lunedì 18 giugno 2018

Motorheadbangers Issue 35 - December 1992 (PDF Scan)


16 Pages | Table of Contents
  1. Editorial by Alan Burridge
  2. News
  3. Update on Fast Eddie Clark
  4. Discogupdate
  5. Review of the Motorhead videogame (from "Atari ST Review")
  6. Various drawings and postcards
  7. T-Shirt offer
  8. Ten pictures of the band and from the road

Motorheadbangers Issue 34 - August 1992 (PDF Scan)


20 Pages | Table of Contents
  1. Lemmy's handwritten editorial
  2. Original lyrics for "I Ain't No Nice Guy" (from the Album March ör Die, 1992)
  3. Original lyrics for "You Better Run" (from the Album March ör Die, 1992)
  4. Two articles by Wurzel
  5. News by Alan Burridge
  6. 24 pictures of the band and from the road

domenica 17 giugno 2018

RetroArch, RetroPie e retrogaming: il mio consiglio shader / overlay per le scanline su TV

Da appassionato di retrogaming sono morbosamente affezionato al mio Raspberry Pi, ed alla custodia NESPi a forma di Nintendo NES che ne protegge i 16 GB di titoli contenuti nel file-immagine presentato in questo video:


Come saprete, RetroPie è il nome di uno specifico setup di emulatori, interfaccia grafica e script: Retropie utilizza RetroArch come motore principale, Emulation Station come interfaccia grafica e gli script di cui sopra per elaborare alcune funzioni, come ad esempio gli aggiornamenti. Posto quindi che - sommariamente - RetroArch è il frontend per emulatori, motori di gioco e media player del quale si serve RetroPie, devo aggiungere che ad oggi non avevo ancora trovato al suo interno un effetto che riproducesse in modo convincente l'effetto delle scanline sul mio modesto TV Thes a 32 pollici. Ci sono diverse guide in Rete, anche ben fatte come quelle di RetroPie Italia, che suggeriscono metodi ed impostazioni per conseguire un convincente "effetto CRT", tuttavia si continuano a trovare nei vari forum diversi post di utenti scontenti. Mi sono quindi addentrato nei meandri di RetroArch sperimentando tutte le combinazioni possibili a disposizione dell'utente, fino a quando non ho trovato una soluzione semplice e davvero soddisfacente - benchè poco pubblicizzata, per non dire addirittura sconosciuta - per le mie esigenze di nostalgia videoludica.

Vi segnalo quindi come sono arrivato alla mia impostazione preferita. Una volta lanciato un qualsiasi gioco ed aperto il pannello per la configurazione di RetroArch, il percorso che ho seguito partendo dal MAIN MENU è stato: SETTINGS -> ONSCREEN DISPLAY -> ONSCREEN OVERLAY -> OVERLAY PRESET -> WII -> SCANLINE.CFG. Per rendere efficace e duratura la scelta, se vi soddisferà, ricordo inoltre di attivare l'opzione DISPLAY OVERLAY  (lasciandola su ON) e di salvare la modifica effettuata dal menu CONFIGURATIONS -> SAVE CURRENT CONFIGURATION prima di uscire dal menu di RetroArch e tornare a giocare. Qual è dunque la resa di questa maschera, scoperta all'interno del menu Wii? Ecco di seguito tre giochi, provati con e senza l'overlay:

Donkey Kong Country, 1994, con scanline

Donkey Kong Contry, 1994, senza scanline

Super Mario Bros, 1985, con scanline

Super Mario Bros, 1985, senza scanline

Splatterhouse, 1990, con scanline

Splatterhouse, 1990, senza scanline
E' possibile che la resa delle foto - che possono essere ingrandite per ottenere un maggiore dettaglio - non sia ottimale: inoltre, il grado di intervento dell'effetto sull'immagine (più o meno "invasivo") deve essere valutato sia sulla base del proprio gusto personale che della effettiva resa dello schermo sul quale giocheremo. Io in ogni caso vi suggerisco di provare questa semplice impostazione, perchè senza ricorrere a configurazioni complesse nè installare componenti aggiuntive ho ottenuto esattamente l'effetto che desideravo: buon retrogaming!

A Bucarest con Flixbus: la mia esperienza

Il nostro Flixbus da Bologna a Bucarest, qui in sosta alla stazione di Arad

Avendo avuto la possibilità di acquistare due biglietti Flixbus per l'Europa al costo di €05.99 ciascuno, attraverso una promozione della durata di poche ore segnalatami via email e via app, ho scelto di visitare Bucarest, capitale della Romania chiamata anche "la piccola Parigi". Prezzi degli ostelli particolarmente convenienti, orari gestibili ed ampia scelta di Free Walking Tour in loco mi hanno spinto a riempire il trolley alla rinfusa e partire per questa nuova esperienza di viaggio: ecco il resoconto di entrambe le tradotte!

DA BOLOGNA A BUCAREST

Quando all'autostazione di Bologna si avvicina un Flixbus dagli ingombri più "cittadini" che internazionali, comincio a ripetere sommessamente fa che non sia quello, fa che non sia quello, fa che non sia quello perché, dovendoci passare sopra ventisette ore, spero in un mezzo dalle aspirazioni Gran Turismo... Ovviamente, tanto l'avete già capito, il bus per Bucarest della linea 1928 è effettivamente quello un po' spartano che sta venendo proprio nella mia direzione. 

Bus ben tenuto, ma dotazioni e spazi sono entrambi un po' scarsi

Il bus è comunque un Mercedes e gli autisti sono entrambi impeccabili, almeno nella presentazione. Sono apparentemente il primo ed unico passeggero, per cui dopo un check-in fulmineo posso salire e scegliere il posto che preferisco senza problemi. Gli spazi, che ormai ho imparato a prevedere con una semplice occhiata dall'esterno, sono effettivamente esigui, del tipo che devi sperare di non condividere il posto con nessun altro, altrimenti addio ginocchia. 

Partiamo da Bologna in cinque o sei, la scelta dei posti è quindi piuttosto ampia!

I rivestimenti interni sono di un bel colore rosso e si presentano in condizioni impeccabili: c'è naturalmente il bagno ma, con mio sommo sgomento, mancano i poggiapiedi e le prese elettriche/USB in corrispondenza di ciascun posto. Non chiedo nulla agli autisti perchè in ogni caso non penso possano farci niente, ma noto una ciabatta (elettrica) con otto prese montata sul tetto della toilette per cui, con scatto felino, cambio posto e mi siedo proprio in corrispondenza del bagno. 

La "ciabatta" elettrica posta sopra al bagno

Così facendo potrò collegare il cavetto USB alla ciabatta, quello più lungo che ho portato, farmelo passare sulla spalla e godere - si fa per dire - di una presa quasi privata! Inoltre, una volta occupato il nuovo posto sulla fila di destra, mi accorgo che lo spazio per le gambe è molto superiore: consiglio quindi di guardarsi sempre in giro perché i posti non sono tutti uguali ed in questo è anche possibile reclinare di qualche grado lo schienale senza disturbare nessuno. Benedetti siano dunque questi viaggetti, e con loro le piccole intuizioni che l'arte di arrangiarsi ispira, soprattutto in noi italiani. 

Le fermate intermedie saranno ben quattordici, ma per fortuna dalle 21:00 (Trieste) alle 04:30 (Budapest) di domattina non sono previsti stop, per cui una volta trovata "la posizione" si potrebbe sperare di dormire qualche ora. A pochi minuti dalla partenza si presentano tre ragazze rumene, relativamente piacenti, ed in un certo senso sono contento di non cominciare il viaggio da solo. Partiamo puntualissimi alle 16:40, sotto il sole ormai estivo di Bologna, mentre la radio ci accompagna con un pop tipicamente vacanziero e l'aria condizionata rinfresca, senza infastidire. Alle 16:43 tento di aprire il tavolino situato davanti al mio posto, e si stacca un pezzo di plastica (che appariva già compromesso, giuro): decido allora di fare finta di niente, non fare altri danni e riporre comodamente le mie cose sul sedile di fianco. Dopotutto, penso, con due autisti e quattro passeggeri, lo spazio per allargarci un po' non ci manca.

Dopo qualche critica - ricordo comunque che il viaggio è costato solo 5.99€ grazie ad una promo a tempo apparsa qualche settimana fa sulla app di Flixbus - spezziamo la proverbiale lancia a favore del Wi-Fi, che pare funzionare a dovere una volta effettuato il login. Aspetto l'ingresso in autostrada per allacciare le cinture, metto Spotify in modalità offline (perché se si esagera con lo streaming Flixbus chiude i rubinetti della singola connessione) e mi preparo a godermi il viaggio, mentre il terzo autista a bordo raggiunge le connazionali in fondo al bus per qualche amabile chiacchiera (le ragazze sembrano turbate per una spinosa questione relativa ai biglietti, a quanto mi è dato comprendere, e qualcuna viene già a ricaricare il telefono nella ciabatta di cui sopra, senza silenziare le notifiche...). 

