strafare. 

Il singolo Guantanamera, ascoltato con l’equalizzazione predefinita “Swing”, regala un ritmo dolce e sinuoso, e con esso l’esperienza del perdersi tra le voci, i suoni e le trascinanti percussioni dei bravi musicisti dei quali Zucchero è solito circondarsi: le Koss riescono a mantenere un ordine sufficiente anche nell’affollato finale, ribadendo la capacità di garantire in ogni frangente un ascolto armonioso. Migliore per spazialità e nitore è il lavoro svolto dalle AKG-K551: le cuffie che hanno raccolto l’eredità delle K550 (introducendo telecomando e comandi per iPhone) riescono a rendere con maggiore dettaglio cori (soprattutto femminili) e fiati, strumenti a corda e sonagli, regalando un’ottima prestazione, per quanto sbilanciata - come accade tra le note di Un Kilo - a favore delle frequenze medio-alte. Cuba Libre è un brano che si distingue per la grandiosità della scena, grazie alla maestosa apertura dei suoni nel ritornello: non è certo un’esplosione di fascino orchestrale quella alla quale si assiste, tuttavia le Porta Pro riescono a respirare quanto basta per offrire un assaggio di spazio e tridimensionalità. Anche alzando il volume ne L’Urlo, le Porta Pro continuano a svolgere il proprio onesto, operaio lavoro senza affanni: in totale assenza di avvertibile distorsione, la maggiore pressione sonora serve piuttosto a conferire una verve aggiuntiva allo spettacolo, permettendo alla voce di arrivare più vicina alle orecchie dell’ascoltatore. L’assolo di organo è un momento di festa che quasi riesce a far scomparire le cuffie dietro alla musica, tanti sono i colori presenti nell’allegro quadretto sudamericano: le Porta Pro lasciano che siano le note a parlare, e sanno rendersi per un attimo invisibili al pari di prodotti ben più costosi. 

La versatilità di queste cuffie permette di apprezzarne le caratteristiche con altri tipi di sollecitazioni: She’s Just A Liar dei rocker australiani BabyJane suona addirittura meglio delle concorrenti che costano dieci volte tanto (come la AKG) grazie ad una presentazione assolutamente compatta e sicura, che porta chitarre elettriche e batteria in virile, ingombrante presenza. Uguale plauso le Koss lo ottengono quando messe alla prova con i cori impegnativi di The Things We Believe In degli Orden Ogan e le chitarre infuocate di In The Name Of Metal dei Bloodbound: dal suono della radiosveglia nelle battute iniziali alle percussioni che fanno vibrare gli altoparlanti sulle orecchie (che gusto!) senza però scomporli, queste piccole cuffie rivelano energia e carattere, insuperabili nella pura mole di Quantità che riescono a produrre. Va peggio quando alle piccole di casa Koss viene richiesta una maestosità che, per limiti prettamente fisici, esse non possono regalare: il death-metal sinfonico dei cechi Inner Fear (First Born Fear, 2012) è compresso ed appiattito, servito con un affanno che lo rende più da ascoltare che da vivere. Il suono complesso, che prevede contemporaneamente voci rabbiose, archi ed assalti di chitarra/batteria, viene risolto in un unicum a tratti confuso e lontano che, pur senza risultare distorto, ha il sapore di un “massimo possibile” che non può soddisfare del tutto: gli archi sono presenti ma non sferzanti, le chitarre suonano attutite e le voci femminili - come velate, al pari degli spunti elettronici - perdono in credibilità, efficacia dinamica e sensualità. 

Le Porta Pro si fanno apprezzare per il carattere ruspante, per l’onestà con le quali approcciano una riproduzione musicale low-cost che, con ostinazione felina, non si lascia facilmente intimorire: individuarne pregi e difetti è infatti semplicissimo, anche dopo pochi ascolti, per cui diventa altrettanto facile prevedere la resa di queste cuffie con la propria musica preferita, adattando se necessario la curva di equalizzazione per modificarne - anche solo in parte - il comportamento. Di base, le cuffie americane garantiscono una riproduzione musicale ed autorevole, mai distorta, che per questo motivo presenta interessanti margini di personalizzazione: una menzione particolare la merita inoltre il comfort offerto, frutto di un’impostazione semplice e razionale che ha molto a che spartire con il carattere sonoro che abbbiamo avuto occasione di apprezzare. Le Koss sono cuffie consigliatissime per comodità ed affidabilità (sono garantite a vita, ed ottenerne la sostituzione in caso di malfunzionamento è piuttosto semplice), e per il modo in cui insegnano ad apprezzare una corretta riproduzione della musica, il tutto ad un prezzo che non ammette scuse.

