giovedì 5 luglio 2018

Riparare un joypad USB del Super Nintendo / SNES


Oggi sono sempre di più, ed alla portata di tutti, le occasioni che abbiamo per riscoprire e rigiocare i classici del passato. Per quanto riguarda in particolare l'universo delle console ad 8 e 16 bit Nintendo, le opzioni a disposizione degli appassionati spaziano dai canali ufficiali, come il servizio Virtual Console o le riproposizioni delle console originali in versione Mini, ai canali fai da te che prevedono l'utilizzo di emulatori o - ancora meglio, a mio avviso - il collegamento di un mini computer Raspberry Pi 3 Model B alla TV di casa. 

Se fate parte del secondo gruppo (circostanza che non vi marchia automaticamente come pirati, se come me avete ancora console e giochi originali!), avrete con ogni probabilità acquistato anche un joypad USB che riproducesse le fattezze di quello originale, per rendere l'esperienza di gioco ancora più autentica e retro. I pad che ho acquistato io, pizzicando come sempre tra i modelli più economici (circa tre o quattro euro l'uno su eBay, spese di spedizione incluse), ricordano da vicino quelli del mio amato Super Nintendo in versione americana ma hanno da subito manifestato un problema con la croce direzionale, che per fortuna è possibile risolvere velocemente ed in modo più o meno creativo. Vediamo di cosa si tratta.



Il problema nel quale potreste incorrere a pochi minuti, o ore, di utilizzo è il malfunzionamento della croce direzionale, e più precisamente l'impossibilità di spostare il vostro personaggio a sinistra ed in alto. Aprendo il joypad (nella foto vedete il piccolo cacciavite che ho utilizzato io per rimuovere le cinque viti) noterete la semplicità della componentistica interna, che permette con una rapida occhiata di identificare la causa dell'inconveniente.


I quattro pulsanti ABXY non presentano problemi di funzionamento: la guaina elastica (è una dicitura impropria, mi riferisco alla "piattina di gomma" di colore bianco visibile in foto che fa tornare in posizione il pulsante una volta che lo si è premuto) interposta tra i pulsanti ed il circuito stampato è fissata in modo sufficientemente stabile, grazie ai due ancoraggi che vedete in foto.



Discorso diverso per quanto riguarda invece la gomma posta in corrispondenza della croce direzionale: per un errore di progettazione o per una volontà di risparmio dei costi, questo elemento risulta ancorato su un solo lato, al punto che l'ancoraggio assume piuttosto la funzione di un perno attorno al quale la gomma tenderà a scivolare durante l'utilizzo del joypad nella direzione indicata dalle frecce.


Notate in particolare come, in corrispondenza del piccolo cerchio rosso, uno dei supporti che dovrebbero contribuire a tenere la gomma in posizione risulti già coperto e quindi superato da essa: in questa configurazione non vi è quindi nulla, ad esclusione della  leggera pressione esercitata dai due lati del joypad avvitati tra loro, che assicuri la piattina di gomma nella sua posizione corretta, ovvero in corrispondenza delle quattro direzioni e rispettive diagonali.


L'effetto dovuto ai movimenti nel corso del gioco ed all'azione della forza di gravità sarà quello visibile in foto: la guaina ruoterà attorno al perno e si sposterà millimetro dopo millimetro verso il basso, lasciando progressivamente scoperti i contatti in corrispondenza della direzione alto e di quella sinistra.

Soluzione numero 1: limare!


La prima soluzione che vi propongo è quella di armarvi di una lima, come quella che si utilizza per le unghie, per abbassare l'altezza di uno degli elementi di plastica sui quali la gomma poggia e che nella loro forma originale contribuiscono a renderla instabile.


Nella foto qui sopra vedete il dentino che è opportuno limare affinchè la posizione della gomma sia corretta, e l'elemento cilindrico nella parte inferiore che deve contribuire a tenerla ferma possa svolgere la sua funzione.



Nelle due foto qui sopra vedete la situazione della gomma prima e dopo la limatura del dente di plastica. Originariamente, anche per effetto dell'elemento di plastica troppo alto e sporgente, la gomma si trova in una situazione già compromessa, in quanto la sua posizione a riposo appare già coprire - invece di essere bloccata da esso - il cilindretto che ho cerchiato in colore rosso. Per effetto della limatura, invece, la gomma si trova posizionata più in alto lasciando libero il piccolo cilindro di fungere da limite inferiore per i suoi movimenti. 