A testimonianza dell'esistenza di un Flixbus "a due velocità", per quanto riguarda dotazioni e livelli di servizio, su questo autobus non viene riprodotto alcun messaggio di benvenuto, né gli autisti si preoccupano in questo senso. Va comunque detto che la marcia è confortevole: il bus scorre liscio (se solo ripenso alle vibrazioni del viaggio da Francoforte a Bologna...), la guida é moderatamente brillante (qualche suonata di clacson, qualche sorpasso impaziente, qualche brusco cambiamento di corsia) e l'atmosfera a bordo - complici le continue risate delle rumene - tutto sommato piacevole. Dopo un ingorgo in autostrada dovuto ad un'auto in fiamme, durante il quale approfitto per scoprire che davanti al bagno c'è un passaggio segretissimo che conduce ad una cuccetta con letto e trapunta, lasciamo uno degli autisti nella lussureggiante Roverdicre (frazione davvero verde in provincia di Rovigo) e ripartiamo tranquilli. A Mestre salgono due ragazzi, per cui il conteggio dei passeggeri giunge a quota sei! A Trieste - città bellissima - sale qualche persona in più, ma credo non siamo più di dodici/quindici. Io accendo il fidato Nintendo DSi XL e gioco a New Super Mario Bros ed Elite Beat Agents fino alle 23 circa, quando gonfio il cuscino e tento il riposino. 

Il bilancio, arrivati a Budapest di primo mattino, é dolceamaro: positivo perché lo spazio a disposizione nel mio posto, il buio ed il discreto silenzio a bordo avrebbero teoricamente dovuto favorire il sonno, e negativo perché in realtà mi sono ritrovato a cambiare posizione ogni trenta minuti ed il computo finale del dormito è fin troppo esiguo per essere effettuato. In ogni caso, mentre dal sole di Budapest ripartiamo in sette/otto, penso di poter dire che anche in questo caso l'esperienza di viaggio su gomma - chiudendo un benevolo occhio sulle continue notifiche che arrivano sui cellulari delle amiche rumene - é soddisfacente. Mentre, ripartiti dalla capitale ungherese, leggo qualche notizia del nuovo governo su Tgcom mi si siede per un attimo accanto un ragazzo orientale (Cina, o forse Singapore) dai modi leggermente effeminati e straordinariamente petulanti, che viaggia l'Europa ed é diretto dalla Polonia a Bucarest. Ci mette tre ore ad esprimersi in un inglese inutilmente ricercato per domandarmi perché il bus è arrivato a Budapest con quaranta minuti di ritardo ed io, ancora assonnato ed in condizioni impresentabili (sono ancora senza scarpe, per favorire la circolazione) ci metto altrettante ore per balbettare con bocca impastata che un piccolo ritardo del genere, forse dovuto alla macchina incendiata in autostrada a Bologna, non lo deve preoccupare. Magari, mi dico, non appena mi sveglieró e riuscirò a darmi una rinfrescata in autogrill, potremmo anche scambiare qualche chiacchiera più compiuta. In realtà questo non succederà, ed il mio amico  - che per convenzione chiameremo Kim - verrà al contrario preso di mira da alcuni ragazzi rumeni saliti successivamente, che si divertiranno a prenderlo in giro (senza che io mi curi di intervenire in sua difesa) fino all'arrivo a Bucarest.

Il petulante Kim scruta l'orizzonte...

Mi meraviglia che nessuno abbia ancora utilizzato il bagno: mi chiedo se per caso gli autisti, che non hanno pronunciato una sola parola non in un rumeno, non abbiano per caso avvisato le connazionali di un qualche malfunzionamento. Superiamo senza intoppi il confine tra Ungheria e Romania, mentre un sole estivo e distese di verde continuano ad accompagnare l'avanzare tranquillo delle nostre ruote. Il ragazzo cinese, che quasi quasi sembrerebbe più coreano (dicono "Kim", quando gli controllano il passaporto) alza - con fare irritato & irritante - la voce contro una delle rumene che più che parlare al telefono urla, quasi volesse farsi sentire da tutti i passeggeri. Ben fatto, Kim! 

Corre anche l'obbligo di segnalare, mentre ripartiamo dalla rustica autostazione di Arad, i frequenti diverbi - sempre in rumeno stretto - che continuano a tenere periodicamente banco tra gli autisti ed una in particolare delle colorite passeggere, credo per una faccenda di peso o dimensioni del bagaglio: continueranno a rinfacciarsi qualcosa mandandosi a quel paese fino alla fine del viaggio. L'unica stazione nella quale sale un po' di gente é Sibiu (strada Europa Unita) nella quale arriviamo puntuali a metà pomeriggio sotto un solleone praticamente agostano. Spero, detto tra noi, che una volta arrivati nel centro della capitale il tenore possa un pochino elevarsi... perché anche la clientela di Sibiu non mi fa ben sperare in questo senso, compresa una ragazza dall'aspetto trascurato che non smetterà mai di parlare, da sola. In compenso sarà l'unica ad accorgersi che stiamo ripartendo da Brasov dimenticando qualcuno... 

Per i feticisti del piede, Flixbus può costituire un'alternativa stuzzicante.

Nessun conteggio delle persone alle ripartenze, nessun messaggio ai passeggeri che non fosse in rumeno, piedi nudi ed infradito che fanno spontaneo capolino i sedili: partito "neutrale" da Bologna, il viaggio si è progressivamente trasformato in una specie di film di Kusturica in 4D, che ha coinvolto tutti i nostri sensi. Come ha scritto qualcuno, su Flixbus ce n'è sempre almeno uno (di tipi strani), e bisogna metterlo serenamente in conto. Allo stesso tempo, tranquillizzo il lettore evidenziando come raramente si tratti di circostanze in grado di impattare in modo forte ed inevitabile sul proprio viaggio: nella maggior parte dei casi basterà badare a se stessi ed infilare un paio di auricolari nelle orecchie per isolarsi da notifiche selvagge, nasi che tirano su, toni di voce inspiegabilmente alti ed altri esempi di maleducazione minore quanto diffusa. Per gli odori, invece, assuefazione e conseguente capacità di sopportazione saranno le uniche prospettive realistiche alle quali votarsi. Attraversando i paesi della campagna rumena si compie un vero e proprio viaggio nel viaggio, anche nel tempo: non è infrequente imbattersi in cani randagi e galline che razzolano per le strade, mentre si notano ovunque cartelli  con le scritte "VULCANIZARE" ed "ECHILIBRARE", per cui se vi servisse un gommista sappiate che a queste latitudini non avrete problemi a trovarne più di uno. Facendo un recap finale di questo primo viaggio, devo dire che tutto si è svolto in modo tranquillo, ordinato e puntuale: le pause sono state frequentissime, l'ambiente a bordo si è rivelato sufficientemente vivibile e, nonostante l'incomunicabilità con gli autisti, ho avuto la percezione di viaggiare sempre sicuro. Valgono naturalmente le raccomandazioni che ho sempre formulato nel corso dei miei modesti report (prima delle quali: rimanere sempre vigili ed informati durante un viaggio in autobus), ma per meno di sei euro non penso fosse onesto nemmeno immaginare di chiedere di più. Ultimo consiglio per chi arrivasse per la prima volta alla stazione dei bus di Bucarest (autogara Militari) ed avesse necessità di spostarsi con i mezzi: Uber è la scelta migliore e più sicura, conoscerete in anticipo il prezzo della corsa, non correrete il rischio di affidarvi a tassisti furbi o peggio ancora abusivi, non dovrete ricorrere all'uso di contanti e con un po' di fortuna vi capiterà anche un driver parlante inglese (o italiano) pronto a darvi qualche informazione utile per il vostro soggiorno.

DA BUCAREST A SIBIU

Già presentarsi alla stazione dei bus di Bucarest alle due del mattino, trovandola chiusa e semideserta non é il massimo... se in più si viene invitati a salire su un autobus diverso ed avvisati che si dovrà prendere una coincidenza in una sperduta città rumena (nonostante il mio biglietto indicasse chiaramente che il viaggio sarebbe avvenuto senza cambio), beh, diciamo che non partiamo col piede giusto. Almeno non piove, già. 

Il bus da Bucarest a Sibiu: ma non doveva essere un viaggio "senza cambio"?!?