Voto: 74/100

domenica 2 dicembre 2012

Vinto il concorso, AKG-551 in arrivo!

Dopo aver vinto il concorso di Lexus Europe, che mi ha permesso di volare in Germania per assistere come "ospite VIP" all'edizione 2010 della Nurburgring 24h, lo scorso Novembre ho partecipato ad un'iniziativa di AKG chiamata "AKG Expert Panel". Il produttore di cuffie austriaco, attraverso l'olandese Fortress Social Branding, ha aperto una sorta di competizione su Facebook - mediante un'apposita app - con la quale si cercavano blogger sparsi in tutta Europa disposti a provare e recensire le nuove cuffie AKG-551, presentate sul sito ufficiale all'indirizzo http://it.akg.com/akg-product-detail-it/k551slv.html 


Realizzazione di un ambiente sonoro altamente realistico.
Gli ingegneri AKG® hanno ottimizzato le cuffie K551 per un'esperienza d'ascolto completamente avvolgente. A partire dal driver da 50 mm su ciascun orecchio, queste cuffie reference class si avvalgono della tecnologia Real Image Engineering per creare un ambiente di ascolto altamente realistico e arricchito da una vera e propria sensazione di spazio tridimensionale. Eleganti e portabili, le K551 consentono di portarsi appresso un suono dalla qualità da studio di registrazione ovunque si vada. E il microfono sul cavo consente di rispondere alla telefonate che si ricevono sull'iPhone. Le cuffie K551 sono leggere e confortevoli e vantano un'eccezionale attenuazione passiva del rumore e livelli estremamente bassi di dispersione del suono. In questo modo, sarà possibile restare beati nel proprio ambiente sonoro per ore e ore.
Si tratta di cuffie di qualità, appartenenti alla serie Reference, con un prezzo di listino (pari a circa 290€) che va ben oltre le mie scelte hi-fi, notoriamente low-cost. Bene, il 28 Novembre, mentre alla stazione di Cesena aspettavo il Regionale Veloce per Bologna, ho ricevuto una mail da parte di Alexander di Fortress Social Branding che mi informava di essere stato scelto nell'Expert Panel, e che mi sarebbe stato spedito un paio di cuffie all'indirizzo che avrei indicato!


Inutile raccontare la sorpresa e la felicità che ho provato, e l'entusiasmo col quale ho accettato di preparare una recensione approfondita da pubblicare su questo blog entro il prossimo 19 Dicembre. In attesa di ricevere le cuffie, ho cominciato ad acquisire informazioni sulla storia di questo modello, confrontandone le caratteristiche tecniche con quelle delle cuffie (Sennheiser, Panasonic, Superlux e Teufel) che già possiedo: sto inoltre pensando a quelli dischi utilizzare per la prova d'ascolto, sicuro che i suoni di Empire dei Queensryche rientreranno tra i prescelti. A questo punto non mi rimane che attendere di ricevere le AKG, con la speranza di poterle trattenere una volta pubblicata la recensione...

Stay tuned for more!

giovedì 21 giugno 2012

Recensione | Cuffie Multimediali Eurospin

Nel suo "volantino" con le offerte valide a partire dal 21 Marzo, la catena di supermercati Eurospin propone un paio di cuffie "multimediali" con caratteristiche criptiche, per non dire prive di senso, quali "suono digitale ad alta qualità" e "Rich sound stereo per videogiochi". Incuriosito dall'offerta, ed in qualità di appassionato di personal audio, ho approfittato del prezzo irrisorio (€4,99) per acquistare un paio di cuffie in versione bianconera e farvi conoscere le mie impressioni.


Le cuffie si presentano in un blister graficamente accattivante e confezionato con ordine, la cui trasparenza lascia ben intravedere il prodotto contenuto all'interno.


I cuscinetti sono di materiale sintetico ed appaiono di dimensioni sufficientemente generose, adatte - insieme al peso ridotto delle cuffie - ad assicurare un ascolto confortevole. La fascetta sul fronte della confezione suggerisce l'utilizzo "multimediale" di queste cuffie presentando una carrellata di icone che richiamano videogiochi portatili, lettori MP3, computer, TV ed impianti Hi-Fi.


Simpatica la scritta "Goditi la musica" (in italiano e sloveno, mercati sui quali Eurospin è presente con i propri supermercati) su entrambe le fascette laterali.


