lunedì 31 agosto 2020

Recensione RAMOS - MY MANY SIDES

Ramos
Recensione: My Many Sides


Lasciati gli Hardline, formazione nella quale aveva militato per tredici lunghi anni, il chitarrista Josh Ramos pubblica il suo album di debutto per Frontiers e lo fa radunando attorno a sé un gruppetto di amici niente male: non servono molti ascolti per comprendere come circondarsi non solo di comprimari capaci, ma anche di una girandola di interpreti che spaziano da Eric Martin a Danny Vaughn, passando per Herry Hess e Tony Harnell, sia un po’ come stipulare un’assicurazione sulla riuscita del lavoro. 

Distante dalla pulizia formale e stilistica della band di provenienza, Ramos propone dodici tracce di rock sporco e sanguigno, affidato senza riserve all’estro delle sue linee vocali. Disco di atmosfere dense e sentimenti forti (“Unbroken”), “My Many Sides” contiene quel genere di canzoni – appartenenti alla tradizione a stelle e strisce – che aspirano ad entrarti dentro, e che canti in auto con espressione malinconica e sofferta, piuttosto che abbandonarti ai suoi timidi ritornelli. 

Non sono brani da sottovalutare, in ogni caso, perché dotati di un groove elegante ed al tempo stesso ferroso, figli di un cammino artistico importante e collocati volutamente fuori dal (nostro) tempo, pur di non suonare derivativi.

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Ascoltato con

Cuffie Superlux HD-668B
DAC LH Labs Geek Pulse (ESS9018K2M Core)
Alimentatore LH Labs Linear Power Supply
Filtro Audioquest Jitterbug
Software Foobar2000 ver. 1.3.16 (WIN10 Pro / 64bit)

martedì 25 agosto 2020

Recensione DUKES OF THE ORIENT - FREAKSHOW

Dukes Of The Orient
Recensione: Freakshow

Il progetto Dukes Of The Orient nasce dalla collaborazione tra il vocalist britannico John Payne (ex-ASIA, GPS) ed il polistrumentista statunitense Erik Norlander (Last in Line, Lana Lane, Rocket Scientists) e costituisce una ideale continuazione dell’esperienza che i due artisti hanno avviato negli Asia Featuring John Payne, costola degli ASIA nata in seguito alla decisione del loro tastierista Geoff Downes di riformare la line-up originale. 

Abbandonato ogni esplicito riferimento agli ASIA come segno di rispetto in seguito alla scomparsa del cantante John Wetton, Payne e Norlander hanno dato un nuovo nome alla loro formazione e contemporaneamente tracciato la via di un AOR di respiro internazionale, reso ancora più originale da una spruzzata di Prog atlantico. 

Nonostante una intro che difficilmente si potrebbe definire scoppiettante, “Freakshow” non impiega molto a scoprire le sue carte: il disco nato sulle due sponde dell’oceano è una collezione di strutture mature e flessibili, sulle quali viene naturale innestare chorus tranquilli, interventi di tastiera a là Marillion, qualche nota di sassofono ed alcuni timidi accenni di chitarra rock.

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martedì 11 agosto 2020

Recensione BLACK ROSE MAZE - BLACK ROSE MAZE

Black Rose Maze
Recensione: Black Rose Maze

Frontiers Music ha in questi anni contribuito a ridefinire la missione di una “casa discografica”: partendo dal tradizionale business della pubblicazione/distribuzione di nuovi lavori, l’etichetta con sede a Napoli è infatti diventata – complice l’indiscussa credibilità costruita negli anni – un crocevia di contaminazioni e collaborazioni, molte delle quali promosse attivamente dalla label stessa. 

In questo modo le opportunità per i musicisti coinvolti nei suoi progetti si sono moltiplicate, creando nuove possibilità espressive (ed occasioni di lavoro) ed offrendo visibilità ad una girandola di talenti in grado di supportarsi l’uno con l’altro. Tra i maggiori beneficiari di questo meccanismo, che per impulso produttivo potremmo avvicinare alle dinamiche autarchiche e circolari di Netflix, vi è la categoria dei cantanti: professionisti di riconosciuto mestiere e/o esperienza che, in alcuni casi, non hanno legato le proprie fortune al sistema socialmente complesso della band, e che Frontiers è in grado di abilitare costruendogli attorno team di professionisti ad hoc. 