Unico ad attendere il bus diretto a Bologna/Napoli, vengo avvicinato da un inserviente dell'Autogara Militari che mi invita con gentilezza a seguirlo fino al bus per Rennes. L'autista, che fortunatamente parla inglese, ha in effetti il mio nome in lista e - notando la mia perplessità - mi rassicura dicendo che troverò il "mio" bus a metà mattina presso la stazione di Sibiu, in strada Europa Unita. Non avendo un biglietto per questa tratta con relativo itinerario, non ho la minima idea di quando arriveremo in questa città, per cui anche i riposini, per quanto sempre difficili ed infrequenti, dovranno cedere il passo ad un atteggiamento sempre vigile per non perdere la fermata giusta. Ed inoltre, mi chiedo: se non avessi ordinatamente atteso il mio bus proprio in corrispondenza dello stallo per Napoli, e mi fossi seduto su una panchina qualche metro più in là, magari meno visibile ed illuminata... come avrebbero fatto a trovarmi, riconoscermi ed avvisarmi dell'improvviso cambiamento di programma? Il mistero, pur con tutto il bene che voglio alla società tedesca, è inquietante nel senso più letterale del termine. Dispiaciuto per non essere stato avvisato da Flixbus in merito a questa eventualità (il pensiero va sempre agli anziani ed alle persone meno abituate a viaggiare, le quali questi cambiamenti di programma potrebbero diventare causa di incertezza ed apprensione, nonchè produrre disagi gravi ed oggettivi), salgo rassegnato sul bus per Rennes e prendo posto al secondo piano. Per fortuna il mezzo é bello e nuovo, lo spazio ragionevole, il Wi-Fi funzionante con la disponibilità, mai vista fino ad ora, di un fornito mobiletto-frigobar situato al piano inferiore. Purtroppo in corrispondenza del mio posto non c'è traccia di prese elettriche né USB: benedico ogni volta il mio powerbank da 20.000 mAh che mi libera dalla schiavitù delle prese e delle ricariche. L'autista appare molto professionale, anche nella verifica dei nominativi dei passeggeri prima della partenza, per cui scelgo di mettermi il cuore in pace e godermi per quanto più possibile il viaggio (almeno quello fino a Sibiu!), notifiche dei cellulari rumeni permettendo... come cavolo fanno, rumeni e non, a non capire che basterebbe sostituire per qualche ora la vibrazione alla suoneria per rispettare un po' di più gli altri viaggiatori?!? Quanto mi manca la Scandinavia, quanto mi manca... 

Partiamo dunque, ed ovviamente non viene trasmesso alcun messaggio di benvenuto: le indicazioni dell'autista, per contro, sono solo in rumeno, per cui anche in questo caso c'è poco da raccontare. La guida è del tipo extra-rilassante, il bus sembra procedere su rotaie ed é anche molto silenzioso, quasi fosse elettrico. Mentre comincia ad albeggiare, apro Google Maps per localizzare Sibiu: siamo a circa 265 kilometri, per cui non dovrebbe volerci molto prima di fare questo benedetto cambio e toglierci il pensiero una volta per tutte. Il viaggio procede in effetti molto tranquillo fino alla mia stazione di destinazione, dove l'autista si ricorda del mio cambio venendomi quasi incontro al momento di consegnarmi il bagaglio: con altrettanta gentilezza mi indica poi il terzo Flixbus posteggiato della piazzola, ovvero quello che finalmente mi porterà - speriamo senza ulteriori fuoriprogramma - nell'amata Emilia-Romagna.

DA SIBIU A BOLOGNA

Il livello di questo secondo bus è buono: gli spazi sono più che discreti, i sedili hanno una tappezzeria morbida, la rete Wi-Fi funziona bene (così come l'aria condizionata, sparata a manetta), ci sono due schermi LCD, il bagno, un totale di cinque persone a bordo e soprattutto delle mini-ciabatte elettriche montate sopra ogni coppia di sedili (nonché la maxi-ciabatta posta "sul tetto del bagno", come in occasione del viaggio di andata). Si tratta di una soluzione forse poco elegante ma almeno pratica, sempre che cavo e presa una volta collegati non ti ricaschino sulla testa per il troppo peso o per la lunghezza insufficiente del cavetto USB, che manterrebbe il dispositivo da ricaricare in un precario stato "a penzoloni" tra un passeggero e l'altro. In ogni caso le prese ci sono ed è già qualcosa, il problema di come utilizzarle - o non rimanerne vittime - verrà in un secondo momento. 

Il bus da Sibiu a Bologna: da notare le ciabatte elettriche avvitate sopra ai sedili!

Fa comunque piacere notare come le società consorziate - il nome di questa rumena non é riportato nella porta anteriore, come di solito avviene - facciano il possibile per offrire ai viaggiatori il pacchetto standard offerto da Flixbus, nella sua completezza. Qualcuna ci riesce in scioltezza, altri ci sono quasi, altri ancora arrancano più per apparente disinteresse che per limitazioni tecniche. Io reclino il tavolino per metterci sopra telefono, powerbank e Nintendo DSi XL, ed alle 10:42 la piccola e silenziosa combriccola può mettersi finalmente in movimento. Calcolatrice alla mano, realizzo che sono all'incirca 13.715 i kilometri percorsi via bus sulle strade d'Europa, dal 26 Marzo scorso: posso dunque inserire un "Master in Flixbus" nel mio CV? La domanda sorge sotto il diluvio nei pressi della cittadina di Deva, dove ci fermiamo per una pausa nei pressi del ristorante McDonald's, mentre il bus si popola ed io perdo la mia indipendenza, quando un rumeno tatuato tabagista ed affannato mi si siede di fianco. Mi addormento sulle note di The Boy Does Nothing di Alesha Dixon, trasmessa alla radio. 



Il viaggio procede tranquillo, benché in solo rumeno: sulle strade non c'è traffico e gli autisti riescono a presentarsi costantemente in anticipo presso le singole fermate, circostanza che permette ai viaggiatori di sgranchire le gambe, approfittare di toilette a terra ed acquistare qualcosa presso le stazioni di servizio o alcuni banchetti più o meno improvvisati che si incontrano con regolarità. Tante persone scendono ad Arad, per cui proseguiamo verso Budapest in numero ridotto. Io torno nuovamente e felicemente "single", per cui posso sistemarmi un po' più comodo occupando entrambi i sedili. Dopo una lunga fila per il controllo dei passaporti ci fermiamo in un autogrill ungherese, dove compro dei crostini al gusto pizza, un' acqua alla mela... ed un'acqua e basta. Dopo venti minuti ci rimettiamo in movimento alla volta di Budapest, che sarà la nostra ultima tappa estera prima del rientro in Italia. Ora sul bus si sta davvero bene, tutti sono rifocillati e silenziosi, qualcuno guarda il sole che tramonta dietro le nuvole, io penso alla configurazione da adottare più tardi per provare a riposare ed attivo Shazam per conoscere il titolo di una allegra canzone rumena che accompagna perfettamente il mio stato d'animo rilassato. Buon ascolto!




Alle 21:30 ripartiamo da Budapest, con tanto di proiezione di film su doppio schermo (Bright, quello con Will Smith che fa il poliziotto insieme ad un collega alieno tutto blu) accompagnato dal folk rumeno che cola dagli altoparlanti senza soluzione di continuità. Gli autisti si fanno anche un caffè con una macchina segretissima nascosta in un vano davanti al bagno ma a noi non offrono niente, per cui non possiamo fare altro che fingerci disinteressati come la volpa e l'uva e prepararci per la nuttata. Mentre costeggiamo il romantico Danubio mi tolgo le scarpe e mi faccio un risvolto della parte più alta del calzino sul piede, manovra brevettata per contenere gli odori più "sportivi" (Nike, nel mio caso). Rigonfio il cuscino Rainaco comprato su Amazon, mi stendo la giacca della tuta a mo' di copertina  e - soprattutto, manovra segreta - separo i sedili in senso orizzontale quanto più possibile per aggiungere cinque o sei preziosi centimetri al mio "letto": questa volta il risultato è assicurato, perché riesco a dormicchiare fino a quando non veniamo svegliati per il controllo dei passaporti da parte della polizia slovena. Ci fermiamo per una pausa di quindici minuti e ne approfitto per ricompormi, anche perché mi sono svegliato raggomitolato come un gatto e sento il petto indolenzito. In ogni caso non c'è motivo per non confermare lo stesso setup anche per la seconda parte del viaggio. Senza che quasi mi accorga di nulla, perchè abbandonato in un piacevole torpore, effettuiamo le fermate di Trieste, Mestre e Padova, ed é davvero bello scoprire, provando ad aprire gli occhi inevitabilmente stanchi ed appiccicaticci, che siamo già diretti a Bologna!