Nella parte superiore della confezione viene presentata un'immagine delle cuffie in versione bianconera, insieme ad una prima tabella contenente una serie di "caratteristiche" piuttosto generiche, quando non addirittura prive di senso...


Interessante la parte inferiore della stampa posta sul retro, nella quale vengono presentate le cinque combinazioni di colore, tutte esteticamente molto gradevoli, nelle quali è possibile acquistare le Cuffie Multimediali di Eurospin.


Dicevamo delle "caratteristiche": non si tratta, come anticipato, di dettagli tecnici, per i quali bisognerà consultare il foglietto di istruzioni contenuto all'interno del blister. All'esterno troviamo solamente una lista di punti più o meno utili, che dovrebbero suscitare una sorta di curiosità nei confronti del prodotto.

I punti riportati sono:
  • Controllo volume (grazie ad una rotella analogica installata nel cavo delle cuffie)
  • Suono digitale ad alta qualità (e qui nasce la prima perplessità... cosa vorrà dire?!?)
  • Amplificatore incorporato dei bassi (ah sì? e dove sarebbe stato montato questo amplificatore?)
  • Chiarezza di suoni (speriamo!)
  • Rich sound stereo per i videogiochi (e qui abbiamo probabilmente toccato il fondo)
  • Cuscinetti auricolari morbidi (forse uno dei pochi dati realistici)
  • Fascia regolabile (confermiamo con piacere)
  • Funziona con tutti i PC e MP3 (dicitura piuttosto banale, che sembra pensata per nonni digiuni di tecnologia e desiderosi di fare un regalino low-cost al nipote)


Le cuffie, al pari di altri prodotti di ottima qualità, sono ovviamente prodotte in Cina.


Il manuale di istruzioni (per quanto abbastanza inutili per l'utilizzo di un normale paio di cuffie) è chiaro ed esauriente: spiega come collegare le cuffie alla scheda audio del computer (!) e pure come utilizzare il "modulatore di volume sul cavo".