La canadese Rosa Laricchiuta rientra a pieno titolo nella categoria: originaria di Montreal, Rosa è stata cantante, compositrice, performer, concorrente della locale edizione di “The Voice” ed autrice di due album prima di approdare alla corte dell’etichetta italiana.

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lunedì 10 agosto 2020

Recensione LIONVILLE - MAGIC IS ALIVE

Lionville
Recensione: Magic Is Alive

Formati a Genova dieci anni orsono dai fratelli Stefano ed Alessandro Lionetti, i Lionville giungono con “Magic Is Alive” alla pubblicazione del quarto album (il secondo per Frontiers), forti dei consensi raccolti dalle uscite precedenti e di un cantante – lo svedese Lars Säfsund (Work Of Art, Enbound) – in grado di proiettare immediatamente la band in un contesto ancora più internazionale. 

La via italo-svedese al rock melodico tracciata dai Lionville è dolce e sinuosa, corale e matura, solida e ragionevolmente prevedibile come gli amanti di queste sonorità chiedono. 

Grazie ad alcuni arrangiamenti che rifuggono le soluzioni troppo semplici, “Magic Is Alive” è sì ortodosso in tutti i suoi aspetti AOR – dai ritornelli ai suoni – ma mai banale: ogni brano presenta infatti una piccola virata inaspettata, un ricamo complesso oppure un’improvvisa accelerazione che lo rende se non unico, almeno in grado di comunicare una voglia di farcela superiore alla media.

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martedì 4 agosto 2020

Sostituzione lente HOP-14XX su XBOX 360 Fat

Non ho conoscenze tecniche e questo non vuole in alcun modo essere un tutorial, ma solo una serie di appunti che mi hanno aiutato a svolgere l'operazione restituendo una nuova vita al lettore Benq della mia Xbox 360.
  • Problema della mancata lettura del disco, una volta inserito nel lettore, dovuto all'usura della lente (inutili i tentativi di pulizia della stessa o di taratura del diodo come suggerito sul forum di consoleopen)
  • Acquisto di 10 Replacement Parts HOP-14XX Lasers Lens for XBOXs 360s LITE-ON DG-16D2S Disk Drive su AliExpress al prezzo di €01.74/cad, spedizione compresa