Bonus Tip: se le vostre cose continuano a cadere dai tavolini, assicuratele con un elastico!

Se escludiamo la sorpresa del cambio non preventivato, devo dire che anche questo viaggio di ritorno si è svolto in modo tranquillo e ragionevolmente riposante: guida tranquilla, frequenti soste, panorami suggestivi... insomma, le ore sono come sempre volate ed anche se la durata del viaggio può essere fisicamente impegnativa, i soliti accorgimenti affinati nel corso degli ultimi viaggi si sono rivelati efficaci per macinare kilometri senza alcun tipo di (grave) disagio. A conti fatti posso archiviare un'altra piacevole esperienza contraddistinta dai colori sgargianti di Flixbus: torno a casa contento e soddisfatto, ed anche questa volta non passano che poche ore prima che apra di nuovo la app per pensare alla prossima destinazione.

martedì 5 giugno 2018

A Vilnius con Lux Express: la mia esperienza

Non avevo mai viaggiato prima d'ora con Lux Express, una compagnia che invece bisogna tenere in grande considerazione se si vuole compiere un'esperienza di viaggio unica per comfort e dotazioni (almeno per quanto riguarda il trasporto su gomma) e se interessano le destinazioni baltiche servite dalla sua moderna flotta


Mai viaggiato su un bus così moderno e confortevole!

L'impatto con Lux Express è ottimo, il bus da un punto di vista estetico supera a mani basse ogni altro veicolo in transito per le strade della stazione di Varsavia (e non solo) ma sono soprattutto gli interni ad impressionare: ricevuto dal secondo autista l'adesivo per il ritiro del bagaglio una volta giunti a destinazione, mi accoglie un interno vuoto e nuovissimo, con colori moderni (nero, grigio, rosso), bottiglietta di acqua gratis per ogni passeggero, sedili super spaziosi, utilizzo gratuito ed illimitato della macchinetta per le bevande calde, bagno, Wi-Fi e soprattutto tablet personale airplane-style con intrattenimento di bordo (film, telefilm, musica), navigazione Internet, videogiochi e meteo!

Spazio, intrattenimento, servizi gratuiti: viaggiare con Lux Express è davvero uno spettacolo.

Una volta partiti ed allacciate le cinture (è notizia di oggi l'incidente di un Flixbus operato da Bus Company nei pressi di Udine) ed avviata la polleggiata visione del film Birdman, che avrei voluto vedere da un po' di tempo, carichiamo alla primissima fermata una coppia di anziani che sostiene di doversi sedere al mio fianco. All'inizio li respingo con decisione, perché sicuro di sedere nel posto che avevo selezionato su Internet al momento dell'acquisto del biglietto... poi arriva l'autista il quale mi fa gentilmente notare che il mio sedile si trova nella fila posteriore! 

Dispiaciuto e imbarazzato, raccatto telefono, cuffie e zaino per spostarmi... salvo accorgermi che il mio posto - quello vero - risulta già occupato da una avvenente bionda semi-addormentata, con tanto di cuffie in testa. Per non disturbare, ed in preda ai sensi di colpa per l'arroganza con la quale avevo difeso il mio posto nei confronti degli anziani, mi siedo "per punizione" nel sedile a fianco (io ODIO il lato corridoio, per dire), sperando che nessuno nel corso del viaggio reclami proprio quello spazio.

Il sistema di intrattenimento a bordo di Lux Express

Non poter guardare direttamente fuori dal finestrino è un po' una palla, ma tutto sommato sto davvero comodo e mi prometto di fare chiarezza con la signorina non appena arriverà l'occasione utile. Questo non é il Vietnam, dopo tutto, e ci sono delle regole! (cit. Il Grande Lebowski). L'occasione non arriverà, perchè la bionda riprenderà conoscenza pochi minuti prima della sua fermata di arrivo, ma ciò non toglie che il viaggio a bordo di Lux Express sia stato incredibilmente piacevole e confortevole: non solo l'ambiente è in un certo senso elegante, ma si ha anche l'impressione che l'esperienza dei passeggeri sia sempre tenuta in considerazione dagli autisti, essi stessi impeccabili tanto nella guida quanto nel porsi nei confronti del cliente. Il prezzo poi mi sembra assolutamente concorrenziale (€10.00 da Varsavia a Vilnius), per cui davvero spero di avere l'occasione di visitare nuove capitali (penso a Riga, Tallinn, Helsinki e persino Mosca!) accompagnato da questa eccellente compagnia.

A Varsavia con Sindbad: la mia esperienza

Il nostro Sindbad bus, in sosta da qualche parte in Polonia

Dovendo raggiungere un caro amico a Vilnius, in Lituania, scopro che Varsavia potrebbe essere un interessante punto di connessione tra le tratte di AGAT Tours (da Bologna in promozione a €58.00) e Lux Express (da Varsavia €10.00). Inizialmente prevedo di fare un'unica tirata, ripartendo alla volta della capitale lituana appena mezz'ora dopo essere arrivato a Varsavia: mentre mi trovo a passeggio nei dintorni di Copenhagen vengo però raggiunto telefonicamente da una signora polacca che mi avvisa di una recente fusione societaria che ha coinvolto AGAT Tours, con la conseguente necessità di essere "dirottato" su una linea della ditta SINDBAD, partendo con un paio di giorni di anticipo. Mi dico che inserire un city break nella capitale della Polonia non sarebbe così male, dopotutto si tratta di una nazione che non ho mai visitato, ed anche la prospettiva di ripartire verso Vilnius dopo un paio di giorni di riposo mi sembra sensata. Accetto quindi l'offerta, e la gentile signora provvede ad inviarmi via email un secondo titolo di viaggio che sostituisce quello già in mio possesso. 

Il bus di Sindbad per la prima parte del viaggio

Nonostante gli spazi siano più ridotti rispetto ai bus di Flixbus, l'impatto con Sindbad é positivo: l'abbinamento dei colori (in alcuni punti nei toni bianchi e rossi della bandiera polacca) é elegante, i rivestimenti sono morbidi e come nuovi, l'aria condizionata é a manetta ma ricordo sempre che si possono chiudere entrambe le bocchette, c'è una presa elettrica di standard non identificato, tavolini ampi ma come spesso accade non contenitivi (tip: portatevi degli elastici per assicurare i vostri oggetti durante le curve o le frenate) e due prese USB raggiungibili con facilità. Il bus ha un monitor situato più o meno a metà e tutti i passeggeri, tra i quali molte signore polacche, sembrano persone a modo. C'è inoltre una hostess di bordo - Magda, se ho ben capito - molto carina ed attiva che verifica i nominativi, assegna il posto e consegna le etichette adesive per i bagagli, nonostante io abbia già provveduto in modo autarchico. Anche l'autista si presenta in modo impeccabile. Non mi sembra ci sia la connessione wireless (funzionerà solo in Polonia, chiarirà successivamente la hostess), ma apprezzo il fatto di partire con due posti a disposizione, che durante la notte potrebbero essere determinanti per provare a riposare qualche ora. La partenza avviene con cinque minuti di anticipo ed é già ora di mettere in carica il cellulare. Non ho inizialmente informazioni su fermate intermedie ed eventuali soste, gli annunci sono solo in polacco ed è un peccato, trattandosi comunque di un percorso internazionale. Avverto la hostess che non funzionano nemmeno le prese USB, mi dice che avviserà l'autista. Metto i fantasmini al posto dei calzini e slaccio le scarpe per favorire la circolazione nelle gambe, che nei viaggi lunghi é sempre messa a dura prova (ed io consiglio di uscire e sgranchirsi ad ogni occasione utile). A Verona si cambiano gli autisti, tutti vestiti in divisa, e si siede un ragazzo di fianco a me: temo che la nuttata richiederà un reciproco sforzo di coabitazione, visti gli spazi angusti. 

Leggo sul sito di Sindbad che le fermate intermedie saranno dieci: la buona notizia è che, a differenza di Flixbus, dalle 20:25 (Bolzano) alle 08:00 (Slubice) non sono previsti stop per cui, una volta trovata una qualche configurazione per la notte, non ci si dovrà preoccupare di eventuali sconvolgimenti, come gente che scende ed altra che sale, durante le delicate ore notturne. La guida é rilassante e l'atmosfera a bordo rimane silenziosa e piacevole, ben altra cosa rispetto alla tragicomica Francoforte - Bologna con gli autisti di Flixbus in forza alla Cialone Tour. Ulteriore buona notizia: se per il Wi-Fi dovrò aspettare l'ingresso in Polonia, le prese USB hanno ripreso a funzionare e posso ricaricare (anche contemporaneamente, dal momento che viaggio con due cavetti) sia telefono che powerbank. A Trento il bus si va riempiendo. 