Soluzione numero 2: ago & filo!


Dal momento che stiamo parlando di componenti low-cost, con i quali ci si può anche divertire sperimentando soluzioni più azzardate e creative, ho modificato un secondo joypad limitando i movimenti della piastrina di gomma con una certosina combinazione di ago e filo...


Come vedete in foto, ho praticato un foro minuscolo nella gomma, perchè l'integrità della sua già debole struttura non venisse intaccata, e vi ho fatto passare un normale filo di cotone che ho poi avvolto attorno alla struttura di plastica che sostiene il pulsante dorsale soprastante (si tratta di quello sinistro, una volta girato il joypad).


Trovato l'appiglio, ho annodato il filo cercando di lasciargli quanto meno spazio di movimento possibile. Si tratta di applicare un giusto mezzo: un nodo troppo stretto rischierebbe di rovinare la gomma - tagliandola - in corrispondenza del buco a fronte di qualsiasi sollecitazione, mentre uno troppo largo vanificherebbe l'intento dell'operazione.


C'è di più: una volta annodato il filo attorno alla base del trigger sinistro (che si trova dalla parte destra nel momento in cui fate l'operazione), l'ho ulteriormente assicurato alla stessa premendoci sopra la piccola basetta che contiene il contatto di quel pulsante. In questo modo ho cristallizzato il nodo, che dovrebbe mantenere la sua larghezza almeno fino a quando il filo di cotone non si romperà.


Mentre non ho ancora messo a dura prova la prima soluzione, che vale comunque la pena provare se non altro per la facilità con la quale può essere applicata al joypad, posso invece confermarvi che ago e filo stanno tenendo alla grande, con l'unica incognita legata non tanto al progetto, quanto alla tenuta di un sottile filo di cotone. Con un filo da pesca, ad esempio, si potrebbe ottenere lo stesso risultato ma con garanzie ben maggiori circa la durata della riparazione. Sarà comunque necessario scegliere un filo che, per struttura e diametro, non eserciti troppa forza sulla gomma attraverso la quale lo abbiamo fatto passare, motivo per il quale ho scelto di effettuare un primo tentativo con materiali più delicati. E ora è tempo di tornare a giocare a Mario's Picross!

domenica 1 luglio 2018

Flashcard EZ-FLASH IV - Consigli per la sostituzione della batteria

I dettagli tecnici su questa flashcard sono disponibili su www.ezflash.cn/prod uct/ez-flash-iv

Dopo anni di funzionamento senza problemi, è capitato anche a me che la batteria interna di questa conosciuta ed affidabile flashcard per Nintendo Gameboy Advance (SP, nel mio caso) non permettesse più il salvataggio del progresso di gioco, all'interno dei titoli che prevedono questa possibilità. 


"First in or Not Enough Power"Se all'accensione leggete questa scritta sul display del vostro GBA, e non viene attivata la procedura di scrittura dei dati dell'ultimo gioco al quale avete giocato, è probabile che la batteria della EZ-Flash IV abbia fatto il suo corso e debba essere sostituita.

Escluso da subito il caso di un difetto congenito di saldatura o di una rottura accidentale, dal momento che la mia EZ-Flash IV ha sempre funzionato bene e non ha mai subito urti, ho quindi preso informazioni in rete per la sostituzione della pila. Ho voluto scrivere questo breve post perchè la scelta della nuova batteria da montare non è sempre facile, e c'è una soluzione intelligente che può non solo ripristinare la funzionalità della vostra card, ma addirittura migliorarne la tenuta nel tempo. Ecco quindi i miei consigli.


Se ogni tanto vi ritrovate ad aprire il cofano di qualche cellulare, cartuccia o altro dispositivo elettronico, la prima "dritta" che mi sento di darvi è quella di avere in casa un kit di cacciaviti ed altri strumenti da leva adatti a questo scopo: vi segnalo che su eBay sono disponibili diversi kit low-cost, il mio è quello che vedete in foto ed è stato acquistato qui per €07.94, spese di spedizione comprese.


Una volta aperta la cartuccia, svitando la sola vite che ne tiene uniti i due gusci, accederete facilmente all'interno della EZ-Flash IV, che si presenta come da foto. Noterete subito che la batteria dispone di due linguette di contatto pre-saldate, per cui dovrete scegliere se acquistare una batteria di ricambio senza contatti, che dovrete quindi adattare, oppure una che venga già fornita di lamelle saldate ai due poli positivo e negativo.