Apertura meccanica del carrello mediante comando posto sul lato (non in foto)
  • Apertura della console e semplice estrazione del lettore, scollegando due connettori  (uno bianco, l'altro nero) posti nella parte posteriore dello stesso
  • Apertura del lettore svitando le 4 viti poste alla base: per la maggior parte delle operazioni saranno sufficienti due normali cacciaviti a croce, uno più grande ed un secondo di dimensioni più piccole per le viti interne
  • Espulsione meccanica del carrello, premendo con il cacciavite un pulsante a lunga corsa posto sul lato dell'apparecchio
Il distacco del circuito stampato posto alla base non è necessario
  • Rimozione di almeno due viti per permettere la rimozione del vecchio gruppo ottico dalle due guide cilindriche, previo scollegamento della fascetta arancione per il trasferimento dei dati
  • Rimozione dal vecchio gruppo ottico del raccordo - in plastica bianca - tra la lente e l'ingranaggio motorizzato di movimento posto alla sua sinistra
  • Scioglimento/rimozione della saldatura antistatica generalmente posta sulla nuova lente
  • Verifica preventiva - mediante tester con resistenza a 20k Ohm - della corretta resistenza del diodo per la lettura dei giochi, come suggerito sul forum di consoleopen. Il valore ideale dovrebbe essere compreso tra 3.3 K Ohm e 4.2 K Ohm.
Vista da sotto dell'alloggiamento su guide della lente
  • Inserimento del nuovo gruppo di lettura sulle due guide cilindriche, avvitamento delle viti laterali di fissaggio delle guide stesse e collegamento della fascetta arancione per il trasferimento-dati
  • Avvitamento del gruppo di raccordo - in plastica bianca - tra il blocco di lettura e l'ingranaggio filettato posto alla sua sinistra
  • Quando si monta il gruppo di raccordo, realizzato in plastica relativamente morbida, è importante verificare il corretto allineamento dei suoi due piccoli morsetti con la  filettatura della guida motorizzata che ne regola lo spostamento
Dettaglio della lente, prima dell'espulsione meccanica del carrello
  • Montaggio del lettore con almeno due viti in diagonale per la prova su console
  • La sostituzione, una volta aperta la console ed estratto il lettore, è semplice ed a prova di errore: è consigliabile applicare molta cura nel momento di rimozione del vecchio gruppo ottico dalle due guide di scorrimento, in quanto applicando una forza eccessive sulle stesse si potrebbero compromettere i sottili elementi metallici che ne assicurano la stabilità ed il corretto parallelismo
  • Se al termine dell'operazione si dovessero ancora riscontrare problemi di lettura, pur avendo seguito i singoli passaggi ed avendo avuto cura di ricollegare i tre connettori (due esterni al lettore ed uno interno, vedi foto sopra), è possibile che il nuovo gruppo ottico presenti dei problemi e debba essere a sua volta sostituito. Si tratta infatti spesso di componenti usati o di bassa qualità, inutilizzati da anni e conservati in condizioni che non conosciamo, non testati ed il cui funzionamento non può essere garantito. Per questo motivo è consigliabile, anche a fronte del prezzo irrisorio, acquistare sempre un piccolo stock di lenti, in modo da poter sperimentare con più unita e diminuire il rischio di insuccesso.
In caso di esito positivo dell'operazione, con l'immediato riconoscimento di un gioco inserito nel lettore, è consigliabile effettuare una prova di installazione del gioco su hard disk: se tale operazione avviene in tempi ragionevolmente brevi - e l'avanzamento della barra di scorrimento non presenta periodiche incertezze - significa che il laser funziona bene e dovrebbe garantire un buon numero di ore di gioco in futuro. La mia prima prova è stata effettuata con il gioco Duke Nukem Forever (Take-Two Interactive, 2011)

Approfittando del funzionamento della nuova lente, può essere consigliabile ricorrere all'installazione dei giochi da DVD a hard disk, se si dispone di spazio disponibile: benchè anche essi soggetti ad usura, il loro funzionamento è infatti generalmente più affidabile e le prestazioni dei giochi - qui trovate la mia collezione - saranno più brillanti (in termini di minori tempi di caricamento e maggiore velocità di accesso ai dati).

Recensione ARCTIC RAIN - THE ONE


Arctic Rain
Recensione: The One




C’è sempre una certa curiosità nell’apprestarsi ad ascoltare una nuova uscita di rock scandinavo: il nostro cervello ragiona per schemi mentali e, sempre attirato dalla possibilità di risparmiare preziose energie affidandosi ai ricordi, l’accostamento di queste latitudini a canzoni patinate ed eleganti ci coccola, culla e rassicura. 

Se gli Arctic Rain siano davvero una rock sensation è difficile dirlo, il pedigree è tutto sommato scarno e lo stile certamente derivativo (Whitesnake, Mr Big, Foreigner, Talisman, Def Leppard, TOTO, Treat, Dokken, White Lion e Journey sono i tanti nomi citati dalla band, giusto per darci un’idea), e se nell’idea di “sensazione” infiliamo anche la speranza di un timido sussulto, beh, di questo su “The One” non c’è traccia. 

Pomposo e scorrevole, levigato e brillante, il disco di debutto del quintetto nordico ha però il pregio di copiare con gusto, affidandosi ora a ritmiche incalzanti (“Give Me All Of Your Love” ed ancora più “Breakout”) ed ora alla carica inesauribile del suo singer Tobias Jonsson.


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Software Foobar2000 ver. 1.3.16 (WIN10 Pro / 64bit)