A Bolzano cambia il mio compagno di sedile, una signora polacca di mezza età che provvederà gentilmente a tradurmi tutti i messaggi trasmessi al microfono dalla hostess, mentre il bus può dirsi ormai pieno. Avendo separato orizzontalmente i sedili prima che la signora salisse, manovra che non tutti conoscono, ottengo spazio sufficiente per entrambi. Alle 21:05 viene proiettato un film con Pierce Brosnan, con il tipico doppiaggio "alla polacca" (una voce maschile che recita meccanicamente tutte le parti). Meglio infilarsi nuovamente le cuffie JBL e tornare ad ascoltare un po' di metal con Poweramp. Tolgo per metà i piedi dalle scarpe, sempre protetti dai fantasmini, sperando di evitare gli impressionanti gonfiori riportati nel corso del viaggio per e da Copenaghen. 

Il risveglio alle porte di Berlino

Ci svegliamo alle porte di Berlino, anche per il continuo vociare delle loquaci compagne di viaggio polacche: è una bella giornata di sole, il cuscino gonfiabile mi ha permesso di schiacciare qualche intermittente pisolino e penso di poter arrivare nel pomeriggio a Varsavia in una condizione presentabile. Prima di leggere le ultime news su Facebook, ancora senza Wi-Fi, bevo il mio nettare di mirtillo, vero toccasana quotidiano particolarmente utile per occhi e circolazione durante i viaggi. Poco prima dell'ingresso in Polonia la hostess ci informa che dovremo cambiare bus, ognuno in base alla destinazione prevista. Grazie alla traduzione della mia vicina di posto ottengo da Magda un biglietto manoscritto con il numero del nuovo bus e la piattaforma di partenza. Continuo però a non sapere dove ed a quale ora avverrà il cambio: le comunicazioni ai passeggeri continuano ad essere in solo polacco e la circostanza non può non provocare un minimo di smarrimento. Alle 08:30 arriviamo alla stazione dei bus di  Slubice - Port Swiecko, dove ottengo un'ulteriore riprova della bontà del mio mantra, quando si viaggia l'Europa in autobus: 

CHIEDERE, CHIEDERE SEMPRE! 

Non convinto delle indicazioni che mi erano state date da Magda per la coincidenza, perchè mi ritrovo praticamente solo sulla piattaforma e non vedo più valigie nell'area di deposito delle stesse (che qui vengono trasferite automaticamente sui bus di destinazione da personale addetto, come in aeroporto), chiedo informazioni alla hostess di un altro bus che mi fornisce indicazioni nuove e diverse, facendomi oltretutto notare che il bus per Varsavia sta per partire! Pfiuuu... trovo il bus dalla parte diametralmente opposta della stazione (bus 291, piattaforma 2 invece della 13), risolvo una questione con il mio numero di posto (che risulta occupato da un robusto polacco abbastanza indisponente, per un apparente misunderstanding tra i posti 47 e 37) e finalmente trovo un posto, pronto per la partenza che avviene alle 09:20 

Il bus da Slubice a Varsavia

Il bus é più spazioso rispetto a quello della prima tratta, stesse ottime condizioni, peccato che anche in questo caso nessuno parli inglese e faccia apparire le cose più complicate o difficili di quello che sono in realtà. In compenso il Wi-Fi funziona. Anche qui parte subito un primo film nel doppio monitor con doppiaggio in polacco (che comprende anche il titolo del film, all'apparenza francese) e poi un simil-007 chiamato SPY con Melissa McCarthy e Jason Statham i cui spari svegliano tutti me compreso, mentre la hostess prepara delle bevande calde a pagamento nella macchinetta posta davanti al bagno, riempiendo il bus con un profumo avvolgente e famigliare. L'esperienza dell'autostrada polacca è molto rilassante, il traffico è ridotto, il contesto è verde e soprattutto vanno tutti pianissimo, un po' come - mi dicono - negli Stati Uniti. E poi nooooo, quando vorresti rilassarti e goderti un po' di quiete è il momento di un terzo film in visione obbligatoria! Questa volta si tratta di Walk of Shame, del 2014. 

Il viaggio, nel suo complesso, può comunque definirsi piacevole, per quanto il cambio a Slubice non mi fosse stato comunicato in anticipo e l'indicazione errata per la ripartenza alla volta della capitale avrebbe potuto comportare conseguenze spiacevoli. Arrivo abbastanza riposato tra le moderne palazzine di Agfa, Microsoft, Fujitsu, Philips, Sodelco... il tempo è bello e non vedo l'ora di sperimentare il Capsule Hotel nel quale ho scelto di alloggiare per due notti prima della ripartenza per Vilnius.

sabato 26 maggio 2018

A Copenhagen con Flixbus: la mia esperienza

Flixbus generico in partenza da Copenhagen

A partire da questo post cambia il format dei miei diari di viaggio, che d'ora in avanti saranno redatti in tempo reale direttamente sul bus, kilometro dopo kilometro. Forse l'italiano sarà meno affettato e le figure retoriche meno efficaci, ma conto con questa scelta di fornirvi un report più genuino, di stomaco, perchè frutto delle sensazioni e delle emozioni del momento, che questi viaggi - per un motivo o per l'altro - sanno sempre regalare con generosità. Carichiamo il nostro trolley sul bus ed allacciamo le cinture di sicurezza, ci aspetta un viaggio di oltre 3.500 kilometri!

DA BOLOGNA A ZURIGO

Il bus con il quale comincia questa nuova avventura per le strade europee è pulito e tranquillo, l'autista è cordiale ed il piccolo ritardo di quindici minuti segnalato con un SMS prima della partenza non incide sui piani di viaggio. Al momento del check-in una signora africana, alla richiesta del passaporto, risponde "sì, ce l'ho" ed entra senza mostrarlo all'autista, che cortesemente la ferma spiegandole la necessità di verificarlo. Mi siedo di fianco ad un ragazzo, e la signora davanti a me, forse intuendo la mia altezza, alza gentilmente lo schienale del sedile per farmi stare più comodo. Gli spazi a bordo sono medi, ma anche in due c'è comunque posto sufficiente: da non dimenticare, in caso di necessità, la possibilità poco conosciuta di allontanare i sedili tra loro di 4/5 centimetri, per guadagnare ciascuno una maggiore vivibilità. Belle come sempre le vetrate superiori che lasciano filtrare la luce del sole, ottimo il segnale Wi-Fi, mentre le prese elettriche posto sotto al sedile sono scomode perchè succede di doversi quasi chinare sulle gambe del passeggero seduto di fianco a noi per raggiungerle. Uscendo da Bologna, diretti verso l'autostrada, avviene il tradizionale passaggio da una "piazzola a luci rosse" dove fotografo il camper dove la signorina "esercita"... almeno/purtroppo oggi non capita di vedere professioniste che attraversano la strada in topless, come nulla fosse. 

Il nostro bus (ditta STAV, Pavia) fermo nei pressi di Erstfeld, Svizzera

L'atmosfera all'interno del mezzo è veramente fantastica, il vociare è contenuto, l'aria condizionata è attivata ma non in modo esagerato: ciascun passeggero può comunque controllare l'erogazione agendo sulla propria bocchetta, posta a fianco della luce di cortesia. Faccio un piccolo pisolino fino a Piacenza, mangio uno snack/biscotto Gran Cereale (potrebbe interessarvi qualche consiglio su cosa e come mangiare durante i lunghi trasferimenti in autobus? Fatemelo sapere nei commenti!) e quasi senza accorgercene ci avviciniamo a Milano. La piacevole silenziosità dell'ambiente è interrotta da qualche suoneria o notifica di tanto in tanto, per fortuna non eccessivamente pacchiana: mi viene in mente di chiedere a Flixbus di inserire nel messaggio di benvenuto preregistrato l'invito a silenziare i telefoni o inserire la vibrazione, perchè con questo piccolo accorgimento il comfort di bordo migliorerebbe notevolmente, soprattutto nel corso delle tratte notturne durante le quali riposare può essere una faccenda tanto ambita quanto complicata. Suggestivo il passaggio attraverso la città di Como: a scorci di bellezza unica, come il ponte sul lago di Lugano che attraverseremo di lì a breve, si alternano edifici fatiscenti che sembrano provenire da una realtà differente e lontana. Noto che in occasione della salita di nuovi passeggeri non viene trasmesso alcun messaggio di benvenuto né di presentazione dei servizi di bordo, mentre l'autista si limita ad annunciare con qualche minuto di anticipo l'arrivo in stazione (purtroppo solo in Italiano). Dopo una sosta di dieci minuti in autogrill - vedi foto sopra - arriviamo a Zurigo con un ritardo di settanta minuti. Per fortuna il mio piano di viaggio mi lascia un abbondante margine di quasi tre ore per imbarcarmi alla volta di Colonia/Bonn. Approfitto dunque del tempo a disposizione per esplorare la zona dell'autostazione, facendo una passeggiata per sgranchire le gambe e trovando qualche informazione sul traghetto, compreso nel prezzo di Flixbus, che domani ci porterà dalla Germania ad un caratteristico villaggetto della costa danese (Rodby): non vedo l'ora!