Di maggiore interesse sono invece le specifiche tecniche, dati che possono darci un'idea dell'effettiva qualità di queste cuffie, ancor prima di procedere all'ascolto. Riporto di seguito i dati dichiarati dal produttore, ed a fianco le specifiche delle cuffie Superlux HD668B prese come personale riferimento per la prova d'ascolto.
  • Driver da 40 mm (50 mm nelle Superlux)
  • Impedenza 32 Ohm (56 Ohm nelle Superlux). L’impedenza è una grandezza elettrica simile alla resistenza ma relativa ad un circuito che lavora con correnti alternate, entrambe le grandezze si misurano in ohm. Maggiore è il valore dell’impedenza, più “fatica” fa la corrente a passare attraverso le cuffie (per un dato valore di tensione): a parità di volume di uscita selezionato sulla sorgente audio, una cuffia con impedenza maggiore riprodurrà un suono più attenuato, ma di qualità superiore perché filtrato e “depurato” maggiormente dal circuito della cuffia. In sostanza, a parità di volume selezionato sull’impianto audio, una cuffia con impedenza 32 Ω, riprodurrà un suono meno forte ma più puro (cioè di maggiore qualità e meno distorto) rispetto ad una cuffia con impedenza 16 Ω. Infatti, dato che W=V*V/R, dove (R) è l'impedenza in ohm della cuffia, a parità di volt (V) in uscita emessi da un amplificatore "ideale", o comunque con impedenza di uscita molto più bassa del carico applicato, allora una cuffia da 16 Ω rispetto a quella da 32 Ω, emetterà due volte più “energia sonora” (W) rispetto alla 32 Ω. Questo ipotizzando che la resa delle membrane sia assolutamente uguale come uguale sia il peso della bobina, e che tutta la potenza elettrica assorbita si trasformi identicamente in potenza acustica (ciò non si verifica mai nella realtà). Quindi una stessa cuffia con ohm più bassi, a parità di tutto il resto, attaccata alla stessa sorgente audio suona proporzionalmente più forte, a parità di volume della manopola (quindi è comoda soprattutto nei casi in cui la tensione disponibile è bassa: walkman, MP3 portatili, telefonini etc), ma distorce due volte di più il suono con l’aumentare del volume. Ma non si usano solo cuffie a bassa impedenza perché 16 Ω, come anche a volte i 32 Ω, sono un carico "piccolo" per molte sorgenti audio professionali che hanno un’alta impedenza d’uscita e quindi possono “stressare” il finale di una cuffia con bassa impedenza (che può quindi suonare male o anche danneggiarsi). In pratica è come se, ad una sorgente audio progettata per un carico da 16 Ω si collegassero in più cuffie da 16 Ω in parallelo (ottenendo quindi un’impedenza inferiore): teoricamente dovrebbe suonare più forte ma il diverso fattore di carico ohmico farebbe bruciare l’impianto. Ci sono anche altre implicazioni legate ai differenti valori di impedenza qualora si colleghino le cuffie ad un amplificatore di potenza tramite delle resistenze di attenuazione, ma il discorso diventerebbe lungo, per cui può bastare l’uguaglianza: impedenza più bassa (a parità di potenza erogata) = volume più alto = suono meno definito" (con la riserva che però non tutti gli apparecchi gradiscono nella stessa misura questo sovraccarico dovuto alle basse impedenze, tipo 16 Ω). Pertanto la scelta di questo parametro è relativa (varia a seconda delle esigenze) e, anche se generalmente le cuffie di qualità presentano sempre valori d’impedenza molto alti (superiori ai 45 Ω), il 32 Ω è universalmente riconosciuto come un valido compromesso tra energia richiesta e qualità audio fornita.
  • Sensibilità altoparlante 116 db (98 db nelle Superlux). La sensibilità indica quanta pressione acustica espressa in dB riesce a fornire, dato un preciso valore di tensione applicato. Questo dato indica il massimo livello di suono riproducibile fedelmente. Più il valore in dB è elevato (più è alta la Sensibilità), più alto è il volume di suono riprodotto in modo fedele. Delle buone cuffie dovrebbero avere una sensibilità pari o superiore ad 85 dB (valori inferiori a 85dB possono indicare che la cuffia è di scarsa qualità e che il segnale è soggetto a disturbi). Le cuffie audio ad alta fedeltà hanno generalmente un valore di sensibilità molto elevato e compreso tra i 95 db ed i 109 dB (ottimo valore); alcune cuffie ad altissima fedeltà dichiarano valori pari o superiori a 110 dB.
  • Risposta in frequenza da 20 Hz a 20000 Hz (da 10 Hz a 300000 Hz nelle Superlux). La risposta in frequenza è la gamma di frequenze che la cuffia è in grado di riprodurre. La Risposta in frequenza viene, di solito, espressa in Hz (o in multipli di Hz). Una buona cuffia deve poter offrire la possibilità di ascoltare tutti i suoni percepibili dall’orecchio umano. L'intervallo di suoni teoricamente percepibile dall’uomo va dai 18 Hz ai 22'000 Hz. Si parla, in questo caso, di “percezione teorica” perché, in realtà, solo un “orecchio” ben allenato, “sano” e giovane riesce a percepire tutti i suoni compresi in questa gamma dinamica: generalmente, invece, un orecchio medio percepisce una gamma di frequenze compresa tra i 20 Hz ed i 20'000 Hz. Pertanto una buona cuffia dovrebbe avere una Risposta in frequenza di almeno 20 - 22'000 Hz (se risulta inferiore significa che verrebbero “tagliati” o perlomeno fortemente attenuati i suoni con frequenza molto bassa e quelli con frequenza molto alta, pertanto la cuffia non riprodurrebbe fedelmente il brano musicale), ancora meglio se la Risposta in frequenza è pari a 18 - 22'000 Hz. Risposte in frequenza più “ampie” sono del tutto inutili, poiché l’orecchio umano non riesce a percepire suoni emessi a frequenze più basse e più alte rispetto alla gamma 18 - 22'000 Hz.
  • Potenza massima di ingresso 40 mW (300 mW nelle Superlux)
  • Rapporto segnale/rumore 58 dB


Nel loro piccolo, anche le economiche cuffie dell'Eurospin sono garantite per due anni dalla data di acquisto. Riesce comunque difficile immaginare quale tipo di assistenza possa essere fornita per un prodotto tanto economico, al di là della sostituzione (o del rimborso) di un paio difettoso.


Il jack per la connessione audio, di colore verde, è originariamente protetto da un elemento di plastica trasparente. Il cavo stesso si presenta in modo particolare, in quanto rivestito da una sorta di tessuto sintetico dall'aspetto e dalla trama gradevoli.


Il modulatore di volume in dettaglio: l'accessorio, in materiale plastico, si presenta comodo specialmente fuori casa, quando può presentarsi la necessità di regolare il volume della musica senza accedere al riproduttore musicale (nascosto in una tasca oppure nello zaino).


Le cuffie sono esteticamente gradevoli, e con il loro stile retro richiamano alcuni recenti modelli di Panasonic (come ad esempio le stilose RP-HTX7).


