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mercoledì 22 luglio 2020

Recensione TOKYO MOTOR FIST - LIONS


Tokyo Motor Fist
Recensione: Lions



Artisticamente “figli” di Danger Danger e Trixter, band di provenienza dei due musicisti a capo del progetto, i Tokyo Motor Fist rappresentano un sodalizio artistico che, ancor prima di cominciare a mettere in fila le note, corona un’amicizia lunga una vita: seppure impegnati in carriere diverse, Ted Poley (voce) e Steve Brown (chitarra, cori e tastiere) hanno sempre accarezzato il sogno di produrre musica insieme, e “Lions” rappresenta il secondo passaggio di un percorso che a questo sogno ha saputo – fin dal debutto del 2017 – dare ammirabile concretezza. 

Nei Tokyo Motor Fist ci sono la sofisticazione dei Def Leppard, le cotonature degli ottanta americani, i cori dolci e le malinconie credibili, a formare un quadro che restituisce una curiosa solidità al concetto di “melodico”. 

L’approccio bilanciato dell’album consente infatti alle sue sonorità rotonde di mantenere una venatura piacevolmente grezza, vuoi per l’interpretazione appassionata di Poley vuoi per arrangiamenti squadrati da assimilare al primo ascolto.

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Ascoltato con
Cuffie Superlux HD-668B
DAC LH Labs Geek Pulse (ESS9018K2M Core)
Alimentatore LH Labs Linear Power Supply
Filtro Audioquest Jitterbug
Software Foobar2000 ver. 1.3.16 (WIN10 Pro / 64bit)

giovedì 21 maggio 2020

Recensione PRETTY MAIDS - MAID IN JAPAN, FUTURE WORLD LIVE


Pretty Maids
Recensione: Maid in Japan
Future World Live



Dei Pretty Maids ho sempre apprezzato una certa flessibilità stilistica, ovvero la capacità di risultare convincenti e credibili sia nelle vesti di consumati metaller che in quelle di hard rocker cantori di storie e di amori più o meno tormentati. Un equilibrio certamente favorito sia dalle origini scandinave, dove prendersi troppo sul serio e mantenersi distaccati non è cosa, sia dalla sicurezza data da un seguito nutrito ed entusiasta che fin dal 1981 ne ha accompagnato la carriera. 

“Maid In Japan – Future World Live 30th Anniversary” regala ai fan la possibilità di riascoltare nella sua interezza – con l’aggiunta di una manciata di chicche – l’esecuzione live di “Future World”, un classico della discografia della band uscito originariamente nel 1987, che ha avuto luogo al Club Città di Kawasaki nel 2018. 

Se per celebrare il trentennale i Pretty Maids avevano scelto la vicina Svizzera, per i quarant’anni di carriera i danesi decidono di far visita all’estremo oriente: avido consumatore di metal melodico di stampo nordico, il Giappone ha sempre costituito un mercato di riferimento per il quintetto fronteggiato da Ronnie Atkins, e la scelta di registrare proprio là un paio di spettacoli assicura la presenza di un pubblico folto e partecipe.

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Ascoltato con
Cuffie Superlux HD-668B
DAC LH Labs Geek Pulse (ESS9018K2M Core)
Alimentatore LH Labs Linear Power Supply
Filtro Audioquest Jitterbug
Software Foobar2000 ver. 1.3.16 (WIN10 Pro / 64bit)

Recensione HER CHARIOT AWAITS - HER CHARIOT AWAITS


Her Chariot Awaits
Recensione: Her Chariot Awaits



Inedito sodalizio tra il chitarrista e produttore americano Mike Orlando (Adrenaline Mob) e la cantante spagnola Aylin (al secolo Pilar María Del Carmen Mónica Giménez García, già sentita nell’edizione spagnola di The X Factor e poi per otto anni con i norvegesi Sirenia), Her Chariot Awaits è un progetto al debutto sotto l’egida di Frontier Records. Nonostante l’appellativo “melodico” scelto dai ragazzi del marketing, il genere proposto è un hard rock piuttosto dinamico e robusto: immaginate qualcosa tra gli slanci più rock dei Garbage, il nervo dei Guano Apes e le melodie dei No Doubt. 

Ritmi sostenuti e sincopati, parti rappate ed il drumming decisamente pieno di Jeff Thal sono le basi di un rock/alternative al quale non mancano grinta, sudore ed una buona dose di tecnica: la voce sottile della singer spagnola potrà non piacere a tutti (la presenza scenica non è quella di una Ely Vásquez dei Six Magics né di una Tave Wanning degli Adrenaline Rush) ma la personalità per rivendicare il proprio spazio anche all’interno dei passaggi più heavy (“Dead Gone”) c’è, ed è espressa con disinvoltura. 

Una seconda menzione la merita il lavoro di chitarra svolto dallo stesso Orlando: ad una certa esuberanza ritmica si accompagnano assoli frequenti e complessi, come lecito aspettarsi da chi – dopotutto – ha fondato una band con Mike Portnoy e Russell Allen.

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Cuffie Superlux HD-668B
DAC LH Labs Geek Pulse (ESS9018K2M Core)
Alimentatore LH Labs Linear Power Supply
Filtro Audioquest Jitterbug
Software Foobar2000 ver. 1.3.16 (WIN10 Pro / 64bit)