DA ZURIGO A COLONIA/BONN

Il bus a due piani con il quale raggiungerò il bellissimo aeroporto situato a metà strada tra Colonia e Bonn è puntuale e molto spazioso, ideale per la notte. Gli autisti sono gentili (uno dei quali italiano) e non troppo formali, sistemo dunque la valigia nello scomparto che mi viene indicato e salgo al secondo piano, più panoramico, dove trovo tantissimi posti a disposizione. Le fermate prima di giungere all'aeroporto, dove sono già stato di ritorno da Londra, saranno solo quattro, per cui con tutto questo spazio a disposizione (e potendo contare su cuscino gonfiabile, mascherina e tappi per le orecchie) spero di riuscire a schiacciare un pisolino prima dell'arrivo previsto per le 05:30. Di più: in un eccesso di ottimismo, punto addirittura la sveglia del telefono per non rischiare di perdere la fermata (gli autisti comunque controllano il numero degli occupanti in occasione di ogni ripartenza, per cui dovrebbero accorgersi se qualcuno rimane a bordo pur senza averne titolo). 

Bus in autostazione presso l'aeroporto di Colonia/Bonn

Questa volta ho portato con me le gocce oculari Iridil (per evitare il fastidioso bruciore post viaggio che mi prende all'improvviso mentre sono a passeggio in una grande città, dopo una notte insonne) e le salviette rinfrescanti, ideali per una prima "ripassata" di primo mattino. I sedili sono grigio/verdi, il parquet elegantemente scuro, la presa elettrica è del comodo tipo laterale, la gente è apparentemente normale ed il comfort di bordo decisamente elevato. Lasciamo dunque Zurigo sotto un intenso tramonto svizzero, salutati dal messaggio pre-registrato in tedesco, inglese e italiano. A Friburgo sale un gruppo di passeggeri pakistani, inizialmente molto entusiasti e rumorosi, che poi si tranquillizzano abbassando i toni. L'aria che esce dalle bocchette è decisamente artica, ma come sempre bisogna ricordare la possibilità di chiudere o socchiudere le bocchette per agire in modo veloce ed efficace sulla temperatura in corrispondenza del proprio posto. Nel complesso faccio un ottimo viaggio, ci fermiamo addirittura in un parcheggio a Bonn perché siamo in anticipo sulla tabella di marcia. Nel corso della nottata nessuno ha russato pesantemente, ed anche il bagno è risultato poco utilizzato: è solo una questione di fortuna, naturalmente, e Flixbus non può garantire - come avviene con tutti gli altri mezzi di trasporto - che le esperienze dei propri passeggeri saranno sempre così lisce. Come anticipato, arriviamo all'aeroporto di Colonia / Bonn con perfetta puntualità. Lì troveremo bagni puliti, sala d'attesa all'interno dell'aeroporto, tabellone delle partenze e magari la bakery Kampus già aperta, dove l'ultima volta mi allontanai di qualche metro dimenticando il trolley alla cassa e destando qualche preoccupazione nella commessa. Unica pecca di questa tratta, la frequente impossibilità di accedere al Wi-Fi di bordo, problema minore perché in Germania, a differenza della Svizzera, siamo comunque sotto roaming UE e possiamo dunque usufruire della stessa tariffa offerta dal nostro operatore italiano (nel mio caso Poste Mobile, con offerta Creami Revolution 6).

DA COLONIA/BONN A COPENHAGEN

La fermata all'aeroporto di Colonia - Bonn é l'ideale per ricaricare le batterie prima dell'ultima tratta di viaggio che mi porterà per la terza volta nell'amata Copenaghen dove avrò, spero, l'opportunità di assistere ad una partita dei mondiali di hockey su ghiaccio! L'aeroporto è nuovo, veramente bello e ben riscaldato, i bagni sono puliti ed in numero adeguato, e nonostante all'ora del mio arrivo (05:30) i negozi siano ancora chiusi, é già possibile acquistare un paio di paste appena sfornate dal self-service Kampus, presso il quale sono disponibili anche sedie e tavolini per fare colazione (il succo ai mirtilli dell'Eurospin me lo sono portato da casa, però). 

Il nostro bus durante una amena sosta a Bielefeld-Brackwede
Uno dei momenti più suggestivi della giornata di viaggio che mi attende sarà, ne sono certo, la traversata in traghetto dalla Germania alla Danimarca, compresa nel prezzo del biglietto di Flixbus (99€ A/R rispettando le condizioni dell'offerta InterFlix). Arriverò al tramonto a Rodby, porto della località (Rødbyhavn) che permette il collegamento dell'isola Lolland al porto tedesco di Puttgarden oltre lo stretto. Tale stretto, leggo su Wikipedia per arrivare preparato, è attualmente navigabile in quarantacinque minuti via traghetto. L'ultima navigazione che feci dovrebbe risalire a quella volta che andai da Civitavecchia a Cagliari, senza grossi problemi se non la noia che ti assale a bordo di Tirrenia.

Wow, in questo soleggiato martedì di Maggio il bus è puntualissimo, pulito e soprattutto semivuoto! Super spazio per le gambe, sedili piacevolmente rigidi, parquet con moquette, autoradio, presa di corrente/USB illuminata e Wi-Fi sono tutti lì ad accoglierti prima che tu abbia il tempo di sederti. Direi che l'impressione é ottima come quella riportata sul viaggio-di-riferimento da Bratislava a Brno: mezzi ed equipaggi delle compagnie tedesche si confermano sempre tra i migliori all'interno della rete europea di Flixbus. L'autista tedesco è preciso e disponibile, veloce nel check-in e risoluto nel lasciare a terra un "aspirante passeggero" di colore senza passaporto. Il viaggio comincia con il messaggio pre-registrato di benvenuto in tedesco ed inglese: tutte le premesse sono dunque positive, tanto più se considero che trascorreró l'intera giornata su questo mezzo, compresa la traversata via mare da Puttgarden a Rodby, che mi auguro suggestiva. Ultima nota: leggere "Stockholm" come destinazione finale del mio bus, e sentire di altri passeggeri diretti a Malmo, mi fa desiderare fortemente di raggiungere anche la Svezia con Flixbus: non rimane altro che attendere una prossima vendita speciale, come quella che mi ha recentemente permesso di acquistare Bologna - Bucarest a €05.99, per approfittarne! 

A parte uno screzio acceso tra autisti di Flixbus, la città di Dortmund mi fa una impressione molto positiva. Molto caratteristica la fermata di Bielefeld-Brackwede (un borgo verde e davvero meraviglioso), dove un piccolo bar apparentemente situato nel nulla ha costruito un vero punto di accoglienza, e di vendita, per i clienti di Flixbus. Attraversare le città della Germania è stata una esperienza impagabile e straordinaria. Amburgo, in particolare, merita una visita separata ed approfondita, possibilmente nella bella stagione. Dopo un cambio di equipaggio a Gremersdorf raggiungiamo finalmente Puttgarden, un porto relativamente piccolo che permette di affrontare l'imbarco sul traghetto con assoluta tranquillità. La giornata è soleggiata, tutte le formalità burocratiche vengono sbrigate dagli autisti ed a noi non rimane altro che salire ai ponti superiori del traghetto per goderci lo spettacolo del blu tutto attorno, ed i tanti servizi (bar, ristorante, fast food, duty free) disponibili a bordo. Quando torniamo sul bus e si apre il portellone, davanti ai nostri occhi si stende la verde campagna danese: partendo da Bologna, Flixbus mi ha permesso di raggiungere una delle mie destinazioni preferite senza affanni, senza sorprese, senza stress. Rimango per un attimo senza parole, mentre ci prepariamo per l'arrivo nella capitale che avverrà con puntualità.