Il dispositivo per regolare l'altezza dell'archetto funziona in modo molto semplice: le cuffie scorrono lungo la struttura metallica senza che sia richiesta l'applicazione di una forza eccessiva, e trovare la posizione giusta per la grandezza della propria testa è un'operazione piuttosto semplice e veloce.



Ecco un'immagine delle Cuffie Multimediali Eurospin, in tutto il loro splendore.



Qualche dubbio lo suscita il cavo di collegamento dei singoli altoparlanti: si tratta infatti di un delicato filo esterno, fissato con alcune fascette e sottoposto a tensione eccessiva nel caso si voglia alzare l'archetto delle cuffie fino all'altezza massima consentita.



L'imbottitura esterna degli altoparlanti è ben fatta, e pare garantire un'ascolto confortevole anche in caso di sessioni prolungate.



Un'immagine dell'altoparlante destro, con il cavetto audio di collegamento bene in evidenza all'esterno del trasduttore.


Un particolare del cavetto di collegamento montato in corrispondenza di ciascun altoparlante: si tratta, come detto, di un elemento non particolarmente robusto e che potrebbe essere sottoposto ad una tensione eccessiva. Si raccomanda quindi la giusta prudenza!


La struttura delle cuffie è semi-aperta, l'isolamento nei confronti delle persone vicine non è quindi completo. Il problema è però limitato dal fatto che gli altoparlanti non raggiungono un livello di pressione sonora eccessivo senza cominciare a vibrare e distorcere, distogliendo l'ascoltatore da ogni ulteriore velleità.


L'archetto superiore è composto da due semplici elementi rivestiti di gomma, leggeri e comodi da indossare.



Come anticipato, volendo allungare al massimo l'altezza dell'archetto si rischia di tendere oltremisura i cavetti di collegamento di entrambi gli altoparlanti: una lunghezza leggermente maggiore di entrambi i cavi sarebbe stata opportuna per evitare possibili "strappi", soprattutto nell'utilizzo all'aperto o durante lo sport.


La prova audio è avvenuta ascoltando file MP3 di alta qualità codificati a 320 kbps, riprodotti su notebook Compaq 6720s (scheda audio SoundMAX Integrated Digital HD Audio) ed amplificati con un amplificatore per cuffie Miridiy a tecnologia ibrida valvola/mosfet.


Ulteriori prove sono state condotte riproducendo CD Audio su un lettore DVD Sony DVP-NS355.

Il suono

Messe duramente alla prova con i suoni moderni di Lord Of Steel (Manowar) e Free Falling Angels (Maryann Cotton) dobbiamo purtroppo rilevare che le cuffie Eurospin si sono rivelate piuttosto deludenti. Dimenticate innanzitutto la "chiarezza del suono" sbandierata sul cartoncino: le cuffie riproducono quasi esclusivamente le frequenze medie, creando un'immagine assolutamente piatta ed impastata. Le frequenze più alte quasi scompaiono,  deboli e felpatissime, mentre quelle più basse sono appena udibili e mai si spingono oltre certi livelli (si avverte il basso, ma non la cassa della batteria), per cui la loro resa non presenta mai il giusto impatto nè una presenza convincente: l'esecuzione appare come se fosse eseguita nella camera a fianco, oppure al di là di una porta, filtrata e lontana. Il suono, così crudelmente azzoppato, perde di ogni definizione, e risulta impossibile parlare di dettaglio, di timbro, di dinamica: la sensibilità delle cuffie non aiuta, per cui anche potendo usufruire di un'amplificazione dedicata non si ottiene una pressione sonora capace di svegliare i piccoli altoparlanti dal loro torpore. La sensazione è quindi quella di un appiattimento generale delle frequenze, di una resa distante ed opaca, di una generale e diffusa mancanza di dettaglio che costringe ad "immaginare" le componenti mancanti e le distanze tra di esse, invece di coinvolgere l'ascoltatore in un insieme avvolgente e palpitante di suoni, timbri e volumi. L'esperienza di ascolto ne esce quindi pesantemente compromessa, quasi mortificata, e nonostante il look di tendenza risulta evidente che queste cuffie possono a malapena assolvere a compiti di bassa manovalanza, come l'ascolto di trasmissioni televisive o radiofoniche, nelle quali sono le frequenze medie (il parlato) a dover risaltare con un'efficacia comunque appena sufficiente.

[Voto 4]

Le spiegazioni dei valori relativi alle caratteristiche tecniche delle cuffie sono tratte integralmente da Wikipedia.