martedì 1 maggio 2018

A Londra con Flixbus: la mia esperienza

Andare a Londra. Con 49,50 euro. Senza prendere l'aereo. Questo post sarebbe probabilmente già completo così, perchè al di là dei dettagli che vi offrirò se vorrete leggermi, il fatto di aver sperimentato con somma soddisfazione questa alternativa di viaggio è esso stesso la notizia meritevole di attenzione. Ero già stato a Londra cinque volte, sempre in aereo, partendo da quella vacanza studio con EF nell'estate del 1990 che mi fece subito innamorare di questa capitale. E nonostante i tempi siano inevitabilmente cambiati, come avviene dovunque, sono stato felice di notare - ad alcuni anni di assenza dalle strade della City - come fermento ed opportunità (di lavoro, di vita, di conoscenza e di crescita) non siano così tanto cambiate. Flixbus, mi piace ripeterlo, costituisce un'alternativa all'aereo che si può prendere in considerazione per i motivi più disparati: che sia per la paura delle altezze, per la necessità di portare con sè un bagaglio più voluminoso (imbarcando senza problemi anche liquidi oltre i 100ml), per la voglia di affrontare un viaggio più lento e contemplativo o per una mera questione di risparmio, è bello sapere di poter contare su un piano B diverso ed efficiente.

DA BOLOGNA A PARIGI

Il mio viaggio comincia da Bologna nella giornata di Lunedì: una volta raggiunto in treno il capoluogo emiliano percorro la breve distanza che mi separa dai binari all'autostazione, per la quale sono in programma lavori di restyling per otto milioni di euro al fine di renderla un po' più bella ed ospitale. Questo viaggio si articolerà in cinque tappe tra loro separate, come richiesto per l'utilizzo del programma Interflix, che vi offre l'opportunità di effettuare cinque viaggi diversi tra loro (anche lo stesso viaggio nelle due direzioni di andata e ritorno non è consentito, per cui per tornare a casa dovrete scegliere un itinerario completamente differente) entro tre mesi al costo di €99.00 Parto pertanto da casa con cinque diversi titoli di viaggio, cinque fascette da apporre al mio trolley in corrispondenza di ogni segmento e l'indispensabile passaporto (Europa o non Europa, ricordate che vi verrà chiesto ovunque andiate, per cui fatelo utilizzando le nuove procedure online e non dimenticatelo per nessuna ragione al mondo).

Il nostro Flixbus in sosta all'area di servizio Gran Bosco Ovest.

Il bus di questa prima tratta è un bel SETRA/Mercedes ad un piano, che arriva in autostazione circa venti minuti prima dell'orario ufficiale di partenza: ad occuparsi del servizio sarà una ditta di Cuneo con un giovane autista francese/albanese che parla continuamente al telefono (via auricolare bluetooth, quindi nessun problema), verifica con speditezza la lista dei presenti e chiede che siano lasciate libere le prime file. L'atmosfera è tranquilla, il bus non è pieno (riuscirò a fare tutte i cinque i viaggi occupando due posti e raddoppiando gli spazi a disposizione) e le dotazioni sono tutte presenti, anche se lo streaming di contenuti video da Youtube sembra bloccato o rallentato dal WiFi di bordo. La guida è tranquilla, non viene riprodotto alcun messaggio pre-registrato di benvenuto e dirigendoci verso l'ingresso dell'autostrada passiamo da una sorta di quartiere "rosso" (non nel senso delle simpatie politiche dei bolognesi) nel quale le prostitute si dirigono tranquillamente ai loro camper in topless e perizoma... Le prese elettriche a disposizione dei passeggeri sono situate molto in basso, una posizione un po' scomoda per la quale vi consiglio di portare da casa un cavo USB lungo che vi permetta di tenere ed utilizzare i vostri dispositivi sui tavolini, per la verità sempre poco contenitivi ed avvezzi a far cadere i vostri oggetti ad ogni sobbalzo. Ulteriori elementi che rendono confortevole il viaggio sono le belle poltrone nere-rosse-grigie, gli oblò posti sul tetto, le vetrate ampie e pulite. Mi sembra di scorgere una lunga crepa sul parabrezza, talmente estesa che ad un certo punto mi convinco si tratti di un riflesso o di una mia impressione: il dubbio comunque rimane. Lo spazio per le gambe è buono ma inferiore ad altri provati nel corso dei viaggi precedenti, circostanza che avrebbe generato qualche problema se non avessi potuto disporre per l'intero viaggio di entrambi i posti e relative diagonali. 