Quello che ho scoperto cercando informazioni sui forum per la scelta della batteria sostitutiva ed il relativo montaggio, è che è possibile montare sulla propria flashcard una batteria ricaricabile, che inizialmente veniva fornita di serie ma fu successivamente dismessa per contenere i costi del prodotto (o aumentare i margini di profitto del costruttore, che ha senso). A fronte di un costo leggermente superiore rispetto ad un modello standard, si avrà quindi una riserva di carica dotata di una maggiore longevità, dal momento che la batteria verrà ricaricata ad ogni ricarica della console. Individuare la batteria giusta e più semplice da montare è quindi il passaggio più importante per non perdere tempo, non buttare soldi e garantire alla propria EZ-Flash IV ancora tanti anni di onorato - ed in un certo senso anche ecologico - servizio. 

Vi assicuro che trovare il modello giusto non è agevole, dal momento che su eBay sono disponibili diverse scelte all'apparenza tutte simili tra loro, ma che in realtà si differenziano al punto - e parlo per esperienza personale - da non risultare compatibili con la vostra scheda e le sue necessità di alimentazione. Dopo un paio di tentativi andati a vuoto, e che voi vi risparmierete, posso confermarvi che se vorrete sostituire la batteria esaurita della vostra Ez-Flash con una nuova e ricaricabile, sarà sufficiente cercare il modello PANASONIC VL-2020 del tipo a 180 GRADI. Per ulteriore chiarezza ecco uno screenshot della pagina eBay sulla quale ho acquistato due batterie, al costo totale di €11.40


Una volta identificata ed ordinata la corretta batteria ricaricabile, la seconda parte del lavoro prevede un impegno di tipo puramente manuale, per cui dovrete essere in grado di dissaldare la vecchia batteria e saldare la nuova, oppure trovare qualcuno che lo faccia per voi, rassicurandolo sul fatto che l'intera operazione non richiederà più di cinque minuti. Di seguito vi mostro la Panasonic VL-2020 che ho montato sulla mia scheda, con due ulteriori dettagli sulla sistemazione interna della batteria e la doppia saldatura, particolarmente precisa e pulita, che ho fatto eseguire dal mio elettricista.




Una volta effettuata la saldatura e richiusa la cartuccia, è opportuno provvedere ad una prima ricarica della batteria: per questo ho collegato il mio GBA SP alla presa di corrente, l'ho accesso, ho avviato un gioco che possiedo anche in versione originale, ho richiuso lo schermo (ed azzerato il volume) e lasciata la console in questo stato per quattro o cinque ore. Conclusa questa prima carica, ho giocato il primo livello di Super Mario Advance 2 (ovvero Super Mario World per Advance), effettuato il salvataggio, spenta e riavviata la console...


Con grande soddisfazione, alla riaccensione del Gameboy non è stato più visualizzato il messaggio di errore relativo allo stato della batteria, bensì il normale avviso di salvataggio dell'ultimo titolo giocato (la procedura di salvataggio può essere anch'essa personalizzata, se non ricordo male), seguito dal menu di selezione della EZ-Flash IV. Se quindi anche la vostra scheda dovesse essere a corto di energia, il mio consiglio è quello di seguire questi semplici passaggi:
  1. Tenere in casa un kit di levette e cacciaviti per aprire qualsiasi tipo di cartuccia o dispositivo
  2. Dissaldare i contatti della batteria esaurita, rimuovendola dalla EZ-Flash IV
  3. Sostituire la vecchia batteria con una di tipo ricaricabile: la scelta corretta è quella della PANASONIC VL-2020 con linguette del tipo a 180 GRADI
  4. Saldare i due contatti della nuova batteria, rimontare la cartuccia, inserirla nella console e tenerla accesa per quattro o cinque ore, al fine di effettuare una prima ricarica della pila
  5. Avviare un gioco che preveda la possibilità di salvare il proprio progresso, effettuare il salvataggio all'interno del gioco, spegnere la console e riavviarla per verificare che il save state venga effettivamente scritto in modo permanente sulla scheda
Spero che, una volta seguita questa semplice guida, anche la vostra EZ-Flash tornerà a nuova vita e pronta a donarvi tante altre ore di sano retrogaming!