DA COPENHAGEN A FRANCOFORTE

Arrivato alla fermata del bus con una scorciatoia che prevede di passare direttamente dai binari della stazione di Copenhagen (le scalinate poste al termine delle piattaforme 11 e 12 permettono di raggiungere direttamente Inglevadgade senza bisogno di impostare navigatore o altro, comodissimo!), vedo il mio bus in lontananza, ancora parcheggiato dietro a quelli per Rotterdam e Oslo che partiranno prima di noi. Faccio amicizia con un pittoresco (ma confido non ubriaco) autista turco che, tra una canzone turca e l'aver comunicato al collega il mio nome a squarciagola - credo si sia voltata mezza Copenhagen - mi fa gentilmente salire sul bus a due piani con un'ora di anticipo. Sono quindi il primo e mi assicuro uno dei posti in prima fila al piano superiore, un'esperienza che mi sarebbe sempre piaciuto provare! Questo mi insegna che a volte farsi avanti, e provare a chiedere con gentilezza, può sortire effetti insperati. Qui lo spazio per le gambe é più ampio, e spero di potermi muovere a sufficienza per prevenire il gonfiore a piedi e caviglie che si è manifestato al termine del viaggio di andata; é presente naturalmente la presa elettrica, ci sono sportine di plastica trasparenti per i rifiuti ed al posto del piccolo tavolino reclinabile ho a disposizione una abbondante porzione di cruscotto. Il collegamento Wi-Fi viene invece solitamente attivato al momento della partenza, per cui dovrò aspettare ancora un po' prima di navigare gratuitamente. Sul cruscotto sono inoltre presenti due monitor: uno proietta cosa abbiamo davanti al bus, l'altro sembra invece non funzionare. C'è anche una cornetta telefonica in mezzo, dallo stile un po' retro, ma per sicurezza non tocchiamo. Anche la temperatura a bordo del bus é perfetta. Di fianco a me si siedono due innamoratini tedeschi, che spero non vorranno abbandonarsi ad eccessive effusioni con la complicità delle tenebre. Lei mi sembra abbastanza sobria, comunque. Punti a sfavore di questi posti potrebbero essere la relativa lontananza del bagno (comunque mai usato nel corso dei miei viaggi) e l'impossibilità di oscurare le vetrate poste davanti e di fianco a me, poco rilevante se si considera che di solito nessuno tira le tende. Non vedo l'ora di partire per cominciare a bivaccare con tutti i viveri che ho comprato da Rema 1000, più Facebook, musica con Qobuz (servizio scadente ma in prova gratuita per tre mesi, al quale dal prossimo viaggio affiancherò un paio di cuffie bluetooth JBL) e Nintendo DSi XL. Questi posti in prima fila sembrano davvero una benedizione, e l'esperienza "in prima persona", già provata sui double-decker a Londra, regala una divertente sensazione di immersione nel traffico, da first person shooter.

Il nostro bus della ditta Franz Urban, che l'autista mi voleva impedire di fotografare...

Partiamo alle 22:11, con quei piccoli ritardi che gli autisti possono recuperare senza problemi nel corso delle lunghe tratte. La vista dalla prima fila é spettacolare, sembra di giocare a Ridge Racer su PlayStation! I tedeschi di fianco a me si addormentano abbracciati, mentre io consumo un discreto tramezzino, qualche albicocca secca, un Kit-Kat ed un sorso d'acqua. A disposizione per le prossime ore terrò un piccolo brik a base di succo di ribes e proteine del promettente marchio STAY STRONG: speriamo di non avere bisogno di un supporto così convinto! Il Wi-Fi non sembra funzionare a dovere, almeno nelle prime fasi di viaggio. A bordo fa decisamente freschino, per cui indosso una maglia in più e chiudo le bocchette poste sopra ai miei sedili. Confermo che in questi posti è molto più facile trovare la posizione giusta per provare a prendere sonno e riposare, facendo letteralmente volare le ore. Data la comodità del posto non ricorro al cuscino gonfiabile ma utilizzo il cappuccio della felpa (altro consiglio che vi offro) che può essere un valido sostituto per appoggiarsi al finestrino in modo confortevole. Purtroppo gli annunci in occasione delle fermate intermedie avvengono solo e sempre in tedesco, un peccato perché non riesco a capire la durata della sosta e se avrò tempo di scendere per sgranchirmi le gambe e riattivare la circolazione dalla vita in giù. Decido allora di aspettare allora la classica sosta in autogrill, generalmente di una ventina di minuti, sperando che gli autisti l'abbiano messa in programma. 

Un modo per determinare la durata di ogni singola sosta ci sarebbe: la App di Flixbus consente infatti di conoscere l'orario di partenza previsto in ogni stazione, per cui confrontandolo con l'orario di arrivo in quella località potremo farci una idea del tempo a disposizione prima di continuare il viaggio, secondo la tabella di marcia pubblicata sul telefono. Nel nostro caso la previsione è rispettata con eccezionale puntualità: ripartiamo ad esempio da Osnabruck alle 08:26 contro le 08:25 previste sulla app dal piano di viaggio: bel lavoro, Flixbus. 

Mentre ricarico le batterie del telefono provo a riconnettermi ad Internet alle otto del mattino, dopo una nottata tranquilla ma abbastanza insonne, ed il sole di Osnabruck ci porta bene: Internet funziona! Tornando per un attimo sull'argomento del sonno, o meglio della mancanza di esso, non oso immaginare in quale stato arriverò domattina a Bologna dopo una seconda notte di viaggio. In un modo o nell'altro arriveremo, penso, ma il consiglio che mi sento di dare é quello di tenervi - se andate in vacanza soprattutto - la giornata di arrivo come uno "scarico", ovvero una giornata che non vivrete al meglio delle vostre forze, in attesa di riposare compiutamente su un letto vero. Scordatevi, insomma, di arrivare freschi e riposati e di poter vivere una giornata normale o produttiva dal punto di vista fisico e mentale. Piccoli trucchi per ravvivare il proprio stato, mentre il nostro autista turco continua a declamare a gran voce le prossime fermate in attesa di ripartire da Osnabruck alla volta di Dortmund, sono l'utilizzo di salviette rinfrescanti e di collirio defatigante, senza dimenticare una idratazione continua per tutta la durata del viaggio (in caso di necessità c'è sempre la toilette a bordo). Leggermente più complicato il discorso pettinatura, ancor di più se anche i vostri capelli - come i miei - hanno la fastidiosa tendenza ad impazzire nel corso delle ore notturne. Come nel caso del viaggio di andata, vedere scorrere le strade delle città tedesche dal finestrino é essa stessa un'esperienza da vivere, specialmente in queste belle giornate di Maggio: mentre ricordo ancora quanto fui favorevolmente colpito da Amburgo durante il viaggio di andata, continuo a vedere ed apprezzare tanto verde, ordine, pulizia, persone che passeggiano o pedalano tranquille tra negozi, attività, centri sportivi. Sono semplici e fugaci "sensazioni", certo, ma abbastanza intense da farmi prendere in seria considerazione la Germania come meta turistica degna di rispetto. Il viaggio di ritorno, per il quale in base al regolamento dell'offerta InterFlix ho dovuto scegliere un percorso diverso da quello di andata, si distingue sostanzialmente per un solo cambio a Francoforte (contro i due precedenti a Zurigo e Colonia/Bonn) e, soprattutto, per l'assenza del viaggio in traghetto, un'esperienza bellissima ma che nelle ore notturne avrebbe perso gran parte del suo fascino. Alla fine del viaggio, il conto totale dei kilometri percorsi si assesterá all'incirca sui 

3.529 Km!

Soddisfatto, chiudo gli occhi baciato dal sole e, mentre procediamo spediti sulla autobahn, mi ascolto Heroes, inno ufficiale che mi risveglia le trascinanti emozioni dei campionati mondiali di hockey ai quali ho assistito a Copenaghen.



Il fattaccio. Durante la sosta a Dortmund ne approfitto per fare due passi e fare qualche foto al nostro bus, come d'abitudine... e qui l'autista perde qualche punto nel momento in cui sembra andare su tutte le furie per il fatto di aver io fotografato il "suo" bus. Gli spiego in inglese che fare foto (in luoghi pubblici) é quello che i turisti di solito fanno, e che ho un minuscolo blog sul quale descrivo le mie esperienze con Flixbus... ma lui si rivolge in turco scomposto ai colleghi mimando il gesto del fotografare e cercando di ottenere - per la verità del tutto inutilmente - una qualche solidarietà o intervento da parte loro. Decido di fregarmene alla grande e, anzi, di fotografare un secondo Flixbus di provenienza olandese che parcheggia di fianco al nostro, ma certamente rimango dispiaciuto non solo per l'atteggiamento adottato nei miei confronti ma anche per una certa arretratezza culturale che - a mio parere - Flixbus dovrebbe aiutare i suoi autisti a lasciarsi alle spalle. Anyway, "acqua passata", come direbbe Walter ne Il Grande Lebowski: quello che conta veramente è che ripartiamo puntuali alla volta di Francoforte, dove spero di poter disporre di una buona connessione Wi-Fi per poter seguire Palermo - Cesena su iPad!