Tra i passeggeri segnalo due ragazze sedute dietro di me entusiaste del bus (altre volte mi è capitato di sentire persone che chiamavano a casa per dire "Mamma, sono su Flixbus!!!") e due francesine adorabili, che passeranno gran parte del viaggio dormendo l'una appoggiata all'altra. Il viaggio prosegue dolcemente e noto che in autostrada gli autisti Flixbus, incrociandosi nelle due direzioni, si salutano ❤ Si tratta di una considerazione non banale, in quanto sappiamo che lavorano per ditte diverse, benchè ugualmente "consorziate" alla società tedesca: questo mi fa supporre che al di là delle diverse realtà aziendali che operano per Flixbus in Europa, sia fatto uno sforzo per tendere ad uno standard di servizio anche attraverso la costruzione di uno spirito aziendale unico, basato sulla condivisione dei valori e sulla riconoscibilità dei colori verdi e arancioni per i quali si lavora. A Torino, dove arriviamo con eccezionale puntualità, salgono due nuovi autisti, ed il bus si riempie notevolmente, a testimonianza di un traffico come prevedibile consistente tra Francia e Piemonte. Nel frattempo approfitto di una eccezionale promo a tempo che mi viene comunicata via email da Flixbus per acquistare un biglietto diretto Bologna - Bucarest a 5.99 euro, come fare a dire di no?!? 

DA PARIGI A LONDRA

La stazione di Parigi - Bercy consiste in una serie di banchine che sembrano situate sotto un ponte: l'illuminazione è buona ma per raggiungere la strada ed i servizi (bar, forno, taxi, stazione della metro) bisogna attraversare un bel parco attrezzato che nelle ore notturne potrebbe consigliare un passo più spedito. I tabelloni con le indicazioni di arrivi e partenze funzionano solamente in orari "di ufficio", per cui in caso di partenze in orari diversi bisogna arrangiarsi o, per usare un'espressione a me cara ed un filo più elegante, adottare un approccio pro-attivo (leggi: fare continuamente su e giù a piedi fino a quando non si trova il proprio autobus).

Più che un autista, un roadie! Comunque bravissimo.

Il nostro autista da Parigi sarà un ragazzo francese in barba & tuta da ginnastica nera, ben più alternative dello stereotipo con cravatta verde e camicia bianca ma ugualmente efficace nel farci fare un ottimo viaggio e guidarci - con un inglese di base, successivamente supportato dal messaggio di benvenuto pre-registrato - nelle fasi del controllo dei passaporti alla frontiera e nel suggestivo ingresso all'interno dell'Eurotunnel. Questo Flixbus ha interni non vecchi ma di gusto classico, con abbondanza di colore marrone e parquet. Wi-Fi e prese elettriche sono ok, ed è bellissimo attraversare Parigi di primo mattino, affiancando la Senna mentre i raggi di sole ti scaldano attraverso le vetrate. Frank, questo il nome del nostro roadie, ci informa che per qualche motivo a lui sconosciuto il WiFi nel Regno Unito non funzionerà e la gente sorride, apprezzando l'onestà ed il tono simpaticamente sconsolato della comunicazione. Dopo aver effettuato un paio di soste in autogrill, nel corso delle quali anche Frank ne approfitterà per acquistare degli Snickers e qualche lattina, attraversiamo le due frontiere (scendendo dal bus ed entrando nei locali francese ed inglese deputati al controllo dei passaporti) e "parcheggiamo" il bus all'interno del treno che ci permetterà di raggiungere l'Inghilterra in 35 minuti. 