DA FRANCOFORTE A BOLOGNA

Dopo una tranquilla pausa presso la stazione di Francoforte, dove purtroppo McDonald's non mi offre il Wi-Fi per vedere la partita su Sky Go costringendomi a scatenare tutta la Potenza di Poste Mobile in roaming, riesco fortunosamente ad intercettare la chiamata - che avviene solo in tedesco, altra tirata d'orecchie d'obbligo - per il mio Flixbus diretto a Bologna e poi Roma. Nonostante la partenza perfettamente puntuale, il bus appartiene a quello Standard Basso al quale mi hanno ormai abituato le tratte che coinvolgono il centrosud. Solito modello Classic ed ingiallito, non pulitissimo e pure ammaccato (il vettore si chiama Cialone Tour, Frosinone), con ampie vetrate e colori pastelli, con un giovane autista romano che ascolta le partite al telefono ed un collega con accento bergamasco che a pochi minuti dalla partenza ci delizia con una lunga teoria di "cazzo", "figa" e "porca troia". Senza contare, aspetto più grave, la scarsa disponibilità accordata nei confronti di alcuni passeggeri che rincorrono il bus a pochi metri dalla partenza, ai quali l'autista del nord inizialmente risponde "eh no, cazzo, abbiamo già chiuso", come se il mezzo fosse stato blindato e non ci fossero più posti disponibili. Con nessuna delle due circostanze rispondente al vero, ovviamente. 

Cialone Tour, rimandata a Settembre.

Altri "cazzi" volano quando il navigatore preannuncia sedici minuti di code appena usciti da Mannheim, probabilmente a causa di una qualche maratona, che se trasportassi dei maiali ancora ancora, ma con cinquanta persone a bordo né tu né l'azienda che rappresenti fate una bella figura a fronteggiare l'imprevisto in quel modo. Non pago, lo stesso autista farà pagare un supplemento-bagagli ad un poveretto la cui valigia era assolutamente in linea con quelle che ho visto caricare nel corso dei miei recenti 8000 kilometri con Flixbus, per le quali nessuno si era mai sognato di eccepire nulla (come giusto che sia, se una ragionevole elasticità nelle politiche della gestione dei bagagli deve diventare essa stessa un selling point per promuovere il trasporto su gomma). E dulcis in Flixbus, lo stesso conducente riceve molte indicazioni dell'autista più giovane (ometto il nome) quando è il momento di mettersi al volante (col finestrino aperto, come si fa di solito per rimanere svegli), quasi si trattasse di una delle sue prime guide (e allora perché tanta spocchia?!?). L'aria condizionata - per non sapere fare né a leggere né a scrivere - viene sparata a mille e la mia vicina di posto comincia a stendersi un maglione sulla pancia a guisa di copertina, ed io la seguirò a breve perché coprire adeguatamente il pancino, si sa, fa un mondo di differenza. Lo spazio per le gambe, almeno quello, è comunque discreto, mentre le prese elettriche sono montate sì lateralmente ma con un'assurda placca a quarantacinque gradi mai vista prima e che, conoscendomi, richiederà tutta la mia perspicacia di Giovane Marmotta per capire come attaccarci una spina. Un po' meglio vanno invece le due prese USB montate in modo classico e facilmente raggiungibili. Se avrete con voi due cavetti USB, inoltre, potrete ricaricare più velocemente alcuni dispositivi (come molti powerbank, ad esempio) che supportano questo tipo di quick charge

Come c'era da aspettarsi, non viene dato alcun messaggio di benvenuto, mentre il Wi-Fi non può essere utilizzato perché al momento della connessione non viene visualizzata la pagina di login. E già penso a quanti ulteriori giga dovrò sborsare in serata per vedermi Canada - Finlandia di hockey o la finale dell'Eurovision Festival, due ottime scelte per far scorrere le ore e provare poi a riposare un pochetto. 

La guida appare sin troppo brillante, come se ci trovassimo su un aereo nel corso di una interminabile fase di decollo, il bus vibra e sobbalza in modo evidente (ed anche leggermente fastidioso se ci devi trascorrere sopra quattordici ore, per dire) ed in autostrada alcuni automobilisti ci suonano perché - probabilmente - occupiamo una corsia non destinata agli autobus. La mia speranza é che, essendo previste sette fermate intermedie prima dell'arrivo in Emilia, ci sia comunque sempre la possibilità di fare un check-up meccanico nel caso vibrazioni e sobbalzi raggiungessero livelli allarmanti. Ed una ulteriore consolazione, benché magra, deriva dalla constatazione che se mi trovassi a bordo di un aereo-carretta per un lungo viaggio il mio disagio sarebbe ancora superiore. In ogni caso pensi che tu il biglietto l'hai pagato, e che in fin dei conti sono un po' problemi loro. Da parte mia sono curioso di vedere in quali condizioni arriverò domattina a Bologna, dopo due notti passate accampato sull'autobus: la rinfrescata che sono riuscito a darmi in stazione a Francoforte mi ha sicuramente risollevato, ma è indubbio che due giornate consecutive di riposo precario non possano non farsi sentire. Alle 18h30 risulta ancora impossibile loggarsi al Wi-Fi di bordo, per cui per la partita di hockey attivo il mio traffico dati. In attesa di fare una fermata in autogrill di venti minuti subito dopo la città di Ulm, mangio qualche albicocca secca (buonissime anche a pezzetti nello yogurt bianco) comprata a dieci corone da Rema 1000. All'autogrill visito uno dei bagni più tecnologici e puliti che abbia mai visto (con tanto di ciambella autopulente, €0.70 spesi bene) e compro una bottiglia di acqua gassata, un panino con formaggio e salame ed una fetta piuttosto abbondante di torta alle mele, che qua è una vera specialità. Orfano di Internet per "un problema all'antenna" e perché nel frattempo ho finito il traffico internazionale compreso nella mia tariffa, non mi rimane che attendere l'ingresso in Italia - una volta oltrepassate Svizzera o Austria - oppure accendere direttamente il Nintendo per una partita a New Super Mario Bros, sperando di avere ancora un minimo di lucidità per superare un paio di passaggi impegnativi con i quali continuo a confrontarmi ormai da settimane. 

Ad un certo punto, mentre i "cazzo, é sabato sera!" e "porca troia" nemmeno si contano più, qualcuno là davanti si prepara un caffè con la macchinetta Lavazza senza che ai passeggeri venga offerto o anche solo proposto nulla. Agli autisti della Cialone Tour bisognerebbe spiegare la differenza tra il trasporto di maiali e quello di passeggeri paganti, perché nel corso di questo viaggio sgangherato ho avuto l'impressione che il concetto nella loro mente sia ancora confuso. Il conducente bergamasco (ometto il nome) chiede a gran voce un Moment per il mal di testa e fa battute poco opportune con la polizia tedesca ("24 persons, easy!!") che ci ferma in nottata per un controllo, durante il quale i passaporti ci vengono temporaneamente requisiti e due passeggeri (uno di colore, l'altro forse turco) vengono invitati a scendere ed aprire i loro bagagli: non li rivedremo più a bordo. Questi due Gianni & Pinotto sembrano prendere tutto come un preoccupato e preoccupante gioco, con comunicazioni improvvisate, la maggior parte solo in italiano e altre in un improbabile inglese, senza preoccuparsi per un solo istante di aspetti diversi dai loro interessi, dalle loro problematiche lavorative, dal loro umorismo, dal bisogno di fumare o dal languore dei loro stomaci. A questo punto ogni valutazione su puntualità e ritardi passa in secondo piano, in un mix memorabile - per le ragioni sbagliate - di servizi non funzionanti, approssimazione ("Ci siete tutti? Ve lo chiedo perchè non c'ho voglia di contare"), disordine e nessun accenno di orientamento al cliente. Se solo questi due potessero fare una settimana di affiancamento con i colleghi tedeschi, belgi o olandesi con i quali ho viaggiato nelle ultime settimane, si accorgerebbero di stare svolgendo due mestieri completamente diversi, offrendo ai nostri connazionali ed ai viaggiatori di altri Paesi l'immagine triste di un'Italia volgare, sgangherata e concentrata solo sulla propria sopravvivenza.