Si tratta di un'esperienza unica (un bus che entra in un treno che entra in un tunnel) ed a mio avviso non eccessivamente claustrofobica, dal momento che il mezzo rimane con le porte aperte all'interno del vagone, e durante la traversata è possibile scendere per raggiungere i bagni posti alle due estremità del convoglio. Sentire il bus ondeggiare sui binari, nonostante si abbia l'impressione di essere fermi, può trasmettere una sensazione simile al mal di mare, benchè i movimenti siano estremamente contenuti e risulti piuttosto facile distrarsi con due chiacchiere, un buon libro, un po' di musica o una camminata. Tutto considerato si tratta di un'esperienza da fare almeno una volta nella vita, e che personalmente vorrò ripetere al più presto.


Una volta sbarcati sul suolo britannico, ed adottato il sistema di guida a sinistra, il viaggio verso Londra è un autentico spettacolo che vi porterà in tutta tranquillità dalle verdi campagne inglesi al traffico caotico - ma affascinante - del centro di Londra, nel quale Frank si muoverà con grande bravura e nonchalance. L'arrivo a Victoria Coach Station è puntuale al minuto ma corre l'obbligo di darvi un'informazione che potrà esservi utile nel programmare viaggi che prevedano il passaggio tra fusi orari diversi: ricordate che al momento, a differenze delle compagnie aeree, sul vostro biglietto di viaggio l'orario di arrivo sarà espresso con riferimento al luogo di partenza e non a quello di arrivo, per il quale dovrete quindi effettuare un calcolo. Nel mio caso questo ha determinato l'arrivo a Londra con un'ora di anticipo rispetto a quanto previsto, e conseguente riorganizzazione degli appuntamenti: peggio sarebbe stato se mi fossi trovato con un'ora di ritardo, per cui meglio prevenire ogni possibile disguido. 

Infine, piccolo consiglio per arrivare a destinazione con una bella facciotta riposata (io sono quello di sinistra): se non potrete darvi una rinfrescata in autogrill (noi ci siamo fermati in una graziosa struttura francese con dei bagni più puliti di quello di casa mia, per dire) assicuratevi almeno di portare nel bagaglio a mano delle salviette umidificate per idratare il volto ed un collirio defatigante - io uso Iridil Gocce Oculari - nel caso la notte in autobus dovesse rivelarsi meno riposante del previsto. Mi ringrazierete!

DA LONDRA A COLONIA

Trascorsi quattro meravigliosi giorni a Londra (incredibilmente soleggiati, se escludiamo qualche immancabile pioggerellina ed un minuto di grandine), Sabato mattina ho raggiunto Victoria Coach Station per prendere il bus che mi avrebbe portato a Colonia. Proprio quando mi avvicinavo al mio gate (sui numerosi monitor della stazione compaiono tantissime tratte contemporaneamente, per cui si riesce subito a trovare i riferimenti della propria corsa) ho ricevuto un SMS da parte di Flixbus che mi avvisava che il viaggio sarebbe partito con un'ora di ritardo. Una volta tornato a casa, mi sento di condividere con voi questa rassicurazione: se dovete affrontare un viaggio lungo, i ritardi non incideranno sull'orario di arrivo e sulla possibilità di prendere successive coincidenze. Questo perchè, se da un lato il trasporto su gomma può essere soggetto ad ogni genere di imprevisti (tecnici o legati al traffico, per fare un paio di esempi), dall'altro sarà proprio l'estensione del viaggio a dare la possibilità all'autista di marciare a ritmi leggermente più sostenuti per recuperare lo svantaggio. Così ad esempio è stato nel nostro caso, per cui la ritardata partenza non ha sortito alcun effetto negativo, se non quello di prolungare l'attesa dei passeggeri (comunque all'interno di una stazione sicura e servita). 

Il nostro mitico autista, spero di viaggiare nuovamente con lui!

Tornando al viaggio, ho finalmente avuto la possibilità, credo per la prima volta nella vita, di salire su un mezzo a due piani, scegliendo naturalmente quello più alto, nonostante paradossalmente sia quello sconsigliato per le persone più alte! Anyway, il bus era molto spazioso, tutti i servizi regolarmente presenti ma qualche sedile stranamente rotto o macchiato. L'autista, che credo belga, ha rappresentato il vero valore aggiunto di questo viaggio: simpaticissimo negli annunci, veloce e responsabile nel check-in (ci ha fatto prima sistemare i bagagli e salire a bordo, controllando i biglietti una volta che eravamo comodamente seduti), ci ha anche offerto snack in vendita aggiungendo che parlare con lui ci sarebbe costato solo 50 centesimi ("I'm cheap!"). Parlava tedesco, olandese ed un po' di inglese, e particolarmente memorabili sono state due battute:
  • Quando ad ogni fermata dava il benvenuto ai nuovi passeggeri saliti a bordo, anticipava loro l'orario di arrivo specificando "...when the traffic is good: when the traffic is bad, I don't know"
  • Quando ci ha spiegato il procedimento per il passaggio attraverso l'Eurotunnel: "If you see fish out of the window, well, that's a big problem!"
Inoltre, in attesa che il treno partisse, ha offerto a tutti i passeggeri dei (suoi) biscotti tipo Gran Cereale, in modo gentile, sorridente e non insistente. Davvero bravo!

Prima della partenza siamo stati informati che la toilette di bordo avrebbe funzionato solo per la pipì, per cui per ogni alto genere di necessità siamo stati invitati ad usare il WC a Victoria Station. Ricevuto un doppio invito ad allacciare le cinture di sicurezza (accorgimento che adotto sempre, del tutto incurante di eventuali occhiate italiane) siamo partiti da Londra con la pioggia, luci interne soffuse ed un ottimo riscaldamento, elementi che hanno creato un'atmosfera estremamente piacevole e rilassante, che ha favorito un pisolino tanto inatteso quanto ristoratore. Il controllo dei passaporti è avvenuto in modo differente rispetto al viaggio di andata, dal momento che è stato effettuato sul solo lato inglese e, dopo una verifica del bus con metal detector, ci ha consentito di visitare il terminal Victor Hugo, una specie di aeroporto con tanto di duty free e servizi/boutique di ogni tipo. Nonostante il nostro mitico autista ci abbia accompagnato solo fino in Belgio ("And then I will go home, eh eh", ha aggiunto prima di salutarci) tutto il viaggio è stato in assoluto uno dei migliori che abbia effettuato fino ad oggi su Flixbus: le ore sono passate veloci e ho perfino utilizzato Sky Go - collegandomi con il mio operatore, in roaming - per vedermi la partita in diretta comodamente disteso su entrambi i sedili. Wow!

DA COLONIA A MILANO


La Grande Bellezza di questo viaggio trova un ultimo compimento con la bella vista architettonica dell'aeroporto di Colonia-Bonn, nel quale l'autostazione è convenientemente integrata. Il bus, ancora una volta a due piani, é moderno ed abbastanza spazioso, ma quello che renderà oggettivamente impegnativa la tratta é il fatto che per arrivare a Milano verranno fatte ben tredici fermate intermedie, ognuna accompagnata da annunci degli autisti (solo in tedesco), accensione delle luci, persone che scenderanno ed altre che saliranno cercando posto e cambiando quello status quo che a noi quarantenni piace invece molto. Io non mi posso lamentare, perché ho avuto la possibilità di fare l'intero viaggio occupando due posti nella parte superiore del bus, ma al tempo stesso ho dovuto rinunciare ad ogni aspirazione di riposo quando, proprio quando a metà notte cominciavo a capire come poter schiacciare un pisolino (utilizzando sia lo zainetto Slazenger comprato a Londra che il cuscino gonfiabile come doppio supporto), in una qualche stazione germana è salita una famigliola cinese con bambino in cui tutti e tre hanno preso posto proprio dietro di me e si sono comportati come fosse pieno giorno: tono della voce da mercato del Giovedì, calci sul mio sedile e preparazione di noodle istantanei (con relativi odori e successivo singhiozzo) verso le 04:30 del mattino, proprio quando i miei occhi cominciavano a bruciare per il poco/nullo riposo, fanno parte a pieno titolo di quella Flixbus Experience che a suo modo ci illumina viaggio dopo viaggio sulla strada dell'integrazione e della tolleranza. E al tempo stesso ci ricorda che le tratte notturne sono convenienti ma mai, mai possono garantirci con assoluta sicurezza le condizioni per arrivare riposati.

Per il resto il viaggio si è svolto davvero senza intoppi: qualche pausa in autogrill (con tempi e modalità di ciascuna sosta comunicati solo in tedesco, ma in qualche modo si capisce), panorami svizzeri lussureggianti, città belle ed ordinate (Zurigo su tutte), un ragazzo seduto nei due sedili a fianco che giocava con la sua Nintendo Switch (mentre io che sono povero mi devo accontentare di un DSi XL, per giunta con cartuccia pirata) e l'annoiato bimbo cinese alle mie spalle che accennava canzoncine cinesi di sottofondo, il cui stile si attestava a metà strada tra l'opera lirica e la pura lagna. In un atto di estrema crudeltà ho provato ad ostentare la mia console sperando che il bimbo la vedesse e mi invidiasse, chiedendo magari di provarla (nel qual caso gli avrei risposto con un secco no, e la mia rabbia sarebbe stata sopita). Ad un certo punto ho avuto come l'impressione che infilasse la testa tra i sedili per seguire un livello di New Super Mario Bros, ma evidentemente non si interessava di videogiochi e dopo qualche istante è tornato a canticchiare, calciare ed a fare cantilenanti domande alla mamma, che probabilmente lo stava odiando più di me.

DA MILANO A BOLOGNA


La stazione di Milano Lampugnano, benchè coperta e dotata di un'edicola / vendita di souvenir, vince il titolo di luogo più sporco e trasandato dell'intera trasferta londinese. Cartacce e rifiuti ovunque, persone che dormono nei posti più improbabili, frequentazioni ricche di folklore e sensazione di anarchia, quasi si trattasse di un mondo periferico abbandonato a se stesso... Nota positiva, Flixbus mi informa con un SMS che non dovremo attenderci il solito bus verde, bensì uno evidentemente sostituivo di colore grigio della ditta STAV. Come potete vedere in foto, il mezzo corrisponde perfettamente alla descrizione, l'autista della ditta di Vigevano svolge ordinatamente le operazioni di check-in e sono tra i primi ad entrare. Il bus è pulito ed elegante ma non presenta né tavolini reclinabili né bagno, e nemmeno prese elettriche. Nonostante gli abbinamenti ricercati della tappezzeria, con tanto di finta radica, gli spazi sono quelli tipici dei trasferimenti urbani e l'autoradio a medio volume non fa che confermare questa sensazione. Il mio tragitto fino a Bologna durerà in ogni caso meno di tre ore, per cui non mi preoccupo più di tanto e mi compiaccio per l'organizzazione perfetta del viaggio, che grazie a Flixbus non ha riservato alcun tipo di sorpresa. 

Ultima chicca, una signora di Ferrara - da me bollata come sparacazzate - racconta ad una ragazzina che lei proviene da Strasburgo, che è "la capitale d'Europa" ed è "più grande di Milano". Guardo Wikipedia e sarei tentato di intervenire nella discussione per dare un paio di numeri, salvo poi decidere di gustarmi questi ultimi momenti di viaggio e tirare fuori l'ombrello, perchè Bologna ci accoglie con una pioggia battente che per un momento mi fa pensare di trovarmi ancora in Inghilterra. Pronti per il prossimo viaggio